Là dove abita il design

Un viaggio attraverso le architetture fieristiche europee in cui ogni anno si dà appuntamento il mondo del design. Dalla Fiera di Rho-Pero disegnata da Fuksas al nuovo complesso di Colonia, dall’ampliamento eseguito da Alessandro Ripellino a Stoccolma al Las Palmas Building di Rotterdam.

Massimiliano e Doriana Fuksas - Polo Fiera di Rho-Pero - 2002-05 - photo Ramon Prat

Nei primi quattro mesi dell’anno, in Europa si concentrano i migliori eventi dedicati al design. Ma quali sono le architetture dove le fiere registrano il tutto esaurito? Oltre alle più conosciute, come l’Imm di Colonia, il Salone Internazionale del Mobile di Milano, la Stockholm Furniture Fair e il London Design Festival, ci sono le new entry come le design week di Parigi, Berlino, Malta, Firenze, Copenhagen, Eindhoven, Vienna, Venezia e l’Object di Rotterdam.
Con il crescente successo del design, anche l’architettura si è dovuta adattare a fargli da contenitore. Non più edifici dismessi risistemati a nuovo, ma interi quartieri costruiti dal nulla, nelle periferie, dove i grandi spazi a disposizione hanno permesso sperimentazioni e risultati, ben oltre quell’architettura definita commerciale.
Nel settore, l’esempio apripista, per caratteristiche e dimensioni, è il nuovo Polo Fiera di Rho-Pero su progetto di Massimiliano e Doriana Fuksas realizzato tra il 2002 e il 2005. A Milano l’esigenza di un nuovo complesso era nell’aria da anni. Visto il moltiplicarsi dei visitatori, la vecchia Fiera Campionaria non era più sufficiente. Demolita in parte per ospitare il futuro quartiere Citylife – disegnato a sua volta dalle archi-star Isozaki, Libeskind e Hadid – a oggi è rimasto solo l’impianto di zona Portello: Fieramilanocity che, insieme al grande complesso di Rho-Pero, costituiscono il polo fieristico più grande d’Europa, con oltre 700.000 mq di superficie espositiva.

Massimiliano e Doriana Fuksas - Polo Fiera di Rho-Pero - 2002-05 - photo Ramon Prat

Ma gli stessi numeri della nuova struttura sono imponenti: un perimetro di 5 km, una superficie costruita di circa 1.000.000 mq distribuiti su una lunghezza di 1.500 metri, il tutto circondato da 9 ettari di parco. Per un costo totale di 800 milioni euro. Nonostante le grandi dimensioni, il tutto è ben calibrato e a misura d’uomo. La chiave di volta del progetto sta nella grande copertura vetrata. Sovrasta il lungo percorso centrale, che separa le due fasce di padiglioni, fondendo le diverse componenti del complesso. La location perfetta per ospitare il Salone del Mobile che, senza dubbio, dal 1961, anno in cui nasce, è il maggior punto di riferimento internazionale del settore.
Ma c’è un’altra città che vanta una lunga storia in materia di design. È Colonia, che dal 1949 ospita Imm Cologne, fiera internazionale dell’arredamento. Fino al 2005, la sede era lo storico edificio Rheinhallen sulle sponde del Reno. Le nuove esigenze la fanno traslocare in un complesso progettato ad hoc, a carattere più schiettamente fieristico, fatto di geometrie regolari, con grandi spazi liberi e ampie vetrate . Quasi 300.000 mq di superficie espositiva distribuita in 11 padiglioni, con 10 ettari di spazio esterno. L’appuntamento è dal 14 al 20 gennaio del 2013.

Fiera di Colonia

Sempre il Nordeuropa si conferma leader del settore con un altro imperdibile evento. La Stockholm Furniture Fair si terrà nel 2013 dal 5 al 9 febbraio in una delle strutture più importanti della regione del Mar Baltico. Un grande complesso costruito nel 1971 nella zona sud-occidentale della capitale svedese che, nonostante il clima di recessione, ha subito un notevole ampliamento nel 2010 su progetto dell’architetto italiano Alessandro Ripellino, fondatore dello studio svedese Rosenbergs arkitekter. I nuovi 10.000 mq si connettono al complesso preesistente grazie a una particolare galleria con muri vegetali e soffitto a specchi. Degna di nota è anche la caratteristica facciata a fasce orizzontali intrecciate tra loro.

Benthem Crouwel Architects - Las Palmas Building - photo Jannes Linders

Molto più giovane, invece, è l’esperimento di Object Rotterdam nato da qualche anno che, in concomitanza con Art Rotterdam, a febbraio invade la città per una settimana di eventi incentrati sul design olandese. La sede ufficiale è il Las Palmas Building, costruito nel 1953 e riadattato nel 2008 su progetto dello studio Benthem Crouwel Architects che, per ampliarne gli spazi, disegna un attico sospeso a 3 metri sul tetto dell’edificio, arrivando a 25.000 mq di superficie totale. Le linee sinuose e metalliche del nuovo elemento contrastano con le architetture circostanti del Molo Wilhelmina affacciato sul fiume Maas, ottenendo un risultato di grande impatto visivo.

Zaira Magliozzi

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #6

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.
  • Angelov

    Per quello che si riferisce alla Fiera di Rho, dove si legge:”Il tutto è ben calibrato e a misura d’uomo…” in qualità di semplice cittadino, vorrei chiedere se la giornalista di questo articolo, si è mai avventurata a visitare un padiglione di questa fiera, ma di quelli “in fondo”, dove ti ci vogliono i pattini a rotelle per arrivarci.
    Inoltre questa tanto osannata copertura, è diventata con il passar del tempo e l’incuria, un vero ricettacolo di sporcizia: vetri ingialliti ed incrostati etc.
    Il parcheggio è così lontano e labirintico, che ti ci vuole un filo di Arianna per ritrovare la tua auto.
    La struttura nel suo complesso, è concepita all’insegna di una mancanza quasi totale di fantasia architettonica: traccia una linea al centro, e disponi i padiglioni in due file, allineati a destra e a sinistra.
    Un esempio di stile disumanizzato, oltre che spersonalizzato.
    A Roma non avrebbero permesso la sua costruzione.
    Ma qui siamo a Milano, ed oltre a dovercela tenere, bisogna anche dire che è bellissima.
    Suvvia.

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  • mauro matteucci

    Bravo Angelov
    A proposito del solito Fuksas.
    Finalmente qualche persona che ragiona col proprio cervello!