Dove nasce una Nuvola

Breve soggiorno nel cielo nuvoloso dell’Eur, a Roma. Buone notizie per l’architettura italiana. Brutte notizie, invece, per i detrattori del marchio Fuksas: il cantiere è alla svolta finale.

Studio Fuksas - Nuovo Centro Congressi, Roma-Eur - Dettaglio interno della struttura a nuvola - Foto: Moreno Maggi / Courtesy Fuksas

Era proprio il momento giusto per capire come nasce una “Nuvola”, dandoci un’occhiata dal di dentro, osservare e toccare la sua nervatura prima del definitivo addensamento bianco; prima cioè che il rivestimento in speciale tela bianca Atex ne mascheri l’essenza strutturale. Parliamo, naturalmente, della Nuvola del brand Massimiliano e Doriana Fuksas, la nuova struttura architettonica posizionata lungo via Cristoforo Colombo nel cuore del piacentiniano quartiere Eur di Roma, monumentale e moderno: una città nella città, la Défense italiana d’anteguerra e ante litteram.
La denominazione vera e propria di quest’ultimo manufatto è Nuovo Centro Congressi, ma c’è da scommettere che tutti continueranno a chiamarlo la Nuvola, perché è un nome bellissimo, un simbolo di impalpabile leggerezza, nato probabilmente come visione fulminea della mente, un’istantanea dell’immaginazione. L’architetto Fuksas non l’aveva forse chiamata Un sessantesimo di secondo quella sua mostra antologica al Maxxi di Roma, molto prima che aprisse il cantiere dell’Eur? Che altro era, se non un parametro temporale da scatto fotografico, tanto per dare una chiave di lettura alla propria ispirazione? Questa apologia del “momento fecondo” era e resta la sigla che contraddistingue la sua poetica. Un’icona labile e incomunicabile, questo corpo nebuloso, se non si fosse poi tramutata in un complicato gioco costruttivo nel volergli dare sostanza effettiva e renderla concretamente fruibile.

Studio Fuksas - Nuovo Centro Congressi, Roma-Eur – Dettaglio struttura a nuvola

Un cantiere è un cantiere, non è l’opera finita, è un qualcosa che l’opera conclusa tende a negare: è materia sentimentale, bisogna avere a cuore l’architettura per riconoscerne pregi e difetti. Era questo il momento giusto, dunque, per poter sondare la portata di un’opera così differente, sperimentale nel suo genere, quando lascia ancora intravvedere le fasi del proprio passato e, al tempo stesso, delinea un profilo del suo futuro. Era questo il momento opportuno, perché il cantiere ora è a una svolta decisiva, anche se il lavoro da fare è ancora molto.
Aperto nel 2008, il cantiere ha attraversato le fasi epiche dello scavo profondo e del caos melmoso delle fondamenta, la saldatura statica del cemento, l’innalzamento della ciclopica struttura di ferro, la spettacolare operazione di copertura per via delle enormi dimensioni. Oggi la costruzione è diventata un’immensa teca, una sorta di hangar, uno straordinario parallelepipedo di 70×175 metri di base e 39 d’altezza, e ne è appena iniziato il lavoro di rivestimento perimetrale in vetro. Al suo interno, ecco: galleggia lo “scafo” – come lo definisce tecnicamente Fuksas – ovvero, la struttura portante della nuvola nel formato di nudo elemento da avvolgere poi definitivamente in uno speciale telo tecnologico bianco (Atex) per dare significato al tutto. Per ora, appunto, forma scarna, essenziale, segmentata, scheletrica, crudamente sinuosa. Ma non c’è dubbio: nella sua essenza, c’è! Un corpo smisurato che ha tre soli punti d’appoggio ad altezze differenziate. Standoci dentro, si vede bene l’alveo ovoidale di un auditorium calcolato per 1.850 persone; si intuiscono ancora a malapena i percorsi da un versante all’altro di questo corpo allo stato metafisico.

