MCH Group vuole comprare altre fiere. Parte la campagna acquisti su appuntamenti regionali del marchio che possiede Art Basel. Scenari possibili e qualche indiscrezione

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La notizia è di qualche giorno fa. MCH Group, il marchio che possiede Art Basel nelle sue varie declinazioni, ha annunciato di voler espandere il proprio mercato, incorporando nel gruppo fiere di carattere regionale, scegliendo nell’enorme mazzo di quasi 200 appuntamenti che si tengono nel mondo. Per questo piano di azione, MCH Group mette in gioco l’ex capo del settore finanziario con un nome italiano, Marco Fazzone, oggi alla guida di questo nuovo piano strategico di sviluppo. Ma quali sono i nuovi scenari che si aprono a partire da questo nuovo modo di fare fiera?
Recentemente Artribune ha pubblicato la notizia della decisione di Reed Exhibition di cancellare Paris Photo a Los Angeles, oggi registriamo invece la volontà di un altro colosso di dare seguito ad una campagna acquisti che guarda a quegli appuntamenti in grado di stabilire un contatto diretto con i territori e con le energie che li muovono, siano esse costituite da potenziali clienti delle fiere, siano il pubblico o i collezionisti.

GLI SCENARI POSSIBILI
Una decisione, questa, che non può che dare vita a nuove riflessioni sul futuro, non solo dell’arte, sempre più globale nei mezzi e nei centri di potere, sempre più legato alle comunità nella gestione diretta delle economie. Un esempio? Come già avviene nelle fiere che hanno più appuntamenti satellite, essere presenti su più mercati può aiutare le gallerie a moltiplicare la propria presenza ed abbattere i costi che gravano sui sempre più esigui budget, ma anche il potenziamento della comunicazione e i benefici conseguenti dall’appartenere ad un brand con una reputazione forte. Le prime indiscrezioni raccolte da Artsy darebbero Fazzone in conversazione con SME London per un confronto su appuntamenti quali London’s Art, India Art Fair, Photo Shanghai e ArtInternational Istanbul. Non ci sono ancora, invece, segnali di un possibile sbarco in Italia. Il nostro Paese presenta tuttavia una rete fittissima di appuntamenti che corrispondono a questo identikit sparsi su tutto lo Stivale ed una delle reti di collezionisti privati più solida d’Europa, con fondazioni, musei e case private che potrebbero ingolosire i vicini svizzeri e cambiare in maniera sostanziale l’equilibrio delicato, ma stabile delle fiere nazionali.

www.artbasel.com

 

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  • rasoio

    mah non so se Art Basel comprando altre fiere ridurrài costi ? di chi? non credo delle gallerie , anzi il rischio è il monopolio e quindi spesso tutto il contrario, almeno dalla parte dei partecipanti, e piuttosto, di ulteriore riduzione della varietà . Quindi negativo. Finchè non si ricostituisce un mercato di secondo livello più solido e alternativo a questi supermercati di lusso i tempi saranno grigi per la qualità e l’indièpendenza degli operatori. Urge antitrust nell’arte e regole per il mercato finanziarizzato che ci sta dietro.

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