Art Basel annuncia l’elenco degli espositori 2016. 287 gallerie, solo una decina le italiane. Progetti speciali per Spalletti e Kounellis

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Art Basel 2015, Basilea 23

Mancano ancora quattro mesi all’inaugurazione e Art Basel Basel, come la chiamano negli States, annuncia l’elenco delle gallerie per l’edizione svizzera che si svolgerà dal 16 al 19 giugno. Sono 287 gli espositori che quest’anno si “fronteggeranno” – è proprio il caso di dirlo – in quella che è la più accesa competizione di mercato internazionale. Non senza qualche novità. Intanto si rende sempre più evidente la spinta di altri paesi che cominciano ad affacciarsi all’arte contemporanea, con espositori da Cuba (evviva il disgelo!), dalla Romania e dalla Tunisia. E per l’Italia? Artiaco da Napoli, A Arte Studio Invernizzi, Christian Stein, Tega, Zero e kaufmann repetto da Milano, Lo Scudo da Verona, Magazzino da Roma, e poi le “adottate” Gavin Brown e Lisson Gallery, sempre dalla Capitale.
Nessun espositore nostrano per la sezione Edition che ospita multipli ed editori, nè per Statement, la sezione che rappresenta i solo show di artisti emergenti. Diversamente, nei Features, progetti dedicati ad artisti storicizzati, a rappresentare la bandiera ci sono Lia Rumma con Ettore Spalletti e Tornabuoni Art con Salvatore Scarpitta. Il nostro Jannis Kounellis è invece rappresentato da Luxembourg e Dayan (Londra, New York). Ma non mancheranno altre chicche come ad esempio una versione pop di Robert Smithson estremamente rara, presentata da James Cohan di New York, e il Baloise Art Prize, che premierà gli artisti della sezione Statement con una acquisizione per il Museum für Moderne Kunst di Francoforte e il Mudam di Luxembourg.

La lista completa delle gallerie di Art Basel

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  • alfio rossetti alfiere

    La cosa preoccupante è che nella Fiera ancora più importante o le tre più importanti a rappresentare l’Italia c’è un nucleo ristretto di gallerie con programmi. rispettabili o meno, che però certo non possono da soli dare un riassunto decente dell’Italia. Certo qui arriva chi ha i soldi e le relazioni per poterlo fare ma il collo di bottiglia è così stretto che la panoramica non può che essere arbitraria. Da qui la vigliaccheria e il cinismo di chi crede che a Basilea arrivino davvero i migliori : sotto sotto ci si adegua in realtà all’intelligente motto secondo cui così va il mondo e questo è il valore. Provate a immaginare un paese grande come gli Stati Uniti rappresentato solo da una o due gallerie : vi va bene questa roba?