Manifesta 12 a Palermo. Ecco i primi 15 progetti collaterali che a giugno animeranno la rassegna

Svelati i protagonisti dei progetti collaterali che animeranno la prossima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che sbarcherà a Palermo il prossimo 16 giugno. In assoluta anteprima, ecco per voi i contenuti dei 15 progetti vincitori del bando 5x5x5, un programma di eventi che coinvolgerà artisti, gallerie e istituzioni culturali di tutto il mondo

Palermo, vista su San Giovanni degli Eremiti
Palermo, vista su San Giovanni degli Eremiti

A Palermo continuano i lavori di preparazione in vista della prossima edizione di Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che verrà inaugurata nel capoluogo siciliano il prossimo 16 giugno. Dopo aver svelato gli artisti e i progetti che prenderanno parte alla biennale, ecco che arrivano i nomi dei protagonisti e i titoli dei progetti selezionati attraverso i bandi Eventi Collaterali di Manifesta 12 e il programma 5x5x5. Per quanto riguarda gli Eventi Collaterali, presto vi daremo dettagli sui concept dei progetti selezionati (tra i 631 progetti pervenuti, sono 62 quelli scelti, di cui il 50% proviene da Palermo, l’8% dalla Sicilia, il 21% dall’Italia, il 18% dall’Europa e il 3% da altri paesi), mentre adesso siamo in grado di svelarvi le prime anticipazioni sui progetti selezionati nell’ambito di 5x5x5, programma rivolto ad artisti, gallerie e istituti educativi che durante il periodo della biennale presenteranno a Palermo progetti multidisciplinari, workshop di ricerca e di produzione culturale in collaborazione con realtà locali, che nella maggior parte dei casi hanno un legame profondo con il significato di comunità e multiculturalismo. I promotori dei progetti selezionati per 5x5x5 sono così distribuiti geograficamente: il 13% dalla Sicilia, il 27% dall’Italia, il 40% dall’Europa e il 20% da altri paesi, e tra i partecipanti spiccano le presenze di collettivi internazionali di giovani artisti, le sinergie tra Università – come l’Accademia di Belle Arti di Brera, l’Accademia di Belle Arti e la Scuola Politecnica di Palermo – e di prestigiose realtà accademiche internazionali come il Doha Institute for Graduate Studies del Qatar o l’École Spéciale d’Architecture di Parigi. Ma adesso ecco nel dettaglio i 15 progetti che animeranno il capoluogo siciliano durante Manifesta.

– Desirée Maida

www.manifesta.org
www.m12.manifesta.org

1. CITTADINANZA E CONFINI

Collectif Corps Citoyen. Courtesy Corps Citoyen

El Aers – The Wedding project è un progetto di ricerca artistica multidisciplinare promosso da Collectif Corps Citoyen, giovane collettivo tunisino creato nel 2013 con lo scopo di rendere la cultura e la performance artistica strumento di riflessione sulla politica e sulle tematiche inerenti alla cittadinanza. Il progetto pensato per 5x5x5 punta a creare una nuova prospettiva sulla libertà di circolazione oltre i confini. El Aers è un progetto documentario ma anche immaginario, basato sui desideri, i sogni, le storie e le esperienze di giovani di diversi luoghi della regione mediterranea.

www.facebook.com/corpscitoyen/

2. DALLA FINLANDIA A PALERMO

Palermo, la cittá dall’alto. Ph. Johanna Fredriksson per Collective Intelligence

Ideato da Collective Intelligence, collettivo di 12 artisti che vivono e lavorano in Finlandia, Germania e Palermo, Il Traffico è una proposta transdisciplinare che si basa su una serie di sessioni di approfondimento e incontri in cui artisti, pensatori e attivisti lavorano su progetti paralleli e condivisi, influenzandosi a vicenda in una cornice conviviale. Il progetto consiste in una serie di mostre, di eventi pubblici e installazioni artistiche pensati per Palermo. Le locations e le date precise verranno rivelate sul sito del progetto.

www.collectiveintelligence.fi

3. LA MEMORIA DELLA CITTÀ

Scorcio di Palermo

L’artista turca Didem Erk propone I wish I could not be traced in the Archives, progetto-performance già presentato, nella sua prima parte dal titolo Mom, am I Barbarian?, in occasione della 13. Biennale Internazionale di Istanbul.  I wish I could not be traced in the Archives è un progetto basato sulla collaborazione: l’idea riguarda la città e le nozioni di confine che possono essere correlate alle dinamiche socio-economiche o politiche. La performance avrà come tematica portante la memoria della città e suggerisce un approccio con essa come una biblioteca aperta.