Studio Fuksas - Nuovo Centro Congressi, Roma-Eur - Interso - Foto: Moreno Maggi / Courtesy Fuksas

La zona sottostante, cioè il piano di base della teca, è una vasta superficie che diventerà una piazza pubblica al coperto (Forum), pavimentata in travertino, leggermente elevata rispetto al livello stradale. La grande area congressuale, capace di ben 7.000 posti, è ubicata al di sotto della piazza insieme a spazi meeting, a uffici e ambiti di servizio; al di sotto ancora, due piani di parcheggio. Il totale della superficie costruita, comprendente anche una torre laterale alta 55 metri destinata a hotel, è di 55.000 mq. La conclusione dei lavori è prevista per il 2013.
Nota a margine sulla gallery fotografica. Insieme ad alcuni nostri scatti ripresi in occasione della visita al cantiere, compaiono le foto ufficiali che lo Studio Fuksas ci ha messo a disposizione tra quelle realizzate da Moreno Maggi, uno dei più quotati fotografi italiani di strutture architettoniche contemporanee. Per inciso, di questo bravo fotografo si è appena conclusa una mostra personale al Luxe Art Museum di Singapore dal titolo Licentia Poetica, consistente in una serie di potenti e accuratissime immagini in b/n in formato 100×140 cm delle sculture dello Stadio dei Marmi al Foro Italico di Roma.

Franco Veremondi

www.fuksas.it

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.
  • Lucia

    La Nuvola di Fuksas era l’ultima cosa di cui aveva bisogno l’Eur.

    Si tratta di un immenso sperpero di denaro che in questo quartiere creerà solo enormi problemi al già precario stato di salute della mobilità. Come si pensa di far arrivare i congressisti nel Centro Congressi? Con l’elicottero?

    Riconoscete, per favore, di avere realizzato la solita “cattedrale nel deserto”, una cattedrale che se proprio doveva essere realizzata (chi si può opporre in Italia allo sperpero di denaro pubblico?) avrebbe dovuto vedere la luce vicino alla Fiera di Roma.

    In una città soffocata dal traffico la Nuvola di Fuksas avrebbe infatti potuto essere raggiunta agevolmente solo se fosse stata realizzata a due passi dall’aeroporto.

  • mauro matteucci

    non è una nuvola e non è architettura !
    bravo Fuksas che riesce a guadagnare con opere inutili e costosissime… proprio quello di cui il nostro paese ha bisogno per risollevarsi.
    Si potrebbe discutere sulle scelte della realizzazione faraonica del Maxxi dove si è riusciti a spendere più del doppio del preventivo per poi non avere i soldi per farci le mostre ma obbiettivamente in quel caso l’oggetto prodotto ha una valenza artistica anche se non proprio architettoniaca ,diciamo scultorea a scala urbana.
    Nel caso delle opere di Fuksas vi è una piattezza creativa che si nasconde dietro complicate strutture che ricordano un gigantesco e inutile “meccano”( vedi la Fiera di Milano ) e che mi sembra riproposto in modo ossessivo in questa ulteriore prova .
    A quando queste grosse committenze saranno gestite da persone che sanno e amano cosa è la vera architettura ed eventualmente sappaiano decidere di spendere di meno e ottenere un risultato migliore soprattutto quando i soldi che gestiscono sono della collettività.

  • pietrosergio mauri

    la nuvola andava in Cielo sparandoci i congressisti con un cannone da Circo!
    Le periferie sono il Cielo del Futuro.

  • Giuseppe

    La nuvola. Non è casuale che un’opera del genere non si trovi sulla terra ferma, dove ci sono certezze e realtà, ma in cielo.
    Sospesa al di sopra dei problemi economici della Capitale e dei romani la nuvola, gli alberghi e i complessi residenziali che forse non raggiungeranno mai il loro scopo, sono un affronto verso tutti i cittadini che assistono alla perdita della qualità della vita giustificata dagli amministratori da motivi economici.
    Uno spreco di denaro pubblico che spero verrà attribuito e di cui dovranno rispondere i responsabili.

