È morto il grande street photographer William Klein

Francese di origine americana, Klein era celebrato per gli scatti di vita urbana di New York, Roma e Tokyo, poi diventati celebri volumi dal taglio grafico, le foto di moda e i film. A distinguerlo, uno sguardo profondo e ironico sul mondo

Il fotografo americano William Klein (New York, 19 aprile 1928 – Parigi, 10 settembre 2022), diventato celebre per gli scatti di street photography e le immagini di moda, è morto sabato 10 settembre a Parigi all’età di 96 anni. Ad annunciarlo è il figlio Pierre Klein in una dichiarazione rilasciata lunedì 12 settembre, che lo riporta come “morto in pace”. Klein, le cui impressionanti rappresentazioni dell’irrequietezza e della vitalità delle città hanno contribuito a rivoluzionare la fotografia, aveva anche lavorato con successo nel cinema (suo il primo documentario mai fatto su Muhammad Ali) e nella moda.

LA CARRIERA DI WILLIAM KLEIN

William Klein, nato a New York da una famiglia ebraica e cresciuto in Francia dopo la guerra, si è formato come pittore con Fernand Léger e l’architetto Angelo Mangiarotti. Dopo aver sperimentato con l’arte cinetica, ha incontrato in occasione di una sua mostra l’art director di Vogue Alexander Liberman: divenne così fotografo di moda, per poi ampliare il proprio sguardo al fotogiornalismo e infine alla regia di lungometraggi, cortometraggi e spot televisivi. Durante tutta la sua carriera – che lo ha portato a essere considerato uno dei fotografi più influenti di sempre – Klein era noto per il suo approccio ai media tagliente e ironico e per l’ampio ricorso a tecniche fotografiche insolite.

In un periodo in cui il l’ideale fotografico di riferimento era l’equilibrio proposto da Henry Cartier Bresson, Klein si lanciò in una sperimentazione che minava le più basilari regole di composizione, la messa a fuoco e l’assunto stesso che la fotografia potesse essere “oggettiva”. Il risultato furono scatti dall’impressionante violenza, forza e capacità d’impatto, che rivoluzionarono il modo stesso di fare fotografia, soprattutto street, e portarono al superamento della rigidità tecnica ritenuta fondamentale per la creazione di una “buona fotografia”.

I VOLUMI STORICI DI WILLIAM KLEIN: NEW YORK, ROMA, TOKYO, MOSCA

L’eredità duratura di William Klein vive per molti nei suoi migliori quattro libri di street photography: New York (1956), Roma+Klein (1959), Tokyo e Mosca (entrambi del 1964). New York è considerato unanimemente un capolavoro fotografico del secolo scorso, sia per la presenza di scatti dalla portata storica sia per il layout grafico e rivoluzionario che condensa in una forma di iper-giornalismo lo spirito del dada, del pop, dell’espressionismo astratto e del cinema d’avanguardia (e per molti ispirò The Americans di Robert Frank, pubblicato poco dopo). Molto caro in Italia anche Roma – città in cui Klein era giunto su invito di Fellini per fare da aiuto regista de Le notti di Cabiria -, che riesce a catturare lo spirito del grande cinema e del boom economico con l’aiuto dello stesso Fellini, di Pasolini, Flaiano e Moravia.

Klein ha ricevuto il Prix Nadar nel 1957, la Centenary Medal and Honorary Fellowship (HonFRPS) della Royal Photographic Society nel 1999 e nel 2011 il premio Outstanding Contribution to Photography ai Sony World Photography Awards.

– Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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