Barcellona. Il Macba festeggia 25 anni con sei episodi critici

Un Macba come mai si era visto. La collezione si fa in sei parti per riscrivere la storia del museo e della sua fondazione. E quest’ultima festeggia facendo un regalo a Barcellona. Bartolomeu Maurí e Han Nefkens hanno sottoscritto l’accordo per l’istituzione di un premio a cadenza biennale, da destinarsi alla produzione di un’opera per la città. Il primo ad aggiudicarselo: l’egiziano Iman Issa.

Allan Sekula, Shipwreck and Workers (Version 3 for Kassel), 2012, courtesy Collecció MACBA

La Fundació Macba chiude un anno di festeggiamenti. Compie un quarto di secolo questo ineccepibile modello di gestione culturale pubblico-privata, otto anni in più rispetto all’inaugurazione del museo firmato da Richard Meier.
Per questo anniversario, il corpus principale della collezione si veste da motore portante della mostra Collección MACBA en seis “Episodios Críticos (1957-2011)”. Ed ecco che l’arte degli Anni Sessanta e Settanta si mette alla guida di un suggestivo percorso che attraversa sei momenti di forte autocritica dell’arte contemporanea. La fondazione smonta la propria collezione e mette a confronto alcune fratture del tessuto sociale moderno, dove l’arte fu chiamata a un’urgente messa in discussione.
Ribadendo alcune inclinazioni che hanno dato forma al museo catalano in questo quarto di secolo, Episodios críticos invita a riflettere sottilmente sulle crisi periodiche che caratterizzano i sistemi della modernità. Si comincia con l’imperativo greenberghiano alla pittura, quando a metà del XX secolo il contenuto diventa “something to be avoided like a plague”. Robert Morris, Robert Rauchenberg, il catalano Antoni Tápies e altri rifuggono dal contenuto della pittura a favore di nuove prospettive. Incorporazione dell’oggetto tridimensionale, fotografia, pubblicità e sguardi analitici: sono solo alcuni degli scenari proposti dal primo capitolo del Macba in sei parti.

Hélio Oiticica/Neville Almeida, CC3-Maileryn. Quasi Cinema (Block-Experiment in Cosmococa-Program in Progress), courtesy Collecció MACBA

Nel secondo Episodio crítico l’arte giunge a confrontarsi con la prima globalizzazione. Parte della comunità artistica è attratta dalla denuncia o dallo svelamento dell’arte in veste di circuito. La società, per suo conto, è invece percepita come un insieme di sistemi. Documentano circuiti dell’arte e della società i lavori soventemente etichettati da “critica istituzionale” di Hans Haacke, Marcel Broodthaers, Hélio Oticica e Antoni Miralda.
Il terzo e il quarto degli episodi di questa antologica, che prende a poco a poco le forme di una saga autoreferenziale sull’arte, sono dedicati al frammento, alla spaccatura e al silenzio. Su un fronte vi è la questione del disapprendere dall’appreso, il gioco e il disegno di Paul McCarthy, Peter Friedl e Anne-Lise Cost. Sul secondo fronte ritroviamo il voyeurismo, il feticismo e il narcisismo. Mentre Dan Graham usa gli specchi per mettere a nudo lo sguardo voyeur, Dara Birnbau metta in scena l’aggressione di una camera e Judit Barry quella di enormi schermi cinematografici.
Il penultimo episodio, Lavoro, potere e controllo, è l’arte a confronto con i processi industriali della seconda globalizzazione. La percezione della città industriale e l’idea del lavoro come attività umana sono raccontante dall’installazione di Allan Sekula, Shipwreck and Workers, sottotitolato “monumento al lavoro”dal suo stesso autore.

Gerhard Richter, 48 Portraits, 1972 (1998), courtesy Collecció MACBA

Chiude il percorso il documentario del duo formato dall’artista Angela Melitopoulus e dal filosofo italiano Maurizio Lazzarato. Déconnage è un dialogo sulla psichiatria e gli effetti politico-sociali di quest’ultima. Protagonista del dialogo è la figura dello psichiatra catalano Francesc Tosquelles, esiliato in Francia durante il franchismo.
Episodios críticos rasenta il gusto finemente privilegiato delle collettive proposte dalla Fondazione Macba. Sulla stessa scia di Episodios críticos, anche Más allá del objeto e Modernologies hanno ripercorso austeramente e con un impatto a tratti duro i lineamenti vari ed eventuali della modernità. Un percorso affascinante nell’arte contemporanea, quello proposto quest’inverno dal Macba, praticamente sei mostre in una, alle quali dedicare svariate ore.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

Barcellona // fino al 6 gennaio e 17 febbraio 2013
Collección MACBA en seis “Episodios Críticos (1957-2011)”
MACBA
Plaça dels Ángels 1
[email protected]
www.macba.cat

CONDIVIDI
Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.