Architettura, è tempo di festival. A Perugia

Architettura, arte, editoria, design, urbanistica, fotografia. Più di sessanta incontri in quattro giorni. Dieci mostre, tre workshop e decine di protagonisti. Tutto questo è la seconda edizione perugina di Festarch, Festival Internazionale di Architettura targato Abitare, che dal 7 al 10 giugno torna in Umbria dopo i due esperimenti di Cagliari nel 2007 e 2008.

Foroba Yelen - photo eLand 2011

A Perugia, che insieme ad Assisi aspira alla nomina di Capitale europea della cultura 2019, il fulcro di Festarch è lo spazio urbano. Dopo l’edizione del 2011 dedicata all’Anticittà – intesa come “una forza che plasma lo spazio, creando ovunque ghetti e isole identitarie” – quest’anno si continua insistendo sul tema: le città nella città. Ovvero baraccopoli, favelas, bidonville e slums che oggi rappresentano più che mai l’altra faccia delle metropoli, per riflettere su quell’espansione incontrollata che preoccupa e allarma ma allo stesso tempo interessa e affascina.
La kermesse, quest’anno, si arricchisce rispetto alla precedente di quattro mostre. Sao Paulo Calling, a cura di Stefano Boeri, è la prima tappa italiana di un’esposizione che racconta un progetto svolto a San Paolo tra gennaio e giugno 2012 in cui una mostra itinerante nelle favelas ha analizzato le caratteristiche e le differenze di diversi insediamenti informali a Roma, Nairobi, Medellin, Mumbai, Mosca e Baghdad, raccontando le esperienze e le pratiche di ricercatori, architetti, attivisti e artisti. This is my forest è una mostra fotografica di Nicolò Lanfranchi sull’Amazzonia brasiliana e della Bolivia presentata in un’installazione ispirata a Le Città Invisibili di Calvino. Foroba Yelen: luce collettiva per l’Africa rurale mette in mostra una ricerca svolta nelle comunità rurali maliane per introdurre un particolare progetto di illuminazione: lampioni a energia solare progettati per essere facilmente trasportati da donne e bambini per lavoro, attività educative e pratiche rituali. E, infine, un’antica fornace e un grande designer si incontrano nella mostra Maioliche Deruta: sette vasi dipinti a mano da Carol Brannigan su disegno di Michele De Lucchi realizzati dalla fornace Ubaldo Grazia Maioliche.

Li Hu - photo Andy Ryan

Ma la novità sono anche i due workshop: Happinessie Perugia. Il mostro della felicità, per sperimentare il riuso di spazi abbandonati, Parasite Perugia Project, una maratona di architettura con diciotto atenei italiani, e La lettura architettonica, un laboratorio tenuto dallo studio di grafica LoSiento per realizzare un modello di carta di un edificio assimilandolo a una lettera dell’alfabeto, in un processo in cui grafica, disegno industriale e architettura si fondono con le tecniche artigianali.
Quello che resta in comune con la precedente edizione è il fitto programma di lecture, tavole rotonde e dibattiti. Si inizia giovedì 7 giugno con l’architetto coreano Minsuk Cho che racconterà, per la prima volta in Italia, l’appena inaugurata sede della società Daum. Venerdì 8, la giornata più densa, sarà la volta delle conferenze di Iwan Baan, Michele De Lucchi, Patricia Urquiola, Franco Le Cecla, Luca Zevi, Paolo Ulian, Italo Rota e Julien De Smedt. Il tutto completato dalle presentazioni dei libri Che cosa è l’architettura di Francesco Venezia e Piccoli incontri con grandi architetti di Enrico Arosio. Il sabato sarà la volta di Li Hu, Mirko Zardini, Cino Zucchi, Micheal Maltzan, 2A+P/A e Alejandro Aravena. E per finire, domenica si conclude con Yung Ho Chang, Giancarlo Mazzanti e con il Forum delle Città che mette a confronto Roma, Bogotà, Los Angeles, Santiago, San Paolo, Milano, Pechino e Mosca.

Zaira Magliozzi

www.abitare.it/festarch-2012/

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.