www.didemerk.com

4. BICICLETTATE AD ARTE

Centro storico di Palermo area pedonale. Ph. Desirée Maida

Il progetto ideato da Joe Highton e Victor Ruiz Colomer, duo artistico nato a Londra del 2015, consisterà in una serie di eventi curati dai due artisti e dalla rete locale di “Bici tuning”, un gruppo di giovani di Palermo che ha sviluppato una serie di veicoli non motorizzati dotati di sistemi di amplificazione del suono di altissima qualità. In programma raduni sonori organizzati e biciclettate in spazi pedonali

www.joehighton.com

5. IL RITORNO DI “CIRCUS PALERMO”

C.I.R.C.U.S. (Palermo) 2007 Lambda print, 100 x 125 cm Courtesy dell’artista e della Galleria Raffaella Cortese, Milano

Circus è un’installazione collettiva temporanea, che dura per un solo giorno, ideata dall’artista milanese Marcello Maloberti e iniziata a Imola nel 2003. Di solito è esposta in un contesto urbano all’aperto durante l’estate, e la versione palermitana del progetto, Circus Palermo, risale al 2007, con una performance-installazione svoltasi a Piazza Garraffello nel quartiere della Vucciria. Il circo lavora come catalizzatore di culture, il suo scopo è quello di indagare i cambiamenti sociali e la sezione trasversale della città. Il pubblico è parte integrante del processo, creatore e osservatore, co-autore di una sinfonia di suoni e colori. Grazie alla dirompente vitalità dell’opera, ritroviamo gli scenari dimenticati della danza come esperienza di comunione, del ritrovo sociale, della forza generatrice dell’uomo che, nell’unione con la sua comunità, ritrova il senso di se stesso. Circus Palermosarà riproposto nel capoluogo siciliano il prossimo 14 giugno, e sarà “attivato” solo a partire dal pomeriggio, grazie alla collaborazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo.

www.marcellomaloberti.com

6. IL PROGETTO DI GALLERIA CONTINUA

Berlinde De Bruyckere

Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo di Galleria Continua (San Gimignano, Pechino, Les Moulins, Havana) in occasione Manifesta propongo una mostra della scultrice belga Berlinde de Bruyckere, ideata appositamente per Palermo e dedicata al passato multietnico della città. La comunità locale verrà coinvolta attraverso la collaborazione di studenti palermitani nei servizi di accoglienza e nell’ideazione di visite guidate.

www.galleriacontinua.com

7. IL POP-SHOW TEDESCO

Veduta di Palermo

La galleria berlinese Exile propone un “Summer camp” dal titolo May the bridges I burn light the way. Quello che Exile chiama “Summer camp” è un pop-show che coinvolge tre diversi segmenti della vita urbana a Palermo, unificando gli interessi pubblici e privati nella cultura: la sfera pubblica (le strade oltre il centro storico), la realizzazione della Grande Piramide di Palermo (un monumento effimero per progetti artistici e anarchici incompiuti, non realizzati e utopici del mondo), due giorni di workshop, pranzi su anarchismo ed ecologia, dove tutti gli ospiti cucineranno insieme, il lancio di un giornale chiamato Arti della classe operaiache può essere acquistato solo da e per i senzatetto e i disoccupati per le strade di Palermo, e infine una mostra d’arte in un appartamento privato che raccoglie e rispecchia tutte le attività menzionate. Il progetto inaugurerà il 13 giugno.

www.exilegallery.org

8. IL “GIARDINO PLANETARIO” DI LIA RUMMA

Orto Botanico di Palermo. Ph. Desirée Maida

Si ricollega al tema e ai luoghi principali di Manifesta Ceiba Garden Project_2017,il progetto promosso dalla Galleria Lia Rumma(Milano, Napoli) che presenta uno studio sul rapporto che sussiste tra le piante dell’Orto Botanico di Palermo, le architetture che si trovano nei paesi dai quali sono state importate e lo scambio avvenuto tra le architetture siciliane e quelle di altri Paesi.

