Balthus. La retrospettiva, a Roma

Scuderie del Quirinale e Villa Medici, Roma – fino al 31 gennaio 2016. Duecento opere per un’esposizione in due sedi. In mostra anche André Derain, Alberto Giacometti e Pierre Klossowski, fratello di Balthus. Una consacrazione in grande stile.

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Balthus, La Chambre turque, 1963-66 - Paris, Centre Pompidou - © Balthus © Mondadori Portfolio-Leemage-Photo Josse

Balthus, La Chambre turque, 1963-66 – Paris, Centre Pompidou – © Balthus © Mondadori Portfolio-Leemage-Photo Josse

BREVE STORIA DI BALTHUS
Balthasar Klossowski de Rola, in arte Balthus (Parigi, 1908 – Rossinière, 2001), ebbe la fortuna di formarsi in una famiglia dalla vocazione artistica. Il padre, storico dell’arte polacco, e la madre, pittrice e animatrice di salotti intellettuali, lo introdussero nell’ambiente artistico culturale della Parigi (e poi s Ginevra e di Berlino) a cavallo tra le due guerre mondiali, dandogli la possibilità di entrare in contatto con importanti personalità. Dedicatosi giovanissimo, da autodidatta, alla pittura, ebbe tra i suoi estimatori il poeta Rainer Maria Rilke, che scrisse la prefazione della prima raccolta di incisioni del giovane Balthus nel 1921, e Antonin Artaud, padre del teatro contemporaneo, con il quale collaborò come scenografo qualche anno dopo.
Di formazione eclettica, guardò ai pittori del Quattrocento fiorentino così come ai contemporanei, creando uno stile personalissimo e riconoscibile, un realismo misterioso e arcano dai significati sottaciuti.
Pittore estremamente figurativo, ereditò la nitida chiarezza formale dalla pittura italiana del Rinascimento, Piero della Francesca su tutti, e si mosse inizialmente tra il post-Metafisica e il pre-Surrealismo, senza scordare fenomeni degli Anni Venti come il Realismo Magico e la Nuova Oggettività, movimenti che rispetto alle altre avanguardie di quegli anni preferivano un canone di rappresentazione solo apparentemente anti-moderno.

Balthus, La Rue, 1933 - New York, The Museum of Modern Art - © Balthus © Mondadori Portfolio-AKG Images

Balthus, La Rue, 1933 – New York, The Museum of Modern Art – © Balthus © Mondadori Portfolio-AKG Images

IL REALE SECONDO BALTHASAR KLOSSOWSKI
La rappresentazione del reale da parte del pittore si tinge di connotati onirici e stranianti. Dipinge azioni enigmatiche, atipiche, congelate nel tempo, praticate da figure in pose statiche, che abitano i sobri e misurabili spazi tipici dell’artista, ma che sembrano essere altrove. Una rappresentazione che evoca palesemente la contemplazione e l’ambiguità dell’apparenza, che mette l’osservatore nella posizione impossibile di afferrare una chiave d’interpretazione se non univoca, almeno aperta.
Nell’interno borghese sta accadendo qualcosa che non è facile decifrare. Nella discussa Lezione di chitarra del 1933 (opera non presente in mostra, ma della quale si può osservare uno studio a Villa Medici), tra movimenti nervosi, quasi isterici, vediamo una donna impegnata in un gesto di difficile identificazione. Con una mano, tirandole i capelli, sembra voler punire la giovane seminuda che tiene sulle gambe, come in una Pietà, con l’altra sembra voler suonare uno strumento a corda…
Se il titolo in sé suggerisce solo qualche maliziosa associazione, il tema del dipinto nasconde in realtà gli indizi di un malessere più profondo, un sintomo delle nevrosi dell’uomo del Novecento, un “dramma da camera” vissuto negli stessi anni da alcuni personaggi delle opere di Pirandello.

LA RETROSPETTIVA
Le numerose opere esposte alle Scuderie permettono di conoscere la carriera artistica di Balthus per un ampio arco cronologico della sua attività. Da La strada del 1933 (MoMA) a Il pittore e la sua modella, terminato nel 1981 e oggi al Centre Pompidou.
Fra i temi tipici dell’artista: l’amore per la pittura del Rinascimento, l’infanzia, il paesaggio, il ritratto, la natura morta, le opere letterarie. L’eros, al quale è riservata una dimensione onirica e misteriosa, è onnipresente ed è nudo, come la Verità o come le numerosissime adolescenti che il pittore dipinge. Sono colte in pose e gesti intimi: dormono, si guardano allo specchio, giocano con un gatto, alter ego dell’osservatore e del pittore stesso.
Non si tratta certo di lascivia, bensì di una riflessione sul potere coinvolgente dell’istinto erotico, quella feticistica dimensione umana che conserva mistero e dinamismo.

Balthus, Le Peintre et son modèle, 1980-81 - Paris, Centre Pompidou - © Balthus © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais-Droits réservés

Balthus, Le Peintre et son modèle, 1980-81 – Paris, Centre Pompidou – © Balthus © Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais-Droits réservés

L’ATELIER
Nel 1961 il pittore viene nominato direttore dell’Accademia di Francia di Villa Medici a Roma, nella quale si trasferisce fino al 1977. Si dedica al restauro dei luoghi e nel tempo libero al disegno e alla pittura, lasciandoci La camera turca (Centre Pompidou), importantissima opera che è possibile osservare in mostra a poche decine di metri dalla sala moresca dove la scena è ambientata, visitabile in via eccezionale per l’occasione. La giovane modella giapponese è Setsuko, seconda moglie del pittore dal 1964.
Una cinquantina tra dipinti, disegni e fotografie (come una serie di polaroid scattate da Balthus qualche anno prima di morire), documentano gli anni che l’artista passò a Roma, ma anche gli ultimi della sua vita, quando la sua pittura si fa più rara e monumentale e spesso non è portata a termine. I pochi esempi che ci rimangono denotano l’allontanamento da quella chiarezza formale che è stata sempre la sua cifra stilistica. Adesso, abbandonando l’aspro e tenace realismo, sembra guardare a Francis Bacon, pittore che nel 1977 invitò proprio a Villa Medici.

Calogero Pirrera

Roma // fino al 31 gennaio 2016
Balthus. La retrospettiva
a cura di Cécile Debray
Catalogo Electa
SCUDERIE DEL QUIRINALE
Via XXIV Maggio 16
06 39967500
www.scuderiequirinale.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48725/balthus-la-retrospettiva/

Roma // fino al 31 gennaio 2016
Balthus. L’atelier
a cura di Cécile Debray
Catalogo Electa
ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA – VILLA MEDICI
Viale Trinità dei Monti 1
06 67611
www.villamedici.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48726/balthus-latelier/

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