  • Giorgio Biuso

    Inutile per ora discertare sul risultato estetico dell’opera, ho già scritto che quando si circonda di vetro un edificio vuol dire: 1) non avere il coraggio di confrontarsi con l’architettura circostante, limitandosi a rispecchiarla, 2) infischiarsene del risparmio energetico (quanti milioni di frigorie ora d’estate e quante calorie ora d’inverno ocorreranno per rendere abitabile la Nuvola? Aspettiamo che sia finita e funzionante e visto che è costata tanti soldi speriamo che la tela che la ricopre non sia infiammabile, perché il caldo e il freddo possono essere sopportati ma l’arrostimento no. Giorgio Biuso

  • mantovani

    E’ stupenda gia ora questa nuvola.Non galleggia in aria come le vostre inutili parole.
    Di tutti i soldi sprecati nel nostro beneamato paese (e sono tanti)…questi sono quelli spesi meglio.
    voi continuate pure il vostro blablare…il cantiere non si ferma.
    Grazie arch. Fuksas.

  • Giorgio Biuso

    Caro architetto, quale bla-bla pronuncerà lei quando 10.000 congressisti e 4000 addetti giungeranno in un’ora nel traffico già quasi paralizzato della Colombo? Sono anni che i cittadini chiedono il sottopasso che ho proposto tra il lago e i palazzi di Moretti (che diversamnete dalla Nuvola si autofinazia) e si sono sentiti rispondere dagli amministratori che basterà il sottopassino di Viale Europa. Non era il caso in quelloccasione di far sentire anche un suo bla-bla? Le interessa solo progettare o anche far funzionare quello che propone?Cordialità Giorgio Biuso.

  • Angelov

    Secondo me, uno dei principali problemi di questo tipo di architetture, come anche per la stragrande maggioranza degli oggetti di Design, è la difficoltà, o in alcuni casi addirittura la impossibilità, di poterli sottoporre alla giusta Manutenzione che si meritano.
    Con l’andar del tempo, diventano in pratica veri e propri ricettacoli di polvere e sporcizia.
    Invecchiano precocemente, ed invocano loro stessi di essere tolti di mezzo: in una specie di auto-eliminazione liberatoria.
    Basta andare alla Fiera di Rho, per rendersene conto: vetri ingialliti e macchiati fatiscenti dalla sporcizia etc. per non parlare del Parcheggio, dove per ritrovare la tua auto, ti ci vuole il filo d’Arianna.
    Ma forse si tratta di un nuovo trend: quello dell’Architettura Contorsionista.

  • Lucia

    Altro che “architettura Contorsionista”. Qui siamo alla follia pura! Siamo allo “scollamento dalla realtà”, la realtà che i Cittadini devono vivere ogni giorno.
    Per questo motivo confermo il mio pensiero. La Nuvola andava realizzata nel “deserto” della Fiera di Roma.
    Dice bene Giorgio Biuso! In alcune ore della giornata il traffico sulla Colombo è paralizzato già adesso. Se e quando la Nuvola inizierà a funzionare, il traffico sarà paralizzato sempre e i congressisti ci potranno arrivare solo in elicottero.

  • Paolo Ercolani

    Come non essere d’accordo con Giorgio Biuso?

  • Giorgio Biuso

    Cara ARTRIBUNE, ho risposto a una intollerante uscita di Fucksas, come mai è sparita dalle vostre pagine? Non credo sia corretto colpire e poi ritirare la mano o il personaggio si sente a livelli superiori dopo essere caduto nella trappola della discussione incensando la sua opera? Vi prego di rispondere. Grazie Giorgio Biuso

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  • Gualtiero

    Come tutti i “palazzinari” si pensa alla struttura edificatoria, infischiandosene dei problemni di traffico e viabilità. Vecchie storie per nuove devastazioni!

