2016, l’anno dell’Egitto in Italia. Museo Egizio di Torino, Scavi di Pompei e Museo Archeologico di Napoli: 3 grandi sedi per un progetto espositivo di livello internazionale

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Museo Egizio di Torino

Egitto Pompei. È questo il titolo del grande progetto espositivo che nel corso del 2016 metterà in connessione tre importanti sedi espositive italiane: il Museo Egizio di Torino, la Soprintendenza agli scavi di Pompei ed il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che inaugureranno, in successione, un accurato dialogo tra reperti egiziani di epoca faraonica ed opere di età ellenistica, repubblicana ed imperiale. Una collaborazione tra enti culturali che mette insieme saperi, storia e cultura comune; culture differenti ma intimamente legate, sin dalla classicità, dalla forte attenzione verso l’Egitto, la sua arte, la sua storia. Una connessione di culture che ha un exploit nell’Egittomania riscontrabile nell’arte mediterranea, al centro di migrazioni di antico retaggio. Come sottolineato dal Ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini: “Siamo di fronte ad un grande progetto… La prova che tre istituzioni diverse tra loro possono costruire un progetto internazionale che avrà forza attrattiva, una forza che sta dentro un progetto scientifico… Facendo un lavoro di squadra si possono mettere in campo progetti di carattere internazionale… I musei non sono importanti solo per il numero di visitatori, ma anche per i progetti che portano avanti”.

A POMPEI MOSTRA NELLA PALESTRA GRANDE
Prima tappa di questo articolato viaggio culturale sarà il 5 marzo presso il Museo Egizio di Torino, da poco rinnovato nel suo contenuto, con un percorso che approfondirà la diffusione dei culti egizi nel bacino Mediterraneo. La sezione di Pompei, organizzata da Electa e Francesco Venezia, vedrà l’inaugurazione il prossimo 16 aprile in un contenitore di assoluto prestigio: la Palestra Grande, area destinata a contenere le statue monumentali con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi III. Un Egitto che approda a Pompei per mostrare la sua fondamentale importanza nella costruzione di una cultura. Dal 28 giugno il Museo Archeologico Nazionale di Napoli aprirà le porte di una nuova sezione delle collezioni permanenti dedicata alla diffusione dei culti orientali che hanno trovato nella Campania terreno fertile per la diffusione nel resto d’Italia. In questo contesto, troveranno collocazione le coppe di ossidiana da Stabia e gli affreschi con scene isiache da Ercolano. Il progetto si concluderà l’8 ottobre con l’apertura della collezione egizia presso il Museo Archeologico di Napoli, tra i più antichi ed importanti al mondo per ricchezza ed unicità del patrimonio e per il vasto contributo offerto al patrimonio culturale europeo.

Ilenia Maria Melis

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