www.liarumma.it

9. ALLA SCOPERTA DELLA CITTÀ “NASCOSTA”

Palazzo Abatellis, Palermo. Ph. Desirée Maida

The Hidden City è un workshop di ricerca e di produzione culturale promosso dall’Accademia di Belle Arti di Brera, l’Accademia di Belle Arti di Palermo e la Scuola Politecnica che ha come obiettivo quello di raccontare l’identità di Palermo quale città di confine e di contaminazioni culturali, attraverso storie inedite o poco conosciute, antiche e contemporanee.  Il workshop è aperto a 30 giovani studenti, artisti, curatori e architetti selezionati tramite bando, valutando CV, portfolio, e la proposta di un tema su Palazzo Abatellis. Durerà 7 giorni durante i quali artista e curatore condurranno dialoghi, ricerche incontri. Ogni sera ci sarà un incontro aperto al pubblico con un ospite internazionale. Un libro in forma narrativa racconterà The Hidden City fra storie e leggende antiche e contemporanee.

www.accademiadibrera.milano.it
www.accademiadipalermo.it
www.unipa.it/scuole/politecnica

10. UNA SCUOLA ESTIVA INTERDISCIPLINARE

Palermo, scorcio del quartiere Ballarò. Ph. Desirée Maida

Practices of Unlearning: coloniality, Knowledge and Migration è un’iniziativa interdisciplinare congiunta promossa dal Doha Institute for Graduate Studies (Qatar) e dall’African Leadership University (Mauritius). Il progetto consiste in una scuola estiva interdisciplinare di sette giorni con esperienze di apprendimento collettivo in inglese, arabo, inglese, lingue africane indigene, focalizzando l’attenzione sulle relazioni tra Mediterraneo, Medio Oriente e Africa. Le collaborazioni previste su Palermo sono con NoWorking (Lorenzo Romito), ALA group (Maria Rosa Sossai) e Moltivolti.

www.dohainstitute.edu.qa
www.alueducation.com

11. IL TANDEM PALERMO – ALESSANDRIA D’EGITTO

Wael Shawky al Castello di Rivoli, 2016

L’egiziano Sometimes I Think I Can See You è un progetto che si articolerà in due parti: la prima consiste in una Summer School che coinvolgerà dieci studenti del MASS Alexandria (Egitto) e dieci studenti delle scuole d’arte di Palermo, impegnati nell’esplorazione di nuovi modi di esporre. La seconda parte del progetto si svilupperà in una Pop-Up-Exhibition, curata dall’artista Wael Shawky e Manifesta. La MASS Summer School si svolgerà dall’1 al 30 giugno 2018, la Pop-Up-Exhibition dal 16 giugno al 16 luglio 2018.

www.massalexandria.wordpress.com

12. L’ARCHITETTURA FASCISTA NELL’ETÀ CONTEMPORANEA

Palermo, Casa del Mutilato

Durante il periodo delle due guerre mondiali, sotto il regime fascista, l’Italia costruì un vasto numero di edifici pubblici, abitazioni e monumenti. Architetture che hanno influenzato e modellato le città italiane e il futuro di città come Asmara, Addis Abeba, Rodi e Tripoli. Con il riemergere delle odierne ideologie fasciste in Europa – mm e l’arrivo di popolazioni dall’Africa settentrionale e orientale – diventa urgente chiedersi: che tipo di patrimonio è l’eredità fascista? In che modo, oggi, le tracce materiali dell’impero italiano acquistano significati diversi nel contesto della migrazione dalle ex colonie? Durante la prima settimana di Manifesta a Palermo, gli studenti di Decolonizing Architecture del Royal Institute of Art di Stoccolma affrontano queste riflessioni in The Heritage of Fascist Architecture, una Summer school e con una mostra discorsiva della Casa del Mutilato,un edificio fascista progettato da Giuseppe Spatrisano e inaugurato da Benito Mussolini nel 1936.

www.kkh.se

13. UN WORKSHOP PER INDAGARE SULLA CRISI IDRICA DI PALERMO

Veduta del mare di Palermo. Ph. Desirée Maida

Il workshop di due settimane Ingruttati Palermo organizzato da École Spéciale d’Architecture di Parigi selezionerà un totale di 15 studenti internazionali e locali provenienti dai settori dell’architettura, dell’architettura del paesaggio e dell’arte per indagare sulla crisi idrica di Palermo e sulla rivalutazione della sua rete di irrigazione antica e abbandonata. Il workshop sarà diretto da Sara Kamalvand, architetto e urbanista, professore nel Master-Lab Living in the Anthropocene e fondatore di HydroCity. Il laboratorio si svolgerà in collaborazione con l’Università di Palermo, con contributi scientifici di specialisti dei dipartimenti dell’Agricoltura e dell’Architettura. Una restituzione del workshop sarà presentata sotto forma di pubblicazione con testi, mappe, disegni e fotografie.

www.esa-paris.fr

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.