Ecco il museo del futuro, il nuovissimo Museu do Amanhã firmato da Santiago Calatrava a Rio de Janeiro

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Museu do Amanhã, Courtesy Santiago Calatrava Architects, via The Architect’s Newspaper

Museu do Amanhã, Courtesy Santiago Calatrava Architects, via The Architect’s Newspaper

Ha inaugurato solo pochi giorni fa, ma la notizia ha già fatto il giro del mondo. Rio de Janeiro ha dato il benvenuto al Museo del Domani, progettato da una delle archistar più acclamate di sempre. È all’insegna della sostenibilità ambientale e della versatilità il nuovo edificio museale ideato dal celebre architetto e ingegnere Santiago Calatrava per la splendida area di Puerto Maravilha, a Rio de Janeiro. Inaugurato poco meno di due settimane fa, il nuovissimo Museu do Amanhã – il Museo del Domani – si inscrive in un più ampio progetto di rivitalizzazione urbana del quartiere che lo ospita. La struttura realizzata dall’archistar spagnola si ispira alla cultura carioca, instaurando un profondo dialogo tra la città e l’ambiente naturale. Costruito sul Pier Mauá, il museo rappresenta l’anello di congiunzione tra Puerto Maravilha e le zone limitrofe, grazie a un approccio altamente sostenibile e al rispetto di criteri architettonici non invasivi.

MOSTRE TEMPORANEE, MA ANCHE LUOGO DI RITROVO
L’inedito centro culturale e polo di aggregazione – pensato per ospitare mostre temporanee, ma anche luoghi di ritrovo come ristoranti e negozi – guarda davvero al futuro, mettendo in campo soluzioni costruttive fortemente integrate nel contesto. Sviluppato su due piani, l’edificio non supera i diciotto metri d’altezza, così da non ostruire la vista sul Monastero di São Bento, incluso nel patrimonio Unesco. Con la sua copertura a sbalzo e una facciata a ventagli mobili, il museo rispecchia lo stile inconfondibile di Calatrava, valorizzando l’ambiente. Circondata da una piscina esterna – ideata per filtrare l’acqua proveniente dalla baia e restituirla all’oceano – l’intera struttura, eterea e leggera, sembra fluttuare sul mare. La presenza di pannelli fotovoltaici e l’uso dell’acqua marina per regolare la temperatura interna dell’edificio confermano l’impronta “green” di un museo che guarda al domani.

– Arianna Testino

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