Anche le formiche, nel loro piccolo, si espongono

Una rete di Comuni, lavorio frenetico, giovani artisti e location inconsuete da scoprire. Il progetto è alla seconda stagione e si sta affermando nella direzione della collaborazione e nell’unione “che fa la forza”. Ant Work Summer 011: tutto in scena in tre città emiliane.

L’opera di Matteo Beltrami, 2011

Un piccolo simbolo, un termine anglosassone poco inflazionato, tre amministratori pubblici entusiasti e una ricetta che sta dando vita a un progetto ambizioso: creare una sinergia culturale fra Modena, Reggio Emilia e Parma.
Ambizioso perché, pur sviluppandosi su un antico collegamento – la via Emilia – questi centri urbani sono spesso indifferenti gli uni agli altri e hanno sviluppato forti campanilismi reciproci che ne impediscono il dialogo e il confronto. Un tentativo per unire le forze, mettersi in rete, sta crescendo nell’ultimo anno, ed è stato battezzato Ant Work. Il logo che lo identifica è la formica, ‘ant’ appunto: piccola ma forzuta, laboriosa e cocciuta, capace soprattutto di creare una comunità e di aprire nuovi percorsi anche in territori difficili, e l’Emilia, nonostante l’apparenza bonacciona e pacifica, talvolta è un territorio difficile, come stanno a dimostrare i recentissimi arresti, con l’accusa di corruzione, di una decina di dirigenti del Comune di Parma.
Nonostante tutto, gli assessori Roberto Alperoli – alla Cultura di Modena –, Giovanni Catellani – alla Cultura e Università di Reggio Emilia – e Lorenzo Lasagna – al Benessere e alla Creatività di Parma –, supportati da uno staff efficiente e competente, nella primavera del 2010 si sono posti uno scopo: mettere a sistema le rispettive idee, risorse, persone e luoghi nel campo dell’arte e della comunicazione, sfruttando gli Archivi Giovani Artisti ed elaborando un palinsesto di eventi che coinvolge ampi spazi e numerosi autori mediante iniziative trasversali improntate soprattutto sulle performance e sul live.

Logo di Ant Work

Il punto di partenza quindi non è la “cultura ufficiale” ma il sottofondo degli under 30 (con il monitoraggio del panorama culturale e l’idea di costituire una sorta di agenzia internet dei giovani artisti). L’obiettivo finale è dar vita a produzioni originali – tutte connotate dal marchio Ant Work – realizzate con ogni mezzo, dalle tecniche artistiche tradizionali alla musica, dalle risorse digitali più avanzate alla letteratura, con una continua compenetrazione di media e stili e in un lavoro necessariamente collettivo e dialettico tra i protagonisti.
Stimoli e possibilità dunque: una visibilità intercittadina per far crescere i singoli autori su location intercambiabili, ma al servizio della collettività e di un’idea di territorio che vuol fare un passo avanti rispetto a logiche superate.
Ecco allora le iniziative passate, presenti e future ai Giardini Ducali di Modena, allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, al parmigiano Hub Cafè e sulle facciate dei monumenti storici.

L’inaugurazione all’Hub Cafè di Parma con le opere di Jarno Zaffelli - photo Marta Santacatterina

E per festeggiare il compleanno, è in corso proprio in questi giorni l’edizione Summer 011, con un ampio programma che vede la partecipazione di più di 50 artisti in nome di un fil rouge, Attaccare Arrendersi Resistere. Due le esposizioni, all’Hub Cafè con i lavori di Matteo Beltrami, Valentina Ferrari, Stefania Gagliano, Ingrid Russo, Mattia Scappini e Jarno Zaffelli; allo Spazio Gerra con quelli di Rita Azzali, Marco Circhirillo, Chiara Forti, Fosco Grisendi, IAM, Roberto Leoni, manuelach, Elena Mazzi, Tommaso Mori, Pepe, Monica Rossi, Aldo Soligno, Caterina Voltolini. A seguire, installazioni multimediali sui muri del Palazzo della Pilotta di Parma, live set capillari, reading e quant’altro.
Insomma, un tentativo prezioso che parte dal basso. Altre aree geografiche italiane stanno facendo di più e di meglio: basti l’esempio del Nordest (praticamente tre regioni) che con piglio e convinzione sta portando avanti la candidatura per la Capitale Europea della Cultura del 2019. Ma l’operazione emiliana è tanto più significativa perché finalmente si apre a modelli di sviluppo già affermati da tempo – quelli dei distretti evoluti, delle industrie culturali creative, delle strategie del territorio – e a scenari di opportunità per la crescita culturale, ma anche economica, delle medie città italiane.

Marta Santacatterina

www.comune.modena.it/cultura/news/ant-work-summer-011

CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.