L’artista multidisciplinare Francesco Impellizeri protagonista di un nuovo appuntamento de I Martedì Critici. Il video

Torna all’Accademia di Belle Arti di Frosinone il format di interviste ideato da Alberto Dambruoso. Protagonista di questo nuovo appuntamento è l’artista siciliano, romano d’adozione, Francesco Impellizeri, intervistato dallo storico dell’arte insieme a Loredana Rea

Si può utilizzare il paradosso per indagare e riflettere sugli stereotipi della società contemporanea? È attorno a questa domanda che si sviluppa la ricerca di Francesco Impellizeri (Trapani, 1958), protagonista del terzo appuntamento stagionale de I Martedì Critici, il format di incontri curato da Alberto Dambruoso e Loredana Rea. Artista poliedrico, Impellizeri ha sviluppato, a partire dalla metà degli Anni Ottanta, una ricerca multidisciplinare in cui pittura, musica, fotografia e performance si fondono in un linguaggio personale e riconoscibile.

Francesco Impellizeri: le mostre

Dalla metà degli Anni Ottanta la ricerca dell’artista si concentra sul rapporto tra segno, colore, musica e ritmo, in una pratica che intreccia pittura, performance, fotografia e video. Dopo la doppia personale romana Pulsioni Blu Cobalto del 1986 alla Galleria Underwood, il suo percorso espositivo si consolida attraverso mostre in Italia e all’estero, dalla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia all’Istituto Italiano di Cultura di Algeri, fino alla lunga collaborazione con la galleria Espacio Minimo di Madrid, avviata nel 1997. In questi anni prendono forma azioni performative e personaggi stereotipati che definiscono un immaginario volutamente eccentrico e teatrale, culminato in interventi come Desfilè: mannequin per nient, Meteorismi e Motocicleta, opere in cui il linguaggio pop e l’ironia convivono con una riflessione critica sul costume e sulla rappresentazione sociale.

Francesco Impellizeri e gli stereotipi della società contemporanea

Molte delle sue performance prevedono l’utilizzo della voce, del corpo e del travestimento, elementi che portano l’artista a incarnare personaggi immaginari capaci di interpretare canzoni originali o riadattate, attraverso cui veicolare messaggi di critica sociale.

Il sarcasmo come strumento di indagine e riflessione

Dal 2003 la ricerca si arricchisce dei celebri Pensierini, fogli ispirati ai quaderni scolastici attraverso cui l’artista sostituisce la parola cantata con brevi testi e disegni dal tono apparentemente infantile, ma capaci di affrontare con sarcasmo temi politici, privati e di attualità. Presentati in sedi internazionali come il Museo Reina Sofía di Madrid, il Museo del Barrio di New York e numerose istituzioni europee, i Pensierini segnano l’inizio di una nuova fase che conduce, negli anni più recenti, a una fusione sempre più stretta tra scrittura, pittura e dimensione sonora. Le opere più recenti uniscono campiture cromatiche e testi argentati in installazioni spesso accompagnate da elementi musicali e performativi, mantenendo quella cifra ludica e dissacrante che attraversa l’intero percorso dell’artista.

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Redazione

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