Lugano. I primi passi del LAC

I coniugi Olgiati danno in deposito la loro strepitosa collezione: è il primo tassello dei contenuti del futuro Lac, il museo che sorgerà a Lugano nel 2014. Le opere sono già visibili, in una mostra aperta gratuitamente fino al 5 agosto nello Spazio -1, ricavato in un ex parcheggio.

Spazio -1 - Lugano

Nel 2014 aprirà il LAC, nuovo museo e centro culturale di Lugano. Mentre il cantiere incombe sul lungolago, una mostra nel nuovo Spazio -1, ricavato in un ex parcheggio adiacente, offre un’anteprima dei contenuti del museo. È la notevole collezione dei coniugi Giancarlo e Danna Olgiati, che hanno concesso in deposito centocinquantasette opere della loro raccolta.
Lei ex gallerista specializzata in Futurismo, lui collezionista appassionato di Nouveau Réalisme, si sono incontrati nella galleria di lei. Insieme hanno coltivato una collezione che parte dalle premesse di quegli storici movimenti per giungere alle sperimentazioni del contemporaneo. Ticinesi d’adozione, ora iniziano il trasferimento della loro raccolta alla città di Lugano: il deposito diventerà donazione in diverse tappe. Se il LAC rispetterà le promesse con cui è stato annunciato – tra le altre, l’unificazione del cittadino Museo d’Arte e del Museo Cantonale – una prima parte delle opere in deposito verrà donata definitivamente. E i collezionisti hanno già manifestato l’intenzione di donare l’intera collezione al momento della loro dipartita.

Giancarlo e Danna Olgiati

Giancarlo Olgiati evidenzia come i suoi acquisti siano stati frutto di intuizioni precoci, scommesse fatte quando gli artisti non erano ancora big internazionali. E tiene a sottolineare di non essere un collezionista che opera per fini speculativi. La loro collezione denota in effetti un gusto personale, eclettico ma ben definito. Il che non impedisce una grande rappresentatività, come si vede nella mostra aperta fino al 5 agosto che presenta le opere date in deposito.
Nell’esposizione si nota come la scelta degli Olgiati ricada su opere non scontate rispetto al precorso dell’artista (ma mai minori) e sempre raffinate. Il percorso si apre con l’Arte Povera: due pezzi splendidi di Marisa Merz, due Kounellis algidi e comunicativi, un igloo ad angolo di Mario Merz, due lavori di Fabro e due installazioni di Paolini, una delle quali include anche una tela dipinta, come raramente accade.
Segue un percorso vario che include tra l’altro i conglomerati di cera di Wolfgang Laib, un’opera di Shirin Neshat affiancata a un volto intensissimo di Zoran Music, tre delle “bende” di Scarpitta, due deliziosi Melotti e un altrettanto interessante Consagra.

Ilya Kabakov – Charles Rosenthal: Twelve Commentaires on Suprematism, 1926, Goodbye – 1999

La sezione sul Nouveau Réalisme presenta tre degli amori dichiarati di Olgiati: Arman, César e Klein. Arman, ad esempio, è rappresentato da opere di spicco come Les ailes jaunes, accumulazione di paraurti del 1967. Ma sono esposti anche gli altri protagonisti del movimento. Stupendo l’assemblaggio di Niki de Saint-Phalle, cui si affiancano i tessuti artificiali di Deschamps e décollage tra i migliori di Rotella, Villeglé e Hains.
Tutto ciò è solo il preludio a un’esplosione di opere di molti dei migliori autori contemporanei. Boltanski con una delle sue installazioni che mettono in comunicazione storia collettiva e individuale, Douglas Gordon con una videoinstallazione e con una foto bruciata che dissacra e assieme onora l’icona di David Bowie, Guyton&Walker con un’installazione simile a quella della Biennale di Venezia del 2009, un dipinto geometrico di Orozco, due Gormley, foto di Tillmans, una tela di Wool, un lavoro che coniuga cartone e foglia d’oro del vietnamita Danh Vo, tra gli artisti in maggiore crescita degli ultimi due anni.

Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. Arte dalle avanguardie del XX e XXI secolo – veduta della mostra presso lo Spazio -1, Lugano 2012 – photo Igor Ponti

L’epilogo è affidato a un ritorno alle origini, che rende l’allestimento ciclico: la sala sul Futurismo, passione originaria di Danna Olgiati, che propone Balla, Prampolini, Depero, Magnelli e una selezione dell’ampia raccolta di libri futuristi.
In totale, centocinquanta opere che farebbero invidia a molti musei di arte contemporanea italiani, per non parlare delle città che un museo di contemporanea ancora non ce l’hanno.
Nel 2015, il LAC dedicherà un’altra mostra all’intera collezione degli Olgiati, che includerà anche alcune opere non facenti parte del deposito.

Stefano Castelli

Lugano // fino al 5 agosto 2012
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati. Arte dalle avanguardie del XX e XXI secolo
SPAZIO -1
Riva Caccia 1
+41 (0)588 667214
[email protected]
www.collezioneolgiati.ch

CONDIVIDI
Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.
  • Donazione! atto magnifico !lasciar fruire anche gli altri delle proprie scelte!

  • Mostra splendida da non perdere. Venti giorni fa a Lugano c’erano, in contemporanea (biglietto unico), Morandi (finita) e Cragg (continua), un’interessante collezione bancaria al Museo Cantonale e la Collezione Olgiati (gratuira) non male per una cittadina grande piu’ o meno come Como !!