Anna Forever. Un docufilm per Anna Piaggi

Dal 1950 al 2012 (anno della sua scomparsa, il 7 agosto) Anna Piaggi ha vissuto una lunga e intensa carriera di giornalista e scrittrice di moda. Una figura straordinaria, che ha lasciato un segno nella cultura della moda, tanto che il Victoria & Albert Museum di Londra le aveva dedicato nel 2006 una grande monografica dal titolo “Anna Piaggi Fashion-ology”.

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Anna Piaggi

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LA SCOMPARSA DI ANNA PIAGGI
L’innata sensibilità estetica di Anna Piaggi, unita a una particolarissima cultura dell’immagine, le hanno consentito di creare visioni, narrazioni, interpretazioni del tutto nuove e personali, rendendola una delle figure più amate nel fashion internazionale. Indimenticabili le sue doppie pagine per Vogue Italia, in cui interpretava la moda e le tendenze con i suoi collage visivi e letterari, editoriali ironici sempre ricchi di riferimenti all’arte e alla letteratura.
La sua improvvisa scomparsa ha destato grande commozione e, per preservare la sua vastissima produzione editoriale e imponente collezione di moda, è nata l’Associazione Culturale Anna Piaggi, guidata dalla famiglia. Il suo archivio personale con le eccezionali collezioni di abiti, accessori (dai cappelli ai bijoux), foto e disegni rappresenta un patrimonio di grande importanza per la cultura della moda, che rischia di andare disperso.
Purtroppo il fratello di Anna, Alberto Piaggi, è mancato a gennaio di quest’anno; entrambi orfani di padre nel 1938, Alberto, oltre a essere stato un punto di riferimento per Anna durante tutta la vita, è stato colui che ha fortemente voluto prendersi carico della collezione e delle iniziative ad essa legate, lavorando a stretto contatto con il figlio Stefano, oggi alla guida dell’Associazione.

Anna Piaggi

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QUALE DESTINO PER IL SUO ARCHIVIO?
Dopo la prima mostra dedicata ai suoi celebri cappelli, Hat-Ology nel 2013, un evento organizzato dall’Associazione insieme al Comune di Milano e Camera Nazionale della Moda Italiana, ci si chiede quale sarà il futuro di questo prezioso archivio. Nell’attesa di trovare a questo importante lascito una degna sede istituzionale, grazie all’entusiasmo di Alberto e Stefano Piaggi è in uscita nei prossimi mesi un primo docufilm realizzato dalla regista Alina Marazzi, che ripercorre la vita e il lavoro di Anna tramite interviste e testimonianze di personaggi a lei vicini, come Stephen Jones, Manolo Blahnik e Rosita Missoni, tanto per citarne alcuni. Inoltre è in fase di definizione una mostra fotografica in cui si potranno vedere diversi materiali inediti provenienti dall’archivio, come le polaroid che Anna si faceva scattare prima di uscire con i suoi estrosi outfit.
L’archivio di Anna Piaggi (oggi composto da circa 1.000 cappelli, 1.000 abiti, bijoux, oggetti di vario tipo, oltre alla documentazione del suo lavoro) costituisce una fonte di studio ricca di suggestioni per tutti i creativi e addetti ai lavori. Ci auguriamo che si possa trovare un modo per valorizzare questa eredità, ricordando il lavoro artistico e generoso di questa geniale ed eclettica giornalista.

Federico Poletti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #27

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