La moda del non-luogo. Nell’Oriente di Luigi Borbone

Donne geishe, mistero orientale, cinema Anni Cinquanta e ricordi New Look. Il giovane stilista Luigi Borbone recupera il passato per innovare, muovendosi in un non-luogo fatto di presenze invisibili e spazi indefiniti. Fra sartorialità tutta italiana e background di latitudini lontane.

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Luigi Borbone - collezione autunno-inverno 2015-2016 - photo Gorunway

Luigi Borbone – collezione autunno-inverno 2015-2016 – photo Gorunway

La moda ha la capacità di trasformarsi, sulla base dello sforzo creativo del designer. E i luoghi sono la fonte d’ispirazione, o in genere l’appiglio, a cui lo stilista fa riferimento per confezionare il suo progetto estetico. Il tempo è, invece, solo un susseguirsi di attimi fugaci, da preservare nel ricordo.
Così Luigi Borbone, per la collezione haute couture autunno/inverno 2015/2016, ha portato in passerella la magia dell’Oriente. Immagini e souvenir dal richiamo cinematografico, con l’intento di esaltare la bellezza femminile. Non importa che sia diva, musa o geisha. La donna di Luigi Borbone costruisce la sua femminilità sulla consapevolezza delle proprie armi di seduzione. Senza temere l’ostentazione.
Tra robe manteau accostati a gonne plissé e sbiechi da New Look, lo spirito è Anni Cinquanta e l’atmosfera è invece quella di un viaggio ideale in Giappone o nell’incanto senza tempo di luoghi d’Oriente. Protagoniste sono cortigiane contemporanee, come quelle dipinte alla fine del Settecento da Utamaro Kitagawa, pittore e disegnatore nipponico che ha avuto il merito di studiare i dettagli del fascino femminile, ritraendone le emozioni in ogni aspetto della quotidianità.
Voluto dallo stilista il riferimento al cinema d’autore, con pellicole come Hiroshima mon amour e In the mood for love. Storie di donne affrante dall’amore, spesso non rivelato, tenuto segreto e vissuto solo in quei pochi e rari istanti chiamati intimità. Una velata malinconia che si riflette sulle trasparenze non dichiarate e accennate dalle texture. Amori fatti di incontri e scontri, come in Lanterne rosse.

Luigi Borbone - collezione autunno-inverno 2015-2016 - photo Gorunway

Luigi Borbone – collezione autunno-inverno 2015-2016 – photo Gorunway

I tessuti ricercati scivolano sul corpo, valorizzando con leggerezza la silhouette con giochi di luci e ombre. Giacche dalle linee regolari e pulite si alternano a jumpsuit e long dress arricchiti da fiocchi vistosi. E gli accessori, come i maxicollier, non sono minimal ma si stemperano nel buon gusto di indossare sandali bassi. La scelta dei colori è monocromatica, quasi fluo, impreziosita da ricami in cristallo o ottenuti con lavorazioni tecnologiche. Prevalgono il blu Cina, il verde lime, l’amaranto. E poi il bianco e il nero. Le tonalità vintage delle antiche porcellane si mescolano alla scelta del monocolore, in abiti morbidi e scivolati, mentre i volumi, spesso accentuati, divorziano con stile dai tagli geometrici netti e precisi.
E se la moda fosse l’anticamera dei non-luoghi? Il non-luogo nella letteratura guarda alla temporaneità delle cose disegnandone l’identità, indipendentemente da spazi geografici realmente definiti. Regala flashback e ricordi, intrisi di storia e di senso di appartenenza.
La rilettura in chiave moderna della cultura orientale da parte di Luigi Borbone insegna come l’ispirazione internazionale contamini ma non distorca il saper fare italiano e il prodotto finale dell’esercizio creativo. Quest’ultimo resta identitario, tipico della nostra tradizione sartoriale, che non ha bisogno di riproporre in passerella i soliti sfarzosi modelli da haute couture (magari rivisitati tra un orlo e un ricamo) per essere tale. E che può, fortunatamente, andare oltre. Grazie all’immaginazione di luoghi invisibili o lontani, o meglio ancora di non-luoghi.
Una visione innovativa, quella di Borbone, che ha di recente inaugurato il suo atelier nel cuore di Roma. Nessuna nostalgia del passato e un tentativo, semmai, di attualizzare la moda romana, che ancora fatica a salire sul carro dei vincitori. Pur essendo viva e produttiva.

Gustavo Marco P. Cipolla

www.luigiborbone.it

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