  • mantovani

    caro giorgio biuso,
    Lei non hai risposto all’arch fuksas ma a me, giorgio mantovani, un privato cittadino residente a roma!
    Se Lei mettesse solamente un minimo di attenzione in quello che fa o in quello che scrive si sarebbe accorto che c’è il mio nome in quel commento postato e non quello dell’arch. Fuksas che è stato disturbato e tirato in mezzo anche troppo a mio personalissimo giudizio.
    E se c’è qualcuno che si sente a livelli superiori, caro dottor Biuso, questo forse è proprio Lei, che si permette di giudicare e straparlare.

    Spero di avere fatto chiarezza.

  • Giuseppe

    Certi architetti si occupano di progettare un’opera grandiosa e di trovare il suo finanziamento. Non si fermano a riflettere sull’impatto che avrà con l’ambiente circostante, se porterà più benefici o problemi alla cittadinanza, se era necessario realizzarla così imponente, se se ne poteva fare a meno…
    Il loro interesse è realizzarla per incassare il loro compenso e vivere sapendo che un’altra infrastruttura porta il loro nome.
    Come si può sig. Mantovani volere delle opera lussuose benché inutile in questo momento?

    • mantovani

      Mi scusi signor giuseppe ma mi pare che la sua sia una visione molto semplicistica. Ogni architetto progetta per denaro come ogni libero professionista svolge il suo lavoro dietro compenso.Allora se Lei vuole fare una crociata contro gli interessi di qualcuno o di qualche categoria è libero di farlo ma personalmente non mi metterò a fare i conti in tasca a nessuno.
      Poi cosa intende per “questo momento”…il progetto ha vinto nel 1998!!!!
      Sono passati 15 anni e ancora parliamo se andava fatto oppure no…

      Io dico solo che la nuvola è l’unico progetto, dopo il commissariamento e semifallimento del Maxxi, su cui Roma può contare per avere una visibilità a livello internazionale.L’unico progetto degno di una capitale europea che si rispetti.
      Perchè qui siamo indietro di parecchi anni…

      • alessandro

        Scommetto che lei sig.mantovani, come fuksas, non abita all’eur…

        • mantovani

          scommessa persa. viale umanesimo cap 00144.

          • alessandro

            Ma allora non è preoccupato per la mobilità del quartiere? sa spiegarci il flusso e il deflusso dei migliaia dei congressisti con tanto di macchine? perchè la “lama” non la compra nessuno? o perchè gli investitori privati relativamente alle torri ex-finanza sono scappati (e ci saranno gli scheletri per chissà quanto tempo)? quante cose per il quartiere si sarebbero potute fare con 300ml. di euro(costo della nuvola)? io abito a via rhodesia e nelle ore di punta devo fare la fila solo per uscire dal cancello.

  • alessandro

    La fattibilità economica della nuvola era stata bocciata dalla cassa depositi e prestiti, poi è stata ideata la lama (o meglio lapide)albergo la cui vendita avrebbe dovuto finanziare il tutto, però non la vuole nessuno (strano!!!). Trattasi di un flop economico, per non parlare del problema traffico che affligge noi abitanti dell’eur.

  • ing. Antonio Alei

    Cosa dire dopo quello già letto? In Italia si continuano a perpretare sprechi di ogni tipo, dai furbetti del quartierino di destra agli “intoccabili” di sinistra.

    Chi sta in mezzo finisce quanto meno “fulminato” se osa poco poco criticare o argomentare sull’utilità di certe “opere d’arte”.

    Visti i risultati recenti del terremoto in Emilia, mi auguro che la Nuvola sia almeno a prova di sisma!

