Governo Monti. Alla Cultura l’inatteso Ornaghi

Settis sì, Settis no, Riccardi sì, Riccardi no. Alla fine è il rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi il nuovo ministro dei Beni Culturali. Una breve scheda, per sapere con chi avremo a che fare nei prossimi mesi.

Lorenzo Ornaghi

Alle 13 e 24 minuti Mario Monti scioglie le riserve e diventa il nuovo Presidente del Consiglio italiano. “La non presenza di personalità politiche nel governo agevolerà anziché ostacolare, perché toglierà un motivo di imbarazzo”, ha sottolineato nel corso del suo primo discorso ufficiale.
A cosa guarda Artribune con particolare interesse? Ma è ovvio, alla nomina del ministro dei Beni Culturali, poltrona fondamentale nel panorama politico, economico e culturale del nostro Paese. E il colpo di scena arriva subito: saltano – ma era da mettere nel conto – le candidature circolate in questi giorni, con i nomi di Salvatore Settis, archeologo ed ex rettore della Normale di Pisa, e di Andrea Riccardi, ordinario di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre e fondatore nel 1968 della Comunità di Sant’Egidio, comunque coinvolto nel governo come ministro della Cooperazione Internazionale e Integrazione.
L’investitura passa quindi a Lorenzo Ornaghi, rettore della Cattolica di Milano nonché vicepresidente del quotidiano dei vescovi Avvenire, che fino a questa mattina sembrava il candidato più probabile per un altro ministero di cruciale importanza, quello dell’Istruzione; una candidatura che aveva già suscitato una serie di accese polemiche.

Mario Monti

Classe 1948 e laureato in Scienze Politiche (sempre alla Cattolica di Milano) nel 1972, autore di numerosi saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, attento studioso delle questioni legate alla Costituzione europea, Ornaghi diventa quindi il successore di Giancarlo Galan. Ad attenderlo, un anno e mezzo (salvo colpi di testa del Parlamento) di lacrime e sangue, di decisioni difficili e problemi lasciati irrisolti dalle precedenti (scellerate) gestioni del patrimonio culturale.
Con l’augurio, e la speranza, di un rilancio del settore culturale italiano che attualmente rappresenta uno dei più potenti motori economici del nostro Paese e che, in un momento di recessione economica, possiede sicuramente le potenzialità per diventare uno dei punti su cui fondare la ripresa e lo sviluppo dell’Italia.
Ma c’è un altro ruolo nella compagine governativa che avrà – almeno lo speriamo – influenze e contaminazioni continue con i beni culturali: quello di ministro del Turismo, toccato al consigliere di amministrazione di Unicredit Piero Gnudi, in un governo che non ha smentito la propria forte connotazione “bancaria”. Gnudi, inoltre – e qui i dietrologi ne avranno di che sfamarsi -, è membro del comitato esecutivo e del consiglio generale dell’Aspen Istitute e del comitato direttivo del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti.

Alessandro Marzocchi

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Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • francesco sala

    un economista alla cultura è una scelta interessante: forse più indicata rispetto a chi (come settis) garantisce certamente un alto profilo scientifico, ma potrebbe risultare più fragile a livello amministrativo/gestionale.

    sono periodi in cui conviene affidarsi a gente che sa far di conto… speriamo ornaghi sia la persona giusta!

    • me.giacomelli

      perché dici un economista?

      • francesco sala

        mi riferivo al fatto che dal 1996 è direttore dell’Alta scuola di Economia e relazioni internazionali (Aseri), che dicono essere “destinata alla formazione post-universitaria di esperti di sistemi economici e politici globali”….

        ho usato il termine economista in modo impreciso (non è oscar giannino!): volevo dire “uno che sa qualcosina di economia”.

        :-)

  • Daniele De Luigi

    In un governo tecnico, l’unico ministro non tecnico mi pare che sia questo. Forse perché in questo Paese tutti pensano che un tecnico della cultura sia una contraddizione in termini.

  • Mastino

    più pale d’altare per tutti, reliquiari e baci alle pantofole di papa Benedetto…ho come l’impressione che il Rector cattolicissimo, allievo di quell’ideologo della Lega che fu il Gianfranco Miglio farà vedere i sorci verdi all’arte contemporanea in Italia. Che c’accezzecca un politologo con il Mibac non l’ho capita ma posso sbagliarmi, magari è stato un collezionista d’arte povera quand’era ragazzo e gli è piaciuta l’eroticissima videoistallazione di Pipiloti Rist al cinema Manzoni di Milano dove avrà di certo portato i suoi studenti…vediamo se dopo la feccia inutile dei non-ministri berlusconiani sul Bel Paese s’avventa la Controriforma…

    • Carlo Arnò

      potrebbe essere una questione interessante, ma mi rifiuto di discutere con chi usa il lessico di un Di Pietro . Se vogliamo che i tempi cambino dobbiamo cominciare da noi, dal nostro modo di atteggiarci e di esprimerci.

