Solitunes: solo dischi in solo

Niente band, niente prove in due o tre. Alla Solitunes, recente etichetta torinese, si fanno solo progetti solisti. E con copertine d’artista. Vi raccontiamo il progetto e le prime uscite.

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Stefano Risso, Tentacoli - Solitunes

Stefano Risso, Tentacoli – Solitunes

Ha ragione Walt Whitman quando scrive: “Sono vasto, contengo moltitudini”. In quell’aforisma, a prima vista un inno all’incoerenza, è racchiuso tutto il senso della solitudine. Con in sé un’idea di creazione che è alla base anche della Solitunes Records, etichetta discografica nata a Torino da pochi mesi, con l’obiettivo di “documentare il percorso interiore che un artista solo compie durante la produzione di un’opera”.
Se tutto ciò è connaturato alle arti visive, non lo è altrettanto in ambito musicale, come ci spiega uno dei suoi fondatori, il compositore, produttore e contrabbassista Stefano Risso: “È una tappa avanzata nel percorso di un musicista, arrivare a registrare un progetto in solo: è quasi sempre il risultato di una ricerca di anni in cui si è pensato e realizzato musica con altri”. Lo sa bene Risso, con i suoi oltre cinquanta dischi, molti dei quali realizzati come leader o co-leader. Una caratteristica condivisa con l’altro fondatore della Solitunes, il bassista e altrettanto compositore e contrabbassista (ma di gusto metal) Federico Marchesano, che vanta innumerevoli collaborazioni: da Butch Morris a Elio (Elio e le Storie Tese), senza contare gli oltre quindici anni nei 3QuietMen, trio math-jazz con il pianista Stefano Battaglia.

Federico Marchesano, The Inner Bass - Solitunes

Federico Marchesano, The Inner Bass – Solitunes

Anche il terzo ideatore della casa discografica, Francesco Busso, è un musicista (ghirondista attivo in campo folk), ma è soprattutto il grafico che, con il suo studio Kividesing (diretto con Alessandro Viale) e la collaborazione della fumettista Lorena Canottiere (sua l’invenzione del nome e del logo Solitunes), realizza fisicamente le copertine dei dischi. Tutte opere uniche, a cominciare dalle prime tre uscite. Trasparenze per The Inner Bass di Federico Marchesano, fustellature per La memoria dell’acqua di Enrico Negro, fino alla “sprayata manuale” per Tentacoli di Stefano Risso: “La linea di tutta l’etichetta sarà sempre vicina all’urban art”.
Ma, non essendoci limite di genere, né musicale né artistico, ci sarà posto anche per artisti non esclusivamente “street”, come il pittore Luca Giordana e gli scultori Carlo D’Oria ed Enrico Iuliano. In cantiere presentazioni del catalogo Solitunes in gallerie o ambiti museali. Oltre, ovviamente, alla vendita online dei cd sul sito.

Claudia Giraud

www.solitunes.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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