I magnifici 9. Qui pianeta Bushwick

Uno spicchio di Brooklyn chiamato Bushwick. In pochi anni, da zona industriale fantasma si è trasformato nel quartiere con la più alta densità di artisti al mondo. Siamo andati a visitare i due punti nevralgici del neighborhood, il 56 di Bogard Street e il 1717 di Trouman Street. Oltre a spazi espositivi impensabili, persi in strade abbandonate.

Jessica Ann Peavy @ AGAPE EnterpriseSex, Facebook e percezione distorta. Mostra sensuale, accattivante e anche un po’ mistica, già dal titolo: Parable #13: The Emotional Artist and the Text Message è una performance e una videoinstallazione al buio e al suono di sms che compaiono in fila su un piccolo schermo. Alla AGAPE Enterprise, Jessica Ann Peavy, mentre si muove davanti alla telecamera seminuda, indaga la nostra percezione e prospettiva, ci seduce e poi ci fa svegliare dal sogno con sms rudi e crudi, rubati dalle pagine Facebook dei suoi due performer.
www.agapeenterprise.com

 

La classe operaia non crede più nel paradiso. L’affluenza alla Momenta Art è ancora debole, ma la valenza artistica di Du Verney tutt’altro: un four-channel video che narra in modo cinico-ironico la vita di una domestica che subisce le ire delle colleghe e della padrona. Du Verney è in linea con lo spirito degli Anni Novanta, denunciando le differenze economiche e tematiche come gender, razzismo e politiche culturali.
www.momentaart.org

 

Marco Velk @ SLAG Gallery
Marco Velk @ SLAG Gallery

Una sorprendente mostra di pittura. Slag Gallery presenta Marco Velk, artista croato da alcuni anni a New York. I suoi dipinti ricordano a prima vista Le Pintura Negras di Goya, ma si rivelano poi una interessantissima combinazione di pittura tradizionale e tecnologia moderna. Decapitazioni e banchetti mangerecci sono assemblati a disegni tecnici e rendering Autocad, il tutto realizzato con gli strumenti elementari del disegno: carboncino su tela.
www.slaggallery.com

 

Petros Crisostomou @ Fuchs Projects
Petros Crisostomou @ Fuchs Projects

Scatti malati in case di bambola. Fotografo bushwickiano doc, Petros Chrisostomou continua a investigare lo scandalo e i suoi derivati dentro il proprio spazio Fuchs Projects. Le opere fotografiche della mostra in corso irritano sensibilmente già a prima vista: uova, scarpe, capelli sono collocati in modelli architettonici terribilmente reali, poi fotografati. L’alterazione della percezione di misura e spazio, della relazione tra oggetto e ambiente, del mondo immaginario e spazio reale semplicemente mette in crisi.
www.fuchsprojects.com

 

In Search Of… @ TSA Gallery
In Search Of… @ TSA Gallery

Teschi e pellame di mucca…. Immersa in una zona decisamente degradata, si nasconde la TSA Gallery – TigerStrikesAsteroid, galleria autogestita da artisti che si può addirittura permettere una seconda sede a Philadelphia. Dietro la porta dello stabilimento industriale, una mostra collettiva di giovani artisti che esplorano il mondo della science fiction, mitologia, storie alternative e altre forme di congetture creative.
www.newyork.tigerstrikesasteroid.com

 

Down the pigeon hole @ The Culture Room
Down the pigeon hole @ The Culture Room

Installazione a sorpresa in un appartamento semi-privato. Circondati da vicini non troppo raccomandabili, la Culture Room ha deciso di nascere in una delle peggiori ghost street di Bushwick. Ma per favore, non chiamatela arte di periferia. Dentro una galleria/appartamento, le due artiste Martha Mysko & AnneVieux hanno portato oggetti d’uso quotidiano all’astrazione totale tramite l’uso di nuovi modi di registrazione e proiezione video. Il lavoro si evolve infatti attraverso video chat software che proiettano da un dispositivo all’altro, dallo spazio canonicamente adibito a galleria fino al soggiorno dove quotidianamente si vive e si fa arte a The Culture Room.
www.cultureroom.org