    • giovanni gniffo

      Caro ing.prof.Alei Antonio
      mi ritrovo sempre i suoi commenti svalutanti sui soldi italiani spesi male,peraltro sull’unico argomento che lei conosce…Metro,potrebbe gentilmente indicarci a quali lavori la sua professionalita’ ha partecipato ottenendo i migliori risultati al minor costo? e l’eventuale ricchezza prodotta al nostro paese.
      criticare sempre e tutto indistintamente non va bene.cordiali saluto

  • mantovani

    signor alessandro siamo praticamente vicini di casa e le do pienamente ragione sui problemi drammatici della mobilità che affligono il nostro quartiere ma in generale tutta la città.
    l’assenza di una nuova rete di collegamenti veloci e l’insufficienza di quella presente (e mi riferisco a Met.ro e ATAC) sono purtroppo una realtà. e tali domande andrebbero poste ai vertici delle società responsabili. In assenza di servizi pubblici il privato cittadino ricorre al proprio mezzo. In questo caso è prevista la presenza, oltre che a quello gia pronto di M Palasport, di un ulteriore parcheggio dietro viale Asia da 1000 posti,forse anche di più.
    Mi sembra si fosse parlato anche di una ZTL all’eur in certe fasce orarie.
    Riguardo la “lama” so che che le quotazioni sono scese ma per i potenziali acquirenti rimane ancora uno scenario da definire incerto…d’altronde acquistare un albergo in tempi di crisi è sempre un azzardo.
    Tutto il quartiere nasce per ospitare grandi eventi fin dalla sua concezione razionalista ante guerra.
    E’ qui che andava fatto il nuovo centro congressi,senza nessun dubbio!
    Lo ripeto ancora, è l’unico progetto che può rilanciare l’immagine di questa città.L’unico che possa essere inserito in una nuova guida turistica.
    Saluti

  • Giorgio Biuso

    Signor Mantovani, nel ringraziarla dell’attenzione, mi sembra che anche lei non abbia l’attenzione necessaria per intervenire efficacemente nei pubblici dibattiti. Infatti non ha notato che ho già chiesto scusa del mio sbaglio di indirizzo. Mi meraviglia che lei, invece di essere contento che io abbia scambiato lo scritto di un semplice cittadino con quello di una archistar, mi ha rimproverato. Ma non la biasimo per questo, anche perché non mi sento “a livelli superiori” , ma perché, dopo aver lavorato per 40 anni alla realizzazione del Centro Direzionale di Roma nella qualità di direttore dei Servizi Architettura e Urbanistica dell’Ente EUR, lei non può impedirmi di segnalare quello che avverrà se non si prendono in tempo provvedimenti per la Mobilità del quartiere. Le chiarisco le idee. Insieme ad alcuni professori della Sapienza e della Terza Università ho realizzato un modello matematico che rappresenta il convogliamento nella Colombo del traffico pendolare e degli affari sia della Pontina che dei collegamenti tra Roma sud e il centro. Il risultato è terrificante. Sono migliaia le macchine che dividono in due il quartiere. Se lei abita in viale dell’Umanesimo, e non sta sempre chiuso in casa, si troverà un giorno, come è successo a me più volte, di arrivare fino a Porta Metronia per attraversare la Colombo. Questo oggi, quando poi arriveranno in un’ora migliaia di congressisti e addetti, le lascio immaginare il volo che dovranno fare i cittadini che vorranno passare dalla parte ovest a quella est del quartiere o viceversa. Preoccupato di quanto sopra, ho da quattro anni realizzato il progetto del sottovia della Colombo, subito regalato a Eur spa e al Comune di Roma, progetto che, oltre a risolvere il problema, si autofinanzia. Accolto con entusiasmo è stato sostituito dai nostri amministratori con il sottopassino di Viale Europa che costerà 24 milioni di euro. Chiudo complimentandomi per la sua vena polemica e per il coraggio dimostrato nell’essere l’unico difensore di un’archistar che troppo spesso ci delude. Cordialità Giorgio Biuso

  • giovanna colussi

    rosicare e umano…far rosicare come fa l’archstar e’DIVINO!!!!!!!!!!!!!!

    • damiano

      Fuksas for president

      • castigat ridendo mores

        contento lei………………

  • castigat ridendo mores

    altra opera inutile e impossibile da manutenere come la fiera di milano

  • anna

    più che una nuvola è una “paietta d’acciaio” per la lucidatura delle pentole …. sarà bella …