Mosca cieca

I rapporti umani sono complicati. A volte è davvero difficile comprendere l’ira o la tristezza di un figlio, dell’amata, di un amico o di un nemico, e nascono implacabili domande per lo più senza risposta: perché fa così? Che cosa sta cercando di dirmi con questo atteggiamento? Non ha niente da guadagnarci, eppure…

Una famiglia di bonobo

Aver ascoltato Frans De Waal nel settembre scorso a Venezia in occasione di The Future of Science 2011 diventa illuminante. De Waal è un etologo olandese specializzato nello studio dei primati e in particolare di origine bonobo, scimmie che condividono il 98% del loro Dna con l’essere umano. Li osserva da trent’anni e su di loro ha costruito la sua fortuna accademica. Ne è anche un po’ innamorato: per lui i bonobo sono più eleganti, aggraziati ed evoluti degli scimpanzé, la scimmia che da sempre cinema e letteratura hanno identificato come la più vicina all’essere umano.
Alla guerra per bande preferiscono il sesso e lo fanno – tra le pochissime specie animali – nella posizione del missionario. Lo fanno per riprodursi, ma non solo per questo: lo fanno anche per riconciliarsi dopo che hanno litigato, lo fanno prima di dividere il cibo, lo fanno per evitare scontri territoriali, lo fanno per ottenere favori di ogni genere, lo fanno senza problemi di età o di genere e sembrano sempre molto rilassati e felici della loro esistenza.

Frans De Waal

Ascoltarlo o leggere qualcuna delle sue numerose pubblicazioni cambia la prospettiva con cui si guarda alle relazioni tra i sessi, alla politica, all’economia. I bonobo sanno anche fare il solletico e giocare a mosca cieca caracollando l’uno sull’altro, un altro modo per restare in contatto divertendosi un mondo. I bonobo sono soprattutto vegetariani, ma integrano la loro dieta con la carne di scoiattoli e di altri piccoli roditori, sono scimmie della foresta equatoriale e non angeli venuti dal paradiso: uccidono anche loro, ma lo fanno solo per necessità.
Konrad Lorenz aveva già notato che alimentazione e aggressività hanno poco a che fare: attivano circuiti neuronali diversi, nel primo caso governati dalla fame, nel secondo dalla paura. Né HobbesSpengler certo potevano immaginarlo.

Aldo Premoli
trend forecaster

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #5

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive tra Catania, Milano, New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste “Belfagor” di Luigi Russo e “Alfabeta” di Nanni Balestrini. Nel 1984 cura l’edizione di “Moda e Musica nei costumi di Sylvano Bussotti”. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”, “Vogue Pelle” e “Vogue Tessuti”. Nel 2001 fonda Apstudio, che fornisce consulenze di comunicazione e trend forecasting ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post Italia” e Global “Risk Insight”, nel 2016 ha pubblicato – insieme all’economista Maurizio Caserta – “Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea” e ha fondato l’Associazione e il Centro Studi sulle migrazioni che porta lo stesso nome.
  • Angelov

    Non poteva che essere olandese, uno studioso sessuologo di primati; ma dal titolo dell’articolo, mi era addirittura sembrato che si accennasse ad un supposto disinteresse da parte dei Russi verso l’Arte Contemporanea…