New York e Londra celebrano Amedeo Modigliani con due grandi mostre

Il mondo celebra Amedeo Modigliani. Una mostra al Museo Ebraico di New York indaga l’influenza semitica nella sua produzione artistica, mentre la Tate Modern di Londra annuncia una grande retrospettiva prevista per il prossimo autunno

Amedeo Modigliani, Ritratto di Dédie (1918) olio su tela – 92 x 60 cm. Parigi, Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou.
Amedeo Modigliani, Ritratto di Dédie (1918) olio su tela – 92 x 60 cm. Parigi, Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou.

È senza dubbio uno dei maggiori protagonisti del panorama artistico dei primi del Novecento, la peculiarità del suo stile e la biografia da “artista maledetto” – un fatale mix di genialità, miseria e dissolutezza – lo rendono una delle figure più affascinanti e controverse, annoverate nella storia dell’arte. Stiamo parlando di Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920), pittore e scultore entrato nell’immaginario del grande pubblico per i suoi ritratti di uomini e donne dai colli lunghi – come il Ritratto di Jean Cocteau del 1916 – e nudi femminili altamente erotici e raffinati – celebre è il Nudo disteso del 1917 –, attraverso un gioco combinatorio di linee e volumi geometrici che l’artista ereditò dalla lezione cubista di Pablo Picasso, dai lavori in pietra di Constantin Brancusi e dalla tradizione figurativa africana. Proprio in questi giorni, una mostra a New York celebra il genio di Modigliani, con un’esposizione da poco inaugurata al Jewish Museum che indaga sulle influenze che la cultura ebraica ebbe sulla sua produzione, mentre è stata da poco annunciata una grande retrospettiva che il prossimo novembre la Tate Modern di Londra dedicherà al grande artista.

Amedeo Modigliani, La bella cioccolataia, 1916-17. Meilen, Collezione privata
Amedeo Modigliani, La bella cioccolataia, 1916-17. Meilen, Collezione privata

UN MODIGLIANI SENZA MASCHERE IN MOSTRA A NEW YORK

Modigliani Unmasked è il titolo della mostra appena inaugurata al Jewish Museum, un’indagine su un particolare momento della vita e della produzione artistica di Modigliani, ovvero il suo trasferimento da Livorno a Parigi avvenuto nel 1906, agli albori della sua carriera. Attraverso un corpus di 130 disegni, 12 dipinti e 7 sculture proveniente dalla collezione di Paul Alexander, amico e mecenate dell’artista, l’esposizione ripercorre l’esperienza parigina di Modigliani, italiano ebreo che provava ad adattarsi e a farsi strada nella società e nell’ambiente artistico francesi, in un momento storico di forti tensioni politiche e razziali: Parigi stava vivendo un’ondata di antisemitismo per via dei contraccolpi inferti dall’Affair Dreyfus, conflitto politico che vide il capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus accusato di tradimento e intelligenza con la Germania, sebbene fosse innocente. Le opere realizzate da Modigliani in questo periodo presentano influenze tratte dalle tradizioni figurative africana, asiatica, greca ed egiziana, un melting pot stilistico che, stando alla lettura del curatore della mostra Mason Klein, l’artista elaborava per esprimere le difficoltà che stava attraversando per integrarsi, da emigrato, in un paese straniero.

LA GRANDE RETROSPETTIVA DI LONDRA

È prevista per il prossimo 23 novembre l’inaugurazione di Modigliani, la grande retrospettiva che la Tate Modern di Londra dedicherà all’artista, a cura di Nancy Ireson, Simonetta Fratelli ed Emma Lewis. La mostra riunirà tele e sculture, per un totale di quasi 100 opere, ripercorrendo l’intera carriera dell’artista. Un’intera sezione sarà dedicata ai nudi, probabilmente tra le opere più note e provocatorie dell’artista. La conseguenza di queste rappresentazioni esplicite fu la censura dell’unica mostra personale inaugurata nel corso della sua vita: nel 1917, la polizia chiuse per motivi d’indecenza la mostra organizzata presso la galleria di Berthe Weill a Parigi. Il gruppo di dieci nudi in mostra sarà il più grande mai visto nel Regno Unito, con dipinti come Seated Nude (1917), proveniente dal Royal Museum of Fine Arts di Anversa, e Reclining Nude (1919), dal Museum of Modern Art di New York. Un’altra sezione della mostra è inoltre dedicata ai ritratti realizzati da Modigliani: amici e amanti, oltre ad aver fornito all’artista un costante sostegno economico ed emotivo durante i momenti più turbolenti della sua vita, hanno posato per lui come modelli, come il suo caro amico e gallerista Léopold Zborowski e le sue compagne Hanka e Jeanne Hébuterne, madre di sua figlia e una tra le donne più importanti della sua vita.

E L’ITALIA?

Mentre il mondo celebra con importanti esposizioni il maestro originario di Livorno, in Italia la fama di Modigliani è ancora legata ai recenti fatti di cronaca legati alla retrospettiva a lui dedicata presso il Palazzo Ducale di Genova. Chiusa lo scorso luglio con tre giorni di anticipo, la mostra è stata tra gli argomenti più dibattuti durante l’estate, per via delle accuse mosse dal collezionista Carlo Pepi che, in un veemente post pubblicato sul suo profilo Facebook, ha scritto che molte delle opere in mostra erano false. Una dichiarazione che ha causato non solo lo sgomento dell’opinione pubblica e la delusione dei visitatori della mostra, ma anche l’apertura da parte della Procura di Genova di un’inchiesta, facendo spostare l’attenzione mediatica dal protagonista “mancato” Modigliani allo scandalo sulla presunta falsità delle sue opere in mostra. Forse, però, per il grande artista c’è ancora una speranza di riscatto. Dopo l’apertura avvenuta un paio di mesi fa di Casa Modigliani a Spoleto, l’Istituto Internazionale Amedeo Modigliani ha annunciato di voler realizzare una grande retrospettiva che comprenda l’intera produzione dell’artista, ma in formato digitale. Progetto ambizioso ma anche dispendioso, che ha portato l’Istituto a lanciare una campagna di crowdfunding su Indiegogo per raccogliere i fondi da destinare alla realizzazione della mostra prevista per il 2020. Che possano essere proprio le mostre virtuali la soluzione per aggirare il rischio e l’insinuazione del “falso” che incombono sulle mostre reali?

– Desirée Maida

New York // fino al 4 febbraio 2018
Modigliani Unmasked
Jewish Museum
http://thejewishmuseum.org

Londra // dal 23 novembre 2017 al 2 aprile 2018
Modigliani
Tate Modern
www.tate.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.
  • Manlio Martinelli

    In questo articolo è stato pubblicato il falso nudo di Modigliani (Céline Howard). Tra tutti i capolavori di Modigliani avete inserito una crosta colossale!

    • Romeo Leone

      Sono d’accordo,anch’io ho ricevuto la netta percezione che l’opera non sia autentica

  • é vero, avevamo inserito l’immagine a corredo dell’ultimo paragrafo, quello in cui si parla dei falsi, ma poi è finita per errore in alto. in ogni caso, per evitare confusioni, la togliamo dalla pagina. Grazie della segnalazione!