Le immagini in anteprima della 10. Biennale di Berlino. Una mostra antieroica

Si intitola We don’t need another hero la decima Biennale di Berlino, a cura di Gabi Ngcobo. Le immagini in anteprima della mostra che inaugura l’8 giugno nella capitale tedesca.

Team curatoriale Foto/Photo: Jürgen Fehrmann
Team curatoriale Foto/Photo: Jürgen Fehrmann

Per la decima Biennale di Berlino, che apre l’8 giugno 2018, la curatrice sudafricana Gabi Ngcobo,classe 1974, ha scelto un titolo che rinvia immediatamente agli anni ’80, alle atmosfere post-apocalittiche di Mad Maxe alla ruggente Tina Turner. We don’t need an other hero, questo il titolo di una Biennale che certamente non è roboante. Voluta come anti-eroica, perché gli eroi con eccesso di potere diventano tiranni, è stata sviluppata come un progetto corale, una piattaforma che nasce dal dialogo fra gli artisti e il team curatoriale e si pone come obiettivo quello di superare la soggettività per abbozzare una prospettiva che sia collettiva, o dicotomica, che vuole andare oltre la superficie per attraversare tutto lo spessore della contemporaneità. Oltrepassare l’eroico non vuol dire però scivolare nel populismo che incalza drasticamente in questi anni, non vuol dire urlare, ma vuol dire tenere i toni bassi, anche si decisi, per avviare una dialettica.
Già la comunicazione visiva della kermesse è uno statement. I colori grigio e rosa chiaro usati per la X del logo, sono quelli usati durante al I Guerra Mondiale per mimetizzare le navi da guerra, senza essere pirotecnici, senza essere assertivi.

LE OPERE IN MOSTRA

La X è un incrocio dove si può collidere, è l’insicurezza dell’incognita che provoca paura e smarrimento, è un punto critico che porta alla svolta verso qualcosa di sconosciuto, ma da cui si possono originare alternative storiche. Da questo luogo del divenire possibile gli artisti invitati accennano nuovi percorsi. Alcune delle opere più interessanti si confrontano con tematiche universali senza dare risposte ma lasciano quesiti aperti su emigrazione, sessualità, femminismo, guerre, confini politici ed economia è ad esempio il caso di Dineo Seshee Bopape, Liz Johnson Artur, Mario Pfeifer, Tony Cokes, Zuleikha Chaudhari. Cinque le location della mostra: l’Akademie der Künste, KW insitute for contemporary art, Volksbühne Pavillon,ZK/U- Zentrum für kunst und urbanistik e l’HAU Hebbel am Ufer (con due giornate performative). Ecco le immagini in anteprima della mostra.

http://www.berlinbiennale.de

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.