Più realisti del re. Sette pittori a Madrid

Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid – fino al 22 maggio 2016. A pochi giorni dall’apertura di Arco, la fiera del contemporaneo, il museo madrileno offre una retrospettiva dedicata alla pittura figurativa spagnola degli Anni Cinquanta. Un ennesimo omaggio ad Antonio López, tra famigliari e amici.

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Realisti di Madrid - Antonio Lopez - Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

Realisti di Madrid – Antonio Lopez – Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

REALISTI MADRILENI: UN GRUPPO COMPATTO
Il realismo esiste e lo difendo”. Guillermo Solana, direttore del Museo Thyssen -Bornemisza, sottolinea con enfasi il senso della mostra dal titolo, appunto, Realisti di Madrid, della quale è curatore insieme a María López, figlia del pittore Antonio López e della pittrice María Moreno.
Realismo è ciò che provoca una sensazione di contemporaneo, che è immediato come un quadro di Caravaggio e che vive in un eterno presente, come se fosse stato dipinto oggi. Un paradosso: le grotte di Altamira, con le meravigliose pitture rupestri del Paleolitico, per me sono una forma di realismo”. E Solana conclude: “È un’assurdità che il realismo oggi, a volte, sia usato dai suoi detrattori come contraltare del moderno. La modernità inizia con Monet, che è un pittore realista”.
La scelta di esporre insieme una novantina di opere di sette artisti spagnoli – tre uomini e quattro donne, di cui cinque ancora vivi – che a Madrid hanno vissuto a partire dagli Anni Cinquanta, deriva dagli stretti legami familiari e di amicizia che hanno mantenuto tra loro fino ad oggi, ma anche per formazione accademica e condivisa posizione antitetica rispetto all’astrattismo e all’Informale. Si tratta di un gruppo storico, di una generazione di artisti che però non hanno mai creato una corrente e, malgrado le similitudini estetiche, mai operato sotto la medesima “etichetta” formale.

Realisti di Madrid - Amalia Avia - Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

Realisti di Madrid – Amalia Avia – Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

IL CAPOSTIPITE E SUA MOGLIE
Antonio López García, classe 1936, è senza dubbio il più noto dei sette, anche per aver ricevuto la commissione del ritratto ufficiale della famiglia reale di Juan Carlos I, dalla lunghissima e complessa gestazione. Al pittore manchego (nato a Ciudad Real) lo stesso Museo Thyssen dedicò un’ampia antologica nel 2011, che riscosse notevole successo di pubblico.
Sono famose le sue vedute di Madrid, soprattutto gli olii che ritraggono dall’alto la Gran Vía, di cui in mostra sono presenti alcuni esemplari dipinti in contemporanea con la moglie, María Moreno, dalla stessa finestra e con la medesima prospettiva; più intimi, invece, i desolanti interni che indugiano su squallidi dettagli di bagni o di stanze semivuote, invase dalla solitudine.

LA COMPONENTE FEMMINILE
Insieme con le opere della coppia, in un percorso tematico e non cronologico che va dall’intimità delle nature morte ai ritratti della vita urbana, spiccano per delicata compostezza accademica le tele di piccolo e medio formato delle pittrici Isabel Quintanilla, Esperanza Parada e Amalia Avia. Dipingono nature morte, paesaggi spogli o spazi domestici quotidiani, dove l’essere umano è pressoché assente o al margine, e che rispecchiano la desolazione di un Paese povero, silenzioso e intimamente oppresso.
Pochi gli esterni, molti invece i luoghi di transito, porte, finestre, corridoi, colti con lo sguardo di chi forse teme di uscire allo scoperto, anche solo metaforicamente, o in un omaggio evidente all’arte olandese del XVII secolo tanto studiata in accademia. È la prima volta però che, nella storia dell’arte spagnola, compare un significativo gruppo di donne che risaltano per impegno artistico e per presenza intellettuale.

Realisti di Madrid - Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

Realisti di Madrid – Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid 2016

TORNA LA FIGURA UMANA
Tra un dipinto e l’altro, in una sorta di dialogo immaginario, la figura umana si impone invece nelle sculture in legno, bronzo o gesso di Julio López Hernandez e di suo fratello Francisco, detto Paco. Il primo è uno scultore più classico, dalla solennità di matrice greco-romana; il secondo invece, anch’egli pittore, predilige i bassorilievi e una plasticità più espressiva e convincente.
Molti i prestiti provenienti da collezioni private, spagnole ma anche americane e tedesche, dove il gruppo di artisti madrileni ebbe fortuna tra gli Anni Sessanta e Settanta. Tra le novità, Ventana de noche, l’ultima suggestiva veduta di Antonio López, datata 2015.

Federica Lonati

Madrid // fino al 22 maggio 2016
Realisti di Madrid
a cura di Guillermo Solana e María López
MUSEO THYSSEN-BORNEMISZA
Paseo del Prado 8
[email protected]
www.museothyssen.org

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