Street art a scuola. Mr. Klevra dipinge la facciata dell’Istituto Confalonieri di Campagna. Un’immagine sacra, in memoria di uomini che conobbero il sacrificio

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Mr. Klevra - l’Istituto Magistrale T. Confalonieri, Campagna

Mr. Klevra – l’Istituto Magistrale T. Confalonieri, Campagna

Grigia, squallida, consumata: la palazzina che ospita l’Istituto Magistrale T. Confalonieri, nel centro storico di Campagna (Salerno), non è certo un bel vedere. Condizione comune a  moltissime scuole italiane, che accanto ai problemi di didattica e di governance, fronteggiano l’annoso degrado strutturale. E qui spunta la parola magica: “riqualificazione”. Che è quella dei fondi statali per l’edilizia scolastica, quella che mette insieme servizi, tecnologia, sicurezza ed anche piacevolezza estetica. Spazi belli, confortevoli, solidi e funzionali: la normalità che non c’è.
E la street art, che ruolo ha o potrebbe avere? Sottrarre lo squallore allo sguardo, regalando una nuova pelle a un edificio e un nuovo landmark a un quartiere, è già un gesto forte, persino sovversivo in certi contesti. Farlo porgendo dei significati, coinvolgendo le persone, comunicando il senso di una passione, è qualcosa che va oltre: un esempio di cambiamento e di fiducia. Probabilmente, in una scuola, tutto questo vale di più.

Mr. Klevra - l’Istituto Magistrale T. Confalonieri, Campagna

Mr. Klevra – l’Istituto Magistrale T. Confalonieri, Campagna

Lo sa bene Mr. Klevra, street artist romano noto per la sua rivisitazione di iconografie sacre, con riferimenti all’estetica bizantina: santi, cristi, madonne, aureole e misteriosi calligrammi astratti, restituiti con un segno fresco, incisivo, sintetico e mai retorico. Qui Klevra ha realizzato un dettaglio della Crocifissione di Cristo: una mano, un chiodo, un foro nella carne, la memoria del sacrificio supremo. Impossibile non andare col pensiero alla storia recente di questa cittadina campana, dove, tra il 1940 e il 1943, rimase in funzione un campo di internamento fascista per il confino di profughi ebrei e dissidenti politici. E ancora il riferimento è a figure come Giordano Bruno a S. Antonino, legate alla memoria del luogo, ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, a Teresa Confaonieri, a cui è intitolato l’Istituto, o al teologo Giulio Cesare Capaccio, a cui è dedicato il piazzale antistante: tutte figure che incarnano il senso della battaglia per un ideale, per la giustizia, la libertà o la conoscenza.
Mr. Klevra, prima di realizzare l’opera, ha condotto un workshop con le tre classi al 3° anno, lavorando fianco a fianco con gli studenti. L’intervento, curato da a.DNA collective, fa parte del progetto “URBAN AREA open spaces”, che ha già coinvolto in un percorso creativo con la street art due istituti scolastici di Battipaglia e Ostia.

– Helga Marsala

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