Biennali d’autunno. Göteborg

Si aggiunge un’altra tappa obbligata al frenetico viaggio tra le Biennali europee. È la Svezia, che sta per alzare il sipario sull’ottava edizione di GIBCA, la Biennale d’arte contemporanea di Göteborg. Curata dalla poliedrica Elvira Dyangani Ose, la rassegna 2015 si preannuncia ad alto contenuto partecipativo.

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Elvira Dyangani Ose - Photo: Attila Urban (2014)

Elvira Dyangani Ose – Photo: Attila Urban (2014)

STORIA E PARTECIPAZIONE: UNA SFIDA PER L’ARTE
Mancano pochi giorni all’apertura ufficiale di GIBCA, la Biennale di Göteborg istituita nel 2001 e giunta all’ottava edizione. Dal 12 settembre al 22 novembre, la sempre più vivace città nel sud della Svezia accoglierà oltre trenta artisti internazionali invitati a dire la propria su un tema caldissimo e quanto mai attuale come quello storico. Nessun italiano tra i partecipanti, ma è decisamente nostrana la fonte di ispirazione attorno a cui si dipana il fil rouge dell’imminente rassegna. A story within a story – questo il titolo della Biennale – propone di guardare alla Storia con uno sguardo mobile, intendendola come una sorta di work in progress, una miniera di possibilità che la avvicinano al concetto di “opera aperta” teorizzato da Umberto Eco. Network di relazioni illimitate e luogo mutevole, la Storia può essere ri-immaginata e raccontata da punti di vista differenti. È questa la sfida che Elvira Dyangani Ose – già curatrice alla Tate Modern di Londra e al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia – ha lanciato agli artisti presenti a Göteborg: riflettere sui criteri narrativi utili a fare della Storia un luogo di partecipazione consapevole.

Santiago Cirugeda /recetas urbanas, Poblenou (2005)

Santiago Cirugeda /recetas urbanas, Poblenou (2005)

UNA CASA PER LE PAROLE
Anche quest’anno il palcoscenico principale di GIBCA sarà il Röda Sten Konsthall, affiancato però dalla vera novità dell’ottava edizione: House of Words (HoW), il padiglione temporaneo ideato da Santiago Cirugeda – Recetas Urbanas in collaborazione con Loulou Cherinet, responsabile del ricco programma di attività multidisciplinari e collettive ospitate da HoW. Costruita con materiali di riciclo e fisicamente contigua al Röda Sten Konsthall, la Casa delle Parole sarà il luogo adatto per sviluppare discussioni e approfondimenti sul complesso tema della rassegna, trasformandosi in una cellula di dialogo tra individui appartenenti a comunità e contesti differenti – locali e internazionali. Uno spazio sociale e pubblico dove concretizzare le dinamiche partecipative innescate dalla stessa Biennale e dove poter mettere in pratica la rilettura della Storia anche attraverso la lente dell’arte.

Nastivicious, Still from The Overture (2015) Courtesy of Nastivicious

Nastivicious, Still from The Overture (2015) Courtesy of Nastivicious

GLI ARTISTI
La forte componente sociale e partecipativa che sembra animare la prossima Biennale svedese si riflette nella poetica degli artisti selezionati dalla curatrice ispano-guineana. Oltre ai già citati Santiago Cirugeda e Loulou Cherinet, anche lo svedese Runo Lagomarsino – presente all’attuale Biennale di Venezia – porterà a Göteborg la propria ricerca sullo storytelling e sulla lettura del passato nell’ottica di una proposta alternativa. La riflessione di Shilpa Gupta sul limite delle classificazioni e sui rischi della censura affiancherà quella dell’inglese Simon Starling sulla necessità di una tecnologia inclusiva e partecipativa, mentre Nastivicious e The Propeller Group traghetteranno il discorso sulla Storia nel contesto della cultura contemporanea. Non mancheranno gli eventi collaterali, a tasso di partecipazione altrettanto elevato. Dal 26 settembre e per un intero mese, Arena 29 – ritrovo culturale per ragazzi dai 16 ai 25 anni – ospiterà le opere realizzate dai giovani utenti e frutto di workshop creativi sugli argomenti della Biennale, mentre le gallerie cittadine estenderanno la loro programmazione ai temi di GIBCA.
Ora bisogna solo attendere il via di una Biennale che pare condividere con le “sorelle” di Kiev e Venezia una palese necessità: usare la Storia per dare nuove risposte al presente e, se possibile, al futuro.

Arianna Testino

Göteborg // dal 12 settembre al 22 novembre 2015
8. Biennale di Göteborg
a cura di Elvira Dyangani Ose
http://www.gibca.se/index.php/en/home

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