      • Mastino

        e allora speriamo che il Rector milanese cattolicissimo sia un Azzecca-garbugli, o nemmeno Manzoni Le sta a genio?

  • Isabella

    Ben detto daniele de luigi; @francesco sala con tutto il rispetto per le questioni legislative e amministrative ci sono stuoli di funzionari ed impiegati, talmente bravi a quanto sembra che qualcuno è pure lui finito ministro in questo governo… mi sarei un po’ stufata di vedere che ci si comporta come se di attività e beni culturali potesse occuparsi chiunque possa vantare un qualche titolo professionale e di studio nella qualunque, o in – mancanza di essi – sostegni politici di provata solidità. Per fare il ministro di un settore ci vuole una VISIONE di quel dato settore: se non l’hai guardato mai, o al massimo l’hai guardato da raffinato dilettante, non basta. Che Qualcuno ce la mandi buona….

  • francesco miozzi

    Così imparate a disprezzare quegli allegri ministri del governo glamour appena disciolto. In luogo di banditori delle merci – quindi molto affini a quanto fate voi – vi toccherà un severo censore che non si lascia imbrogliare dai giochi delle tre carte in voga nel contemporaneo. Rimpiangerete le allegre ragazze mascherate da ministre, l’imprenditore truccato da premier, la più cult delle messe in scena politiche della nostra epoca che tanti lamenti puritani suscitò in un’Italia di colpo imbigottita.

    • hm

      era meglio quando c’erano i film con lando buzzanca, silvio lo ha copiato .

      • francesco miozzi

        Già, Buzzanca a sua volta copiava l’avanspettacolo, questi si illuminava della star Totò, il magnifico Totò copiava il teatro futurista, i futuristi copiavano Petrolini (e non viceversa), chissà fino a dove si potrebbe risalire. Ma sicuramente da Petrolini al Cavaliere, passando per le avanguardie, si ha il meglio dello show italiano. Invece pretini acidi come i componenti del governo dei professori neppure al più triste oratorio si videro mai.

        • hm

          Nel 774 Carlo Magno confermò la Promissio Carisiaca di Pipino il Breve. Per rafforzare il peso dello Stato Pontificio, venne costruita la cosiddetta Donazione di Costantino al papa Silvestro I, un documento FALSO (fake) finalizzato a legittimare il potere temporale dei Papi. Secondo tale documento, nel 321 l’imperatore romano Costantino il Grande avrebbe assicurato a Silvestro I e ai suoi successori il dominio esclusivo sul Palazzo del Laterano e la città di Roma, con tutte le pertinenze e le insegne imperiali. A scoprire che il documento era un FALSO fu l’umanista Lorenzo Valla nel 1440 circa.

  • Un emissario della Conferenza Episcopale alla Cultura Italiana mi sembra un pericoloso passo oscurantista.

    • camilla

      Brrr, che pericolo, che oscurantismo, buio pesto. La religione dell’oscurità, della repressione, dei roghi, è quella che ha generato l’arte italiana, da Giotto e Cavallini fino a Canova (servo di papi e papisti), quindi davvero minacciosa: se riapparisse anche con un solo raggio e per pochi istanti farebbe arrossire tutti gli installatori del creato.

  • In genere, la Chiesa Cattolica ha portato ovunque cultura e progresso. Le altre culture hanno dovuto cedere, anche economicamente, all’Occidente, che è prevalso grazie alla morale cattolica, all’obbligo per ciascun credente a mettere a frutto ed a sviluppare tutti i propri talenti per il bene comune. Se negli ultimi secoli è tornata, grazie al calvinismo, ad imporsi la morale-giudaico protestante con l’ossessiva ricerca del potere e del denaro; proprio in questi tempi con la grande crisi economica si è dimostrato che non solo il marxismo è un utopìa, ma anche il sistema liberale è destinato a fallire. La sola proposta veramente creativa ed all’avanguardia resta il Vangelo.
    E forse sarà tempo di non scambiare la pornografia con l’arte, l’immoralità con la libertà….. Forse bisogna diventare un po’ più aperti, lasciar perdere i luoghi comuni per fare , finalmente, cultura senza paraocchi.
    Speriamo in Ornaghi…

