Banksy omaggia Basquiat con due nuovi muri fuori dal Barbican di Londra

Un commento ironico e amaro sul diverso trattamento che la street art riceve fuori dai musei e dentro. Banksy firma due nuove opere vicino al Barbican Centre a Londra, dove sta per inaugurare una grande mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat.

Banksy omaggia Jean Michel Basquiat
Banksy omaggia Jean Michel Basquiat

Mentre ancora proliferano mille ipotesi sulla sua presunta identità (l’ultima lo identifica con il frontman dei Massive Attack Robert Del Naja), lo street artist più famoso del mondo torna in azione in madrepatria. Banksy ha infatti scelto di commentare a suo modo l’imminente apertura della grande mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat nelle sale del Barbican Centre con due nuovi interventi murali, entrambi ispirati alle opere del grande artista americano, scomparso nel 1988 a soli 27 anni.
Sul suo account Instagram, che insieme al sito web ufficiale può considerarsi l’unica fonte affidabile quando si parla di opere di Banksy, l’artista inglese ha postato tre immagini accompagnate da commenti brevi ma incisivi. Nel primo, il Barbican viene descritto come “un luogo che in genere fa scomparire velocemente i graffiti dalla propria zona”, alludendo tra le righe al diverso trattamento che subiscono i graffiti dentro al museo e fuori. Nel secondo commento, Banksy “firma” il suo operato definendolo una “collaborazione non ufficiale con la mostra di Basquiat”.

UN RITRATTO DI BASQUIAT PERQUISITO DALLA POLIZIA

Banksy omaggia Jean Michel Basquiat
Banksy omaggia Jean Michel Basquiat

Le opere murali richiamano entrambe, in modo molto chiaro, lo stile e la poetica dell’artista statunitense. Nella prima, la più grande, vediamo il protagonista del famoso dipinto Boy and Dog in a Johnnypump (1982) mentre viene perquisito da due agenti della polizia londinese. La figura, che può essere interpretata come un autoritratto di Basquiat, viene quindi ripresa per alludere al trattamento che avrebbe subito oggi l’artista se fosse stato semplicemente un ragazzo nero intento a disegnare dei graffiti sui muri e non la superstar internazionale contesa da musei e collezionisti.
Nel secondo disegno, invece, un simbolo ricorrente nelle opere di Basquiat, la corona, viene usato come elemento modulare che prende il posto dei sedili nell’immagine di una ruota panoramica: un chiaro riferimento al tema della trasformazione dell’arte di strada in mera attrazione commerciale.

– Valentina Tanni

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Autori Banksy, Jean Michel Basquiat
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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.