Dopo 120 anni la storica “The Architectural Review” si appresta ad abbandonare la carta. Tra diciotto mesi sarà solo online?

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Il primo numero di Architectural Review

Il primo numero di Architectural Review

Abbonamenti digitali ed eventi live: sono questi i due cardini sui quali puntare per il prossimo futuro. Ne sembra convito Duncan Painter, CEO di Emap Limited, la società di comunicazione inglese editrice, per il settore architettura, della rivista ufficiale dei professionisti anglosassoni – AJ – The Architects’ Journal – e di The Architectural Review, semplicemente “the world’s favourite architectural media content platform, a truly global resource enjoyed in over 130 countries which offers critical thinking for critical times”. Fondate nel 1895 e nel 1896, entrambe sembrano avviarsi al definitivo passaggio al digitale, un iter da compiersi nel giro del prossimo anno e mezzo, secondo quanto riportato dalla piattaforma dezeen.com. In un lungo editoriale dal titolo eloquente “What is the future of the Architectural Review?”, appena pubblicato, emerge la volontà di continuare ad abbracciare il cambiamento, affiancata da un invito al confronto con i lettori: “With print under threat, now is the time to talk and shape the AR’s future”. E ancora: “In 1913 we used whole-page photographs, reproducing images that were lavish and enlightening. In the post-war period, we fought back against mediocrity. Now we are at another point of change, of opportunity”.
Nonostante il profilo delle riviste coinvolte, l’annuncio non appare come un fulmine a ciel sereno come sarebbe potuto accadere solo pochi anni fa: sulla crisi della carta stampata nel settore architettura ci eravamo già soffermati lo scorso aprile. Tuttavia è lecito fermarsi a riflettere sulla strada che sceglieranno di percorrere ora i competitor: con il web ormai pienamente nella parte del leone nella diffusione dei temi legati all’architettura e un numero imprecisato di potenziali nuovi lettori, tra l’altro non più solo professionisti o insider, i progetti editoriali su carta verso quali orizzonti si indirizzeranno? La risposta è tutt’altro che scontata.

Valentina Silvestrini

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