    • hm

      questa è una visione molto romantica e parziale della storia e soprattutto della chiesa, l’occidente non è solo l’impero romano collassato su sé stesso (fagocitato dai lupi sionisti travestiti da agnelli che hanno cambiato il calendario cfr anno zero) . se ha prevalso fino adesso è stato solo grazie a navigatori senza scrupoli e inglesi perfidi . l’anno zero fino a prova contraria sancisce l’inizio dell’era sionista, i giudei hanno lentamente preso il controllo del sistema monetario prestando soldi a tutti con alti tassi di interesse, e hanno sempre supportato segretamente la chiesa (che in realtà li favoriva vietando ai cristiani di prestare moneta e garantendo quindi ai giudei il monopolio della stessa, le prime cattedrali europee non per niente sono state finanziate da templari giudei) oltre a finanziare guerre . il vangelo è il passato, e in estremo oriente sono rimasti totalmente immuni ai suoi precetti atti a indebolire le masse per infiltrarsi e prendere il comando (eppure sono colmi di templi e storia anche loro, semplicemente i loro templi non sono stati usurpati da altri come successo a roma con i templi pagani trasformati in chiese, per quanto mi riguarda sono più reali gli dei etruschi del miserrimo dio sionista che si nutre di sacrifici umani) . forse a sto punto è meglio se l’italietta viene comprata dalla cina, l’era di cindia non si può arrestare . cina-giappone-russia-india vs resto del mondo (anzi no anche la germania va col blocco orientale, mica sono scemi, cosa devono continuare a comprare i btp insoluti dell’italietta in eterno? per andare in paradiso grazie alle indulgenze concesse dalla chiesa? LOL) .

    • Signora Chiosca ma il vangelo di cui parla è il risultato di in accordo tra uomini di potere.A Nicea avvenne questo.
      È sicura che questa fosse la autentica missione del profeta di nome Gesù di Nazareth?

    • Mastino

      “in genere” mi auguro voglia dire che c’è anche qualcosa che nell’opera della chiesa cattolica non è andato proprio nella direzione della cultura e del progresso. Ad esempio come giudica i roghi di streghe, l’ inquisizione di Galileo, crociate, guerre di religione, l’antidarwinismo…per non parlare dell’oscurantismo scientifico degli ultimi anni? Inoltre come spiega la fine dell’arte religiosa di cultura cattolica? Perché le chiese della seconda metà del ‘900 sono piene di orrende rivisitazioni dell’iconografia cristiana? Vediamo Ornaghi all’opera, giudicheremo…

  • Carlo Arnò

    Sono in parte d’accordo con la signora Chiosca, che ha la dignità di firmarsi con nome e cognome. Dissento da “HM”, sia per l’anonimato che per il merito.
    Detto questo, un pò di cultura calvinista non avrebbe fatto male all’Italia.

    • hm

      http://it-it.facebook.com/carlo.arno2
      io dissento dalla tua moto e dai tuoi gusti musicali . e se non sei tu può farti capire l’importanza di firmarsi con nome e cognome .

    • Andrea

      l’unica cosa buona che può fare hm è passare i suoi commenti ad hm !

  • camilla

    E’ buffo che chi si interessi all’arte invochi poi il calvinismo! Conoscete il celebre saggio di Max Weber, no? Da una parte il capitalismo cattolico, ovvero i Medici che dissipavano il loro denaro per attorniarsi di artisti e di opere (un po’ schematicamente, il Rinascimento), dall’altra i calvinisti che severi e noiosi accumulavano il denaro per il denaro, il capitalismo moderno, senza lusso e senza arte. Chiunque ami l’arte dovrebbe muovere guerra ai pallidi calvinisti e immaginare stermini d’altri tempi (ho scritto ‘immaginare’, quindi non si scandalizzino troppo quelli che non sanno vedere la bellezza dei roghi). Il testo di Weber comunque metterebbe un po’ di ordine anche nella testa di chi sproloquia di usura e sionismo.

    • hm

      1) non hai capito, il calvinismo è stato disprezzato .

      2) i calvinisti non esisono più (in realtà hanno mutato forma e ora pregano davanti all’oracolo di grasso di giuliano ferrara) .

      3) – non si scandalizzino troppo quelli che non sanno vedere la bellezza dei roghi –
      forse c’è ancora differenza tra un videogioco e la realtà .

      4) forse è meglio che tu metta prima in ordine nella tua testa a giudicare da quanto hai scritto . guardati questo video che sebbene molto semplificato magari ti fa capire qualcosa di più (gli ultimi 30 secondo sono palesemente sarcastici) —> http://www.youtube.com/watch?v=EEgph8-hcrI

      • hm

        a parte il fatto che il dio ebraico citato nel video è lo stesso del dio cristiano (esportato dai sionisti con sotterfugi e rivolte, nerone1 aveva capito tutto) con la differenza che i giudei non credono a cristo (e già questo piccolo particolare dovrebbe far aprire gli occhi visto che i primi cristiani millantatori erano tutti giudei), semplicemente per i gentili è stato adottato un programma alternativo atto a indebolirli alla radice (se chiedi perdono non vai all’inferno e se versi l’obolo avrai l’indulgenza? ma cos’è? puoi fare qualsiasi cazzata tanto poi chiedi perdono, è meno mistificante la casa del grande fratello), e le prime lettere di pietro e paolo sionisti ne sono la prova [sembrano un po’ i sermoni vuoti egomaniaci opportunisti sputadovemangi ipocriti e fake di luca rossi sul sistema, in realtà anche il cristianesimo degli albori agiva come viral marketing porta a porta (invece che post su post e link al blogghetto su link), testimoni di geova-jahvè style] .