Squirts @ Regina Rex3Tra buchi di proiettili, installazioni trash e pittura comic style. Una collettiva colorata e divertente di tre artisti non newyorchesi. Siamo da Regina Rex, ambiente giovane per davvero e autogestito da 13 artisti che si dividono i compiti per mettere in piedi ogni mese una nuova mostra. Tutto fila come in una galleria professionale. Già alla prima visita c’è la sensazione che il modello sarà presto esportato in spazi espositivi più importanti.
www.reginarex.org

 

Inside Voices @ Parallel Art Space
Inside Voices @ Parallel Art Space

Arte casalinga. Opening gremito, quello al Parallel Art Space. Confermata la diffusa formula del quartiere, ovvero la galleria autogestita da artisti. Le opere di Inside Voices esaminano lo spazio domestico. Mission dello spazio espositivo, condiviso con un laboratorio d’arte, è fornire una piattaforma di mostre basate sulla qualità delle opere e il networking tra artisti e la comunità locale.
www.parallelartspace.com

 

Residual Volume @ Harbor
Residual Volume @ Harbor

Spazio in e spazio out. Grande affluenza per la mostra di JJ Miyaoka-Pakola e Cassie Raihl. Scultura che gioca con i volumi di attrezzi sportivi, pittura che sovrappone diversi strati di realtà. Entrambi creano un’idea metafisica dello spazio, condividendo però un approccio poetico e formale allo stesso tempo. Altro caso di artist-that-run-the-gallery che si aggiunge alla fenomenologia dello Zeitgeist del quartiere, dove l’artista emergente si unisce ad altri colleghi per diventare gallerista di se stesso, curatore e co-organizer di eventi di quartiere, tra cui, su tutti, il prossimo Bushwick Open Studios 2013.
www.harborbk.com

Sarah Corona

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Sarah Corona
Specializzata nell'art management e nella ricerca, si interessa di nuovi media e tecnologia nell'arte contemporanea e la giovane produzione artistica, rendendo i suoi studi pubblici attraverso testi, recensioni, interviste, mostre ed eventi in Italia, in Germania e a New York.
  • mi sembra molto interessante lui: http://fuchsprojects.com/#/current/

    anche se depressa nella galleria c’è un ‘intuizione di fondo corretta.

  • All’estero, negli States, in particolare, si diffondono a macchia d’olio appartamenti, autorimesse, spazi di ogni tipo autogestiti da giovani ( e men giovani ) artisti.
    Quando i moltissimi giovani artisti Italiani che si lamentano, ad ogni pié sospinto, del “disinteresse” delle gallerie nei loro confronti, della difficoltà di trovare spazi espositivi, della generale difficoltà di mostrare i loro lavori e finiscono, spesso, per sborsar fior di quattrini per una settimana in una gallerietta da quattro soldi, capiranno, finalmente che questa è la strada? Che se vogliono avere uno spazio espositivo, interessante, attivo ed “amico” se lo devono creare e gestire loro consorziandosi?

    • Angelov

      In Australia, molti giovani artisti che vogliono esibire i loro lavori, si rivolgono ai proprietari di negozi in affitto o vendita, e li affittano per il breve periodo della Mostra, concordandosi sul prezzo da pagare.
      Generalmente si tratta di cifre minime, e per l’evento, tutto è gestito sul Web.
      Questo è importante, per prendere dimestichezza con i meccanismi dello scambio-mercato, e in qualche modo sincronizzare il proprio lavoro in rapporto con il pubblico, evitando i troppi filtri presenti nell’ambaradan classico del mondo dell’arte.
      Sbagliando si impara…

  • Pingback: Bushwick?! | sarahcrown()