Paul Durand-Ruel, il mercante che inventò gli Impressionisti

Una mostra organizzata da Musée d’Orsay, National Gallery e Philadelphia Museum of Art rende omaggio al mercante che scoprì gli impressionisti. Quel Paul Durand-Ruel che, in bancarotta, sbarcò a New York con quarantatré casse di opere.

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Paul Durand-Ruel nella sua galleria, 1910 ca. - photo Dornac

Paul Durand-Ruel nella sua galleria, 1910 ca. – photo Dornac

UN MERCANTE GENIALE E LA SUA MOSTRA
Paul Durand-Ruel (Parigi, 1831-1922) fu colui che per primo capì l’importanza delle mostre personali, della rappresentanza in esclusiva degli artisti, della creazione di una rete a livello globale; fu il pioniere che gettò le basi del sistema galleristico che conosciamo oggi.
Dunque, non ebbe come unico merito quello di scommettere su una nuova arte – l’Impressionismo –, in controtendenza rispetto alla critica e al pubblico, ma fu anche promotore di un nuovo modello di fruizione e vendita di opere d’arte, trasformando irreversibilmente il mercato internazionale a cavallo del Novecento.
Discovering the Impressionists: Paul Durand-Ruel and the New Painting è in corso fino al 13 settembre al Philadelphia Museum of Art, culmine di un anno di viaggio iniziato a Parigi e a Londra, le stesse capitali europee che hanno fatto da sfondo alle prime sfide di questa figura rivoluzionaria.

Installation shot, Discovering the Impressionists: Paul Durand-Ruel and the New Painting, Philadelphia Museum of Art

Installation shot, Discovering the Impressionists: Paul Durand-Ruel and the New Painting, Philadelphia Museum of Art

DURAND-RUEL: TENACIA E UN PIZZICO DI FOLLIA
Nato a Parigi nel 1831, intraprese la carriera di gallerista grazie ai genitori, ereditando un negozio di stampe che con il tempo divenne un punto d’incontro per artisti e collezionisti. Allo scoppio della guerra franco-prussiana nel 1870, Durand-Ruel fuggì a Londra portando con sé le opere con cui diede vita a una galleria in New Bond Street. Qui entrò in contatto con il lavoro di Monet, Pissarro, Sisley, Degas, Renoir, Manet, organizzando numerose mostre nella sua galleria londinese, senza però riscontrare successo, fino a quella memorabile del 1905 alle Grafton Galleries, dove riunì un numero impressionante di opere: trecentoquindici.
Pur attraversando gravi difficoltà economiche, preferì indebitarsi con le banche pur di sostenere il mercato dei propri artisti, acquistando molteplici opere, rimaste invendute per anni. Il gruppo all’epoca non era ancora identificato come un movimento: si trattava di artisti accomunati dal rifiuto verso i Salon ufficiali, in cui Durand-Ruel riconobbe una nuova vitalità su cui scommettere. Quando Nature morte avec pommes di Courbet fu respinto dal Salon nel 1872, Durand-Ruel la comprò e la espose provocatoriamente nella vetrina della sua galleria.
Visionario o incosciente, il giorno stesso in cui conobbe Monet comprò ventitré opere per 35mila franchi.
Pur essendo ormai in bancarotta, Durand-Ruel guardava oltreoceano e nel 1886 sbarcò a New York con quarantatré casse di opere che riuscì a vendere in poche settimane, e l’anno successivo fu contattato dalI’American Art Association di New York per organizzare una mostra dei suoi artisti. L’evento fu un successo, tanto che nel 1887 aprì una galleria anche a New York, sulla Fifth Avenue.

GENEROSITÀ E PLUSVALENZE
Le ottantacinque opere esposte nelle mostre organizzate quest’anno sono solo una frazione delle molteplici acquistate da Durand-Ruel: in vent’anni comprò 12mila quadri, tra cui 1.000 Monet, 1.500 Renoir e 400 Degas, oltre a 200 Manet, 800 Pissarro e decine di Sisley, Cézanne e molti altri.
Oggi il loro valore (economico) è riconosciuto da tutti, ma all’epoca regnava un’incomprensione generale del pubblico e della critica e, nonostante ciò, Durand-Ruel ha costantemente sostenuto finanziariamente – e moralmente – i propri artisti, andando ben oltre al semplice ruolo del mercante, accollandosi talvolta spese mediche, affitti e fatture del sarto, assicurandosi che potessero continuare a dipingere. Opere comprate dall’artista per pochi franchi sono però state vendute decenni dopo a cifre enormemente superiori, come un lavoro di Renoir pagato 1.500 franchi nel 1881 e rivenduto nel 1925 a un collezionista di Chicago per 100mila dollari.

Paul Durand-Ruel ritratto da Renoir nel 1910

Paul Durand-Ruel ritratto da Renoir nel 1910

IL RUOLO STORICO DI PAUL DURAND-RUEL
Paul Durand-Ruel diede vita alla figura del gallerista in un’epoca in cui il mercato dell’arte non esisteva al di fuori dell’ambito istituzionale; un imprenditore determinato e ambizioso, che riuscì a sviluppare mezzi innovativi di promozione, ridefinendo il rapporto tra commercianti e artisti e provando a cambiare la percezione del pubblico. Prima di tutto, garantendo l’accesso gratuito alle sue mostre; inoltre, aprì la propria casa ai visitatori il martedì, quando le gallerie principali erano chiuse, in modo che le sue opere impressioniste potessero esser viste. Prestò grande attenzione verso i cataloghi, introducendo pubblicazioni illustrate e cataloghi ragionati, incaricando inoltre scrittori del calibro di Stéphane Mallarmé, Octave Mirbeau ed Emile Zola per le prefazioni.
Fiducioso nelle potenzialità degli artisti che aveva scelto di promuovere, riuscì a ottenere – seppur sessantenne – quel posto nella storia dell’arte che la scuola di Barbizon e gli impressionisti si meritavano, grazie a un progetto a lungo termine volto a valorizzare il talento di quei giovani nomi esclusi dal sistema. Raggiungendo l’obiettivo di creare un nuovo collezionismo rivolto a loro.

Martina Gambillara

Philadelphia // fino al 13 settembre 2015
Discovering the Impressionists: Paul Durand-Ruel and the New Painting
PHILADELPHIA MUSEUM OF ART
2600 Benjamin Franklin Parkway
+1 (0)215 7638100
[email protected]
www.philamuseum.org

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