Parlare di critica d’arte nei giorni della Biennale. Accade all’Isola di San Servolo, con il convegno Dicono dell’Arte 2015

Print pagePDF pageEmail page

Ll'Isola di San Servolo

Ll’Isola di San Servolo

Mentre a Venezia tutti gli operatori del settore dell’arte stanno piantando chiodi e spostando pannelli, nei preparativi per le mostre della Biennale che inaugureranno la prossima settimana, c’è qualcuno che ha trovato il tempo per fermarsi proponendo degli approfondimenti teorici sullo stato dell’arte. Quattro sono le chiavi di lettura che verranno proposte in questo ciclo di incontri dal titolo Dicono dell’Arte 2015: la critica, i videogames, la musica e la competenza. Apparentemente slegati sul piano concettuale, questi quattro poli in realtà indagano l’Arte a 360 gradi.
Si parte nei giorni della Biennale dibattendo su cosa è e a cosa serve la critica, quella vera: l’8 maggio un convegno a cura dell’associazione culturale I Martedì Critici, che presenta anche il libro dedicato ai primi 5 anni degli stessi Martedì Critici; Assassin’s Creed e il videogame della storia dell’arte, di scena il 15 giugno; poi, dopo l’estate, si passa a parlare – il 24 ottobre – di come agisce il suono sulle immagini e quanto collabora la musica alla creazione di opere d’arte; infine, come si forma la competenza, il jobs acting in art di ultima generazione, tema dell’incontro del 14 novembre. In concomitanza con le conferenze vengono proposte mostre e performance che ne illustrino a livello “pratico” tutte le implicazioni. Sede degli appuntamenti, l’Isola di San Servolo.

– Chiara Casarin

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • Aurora

    Interessante

  • Whitehouse

    La critica vera??? Dove? Nelle accademie? La critica deve confrontarsi con le persone. Diventare contemporaneamente divulgazione. Ma non ci sono operatori capaci. In italia solo Michele Dantini e Luca Rossi potrebbero fare qualcosa.

    “Contemporaneo è colui che tiene fisso lo sguardo nel suo tempo, per percepirne non le luci, ma il buio.” Giorgio Agamben

  • Sandro

    Ci sono stati fior di critici che non si confrontavano affatto!!
    Sempre la solita solfa del confrontarsi! che barba!!!!
    Il critico deve dire, dire, dire, il confronto è questione moooooooolto relativa, moooolto sopravvalutata.

    • damienkoons

      tante parole, son sempre le cose più facili da fare, lavorare fa sudare e non è shiccc

  • Michele Dantini

    Grazie @Luca. Ero stato invitato, purtroppo non ho potuto prendere parte, anche se l’avrei fatto volentieri. Meravigliosa isoletta lagunare. Cari saluti MD

    • Whitehouse

      Come se Berlusconi organizzasse un convegno per rinnovare e parlare del centro destra. Tendenzialmente le persone che potrebbero contribuire e mettere in discussione, non verrebbero invitate.

      Senza un valore chiaro e metabolizzato dell’arte il sistema vive un’autoreferenzialitá che non porta a nulla.

      • Sandro

        col “valore chiaro e metabolizzato” Caravaggio non lo avresti capito, al tempo!
        l’arte che vale non è MAI “valore chiaro e metabolizzato”, MAI!

        il tuo punto di vista lo capisco: con questa scusa ogni cosa diventa arte
        ma è un problema che conviene tenersi
        GUAI a buttare il bambino con l’acqua sporca!

        • giovanni

          bontà tua che credi che sia possibile che in questa epoca di barbarie possa nascere un Caravaggio.

        • paragoni mele con le pere

          • Sandro

            no no, è l’arte che sta al “valore chiaro e metabolizzato” come le mele alle pere!!
            deo gratias

  • Quest’anno il progetto curatoriale è molto “orale” e vedo che ha attivato una marea di “parole” che come sempre non sai bene che cosa produrranno anche perché oramai sull’arte ci sono oceani pieni di “buone intenzioni”… a parole, ma poi i fatti chi li farà?