La rivoluzione Netflix si abbatte sull’Europa

Netflix programma il lancio globale per il 2016 e fa tremare i protezionisti del cinema europeo. Anche questo succede durante il Festival di Cannes.

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Netflix

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Ted Sarandos, chief content di Netflix, risponde – a chi lo accusa di voler distruggere l’ecosistema del cinema in Europa – che con i servizi offerti dalla piattaforma il cinema europeo avrà una vetrina globale. Harvey Weinstein, anche lui presente alla conferenza, si lancia in sua difesa, definendo la società visionaria e il sistema di sovvenzioni europeo immondizia. “Meglio che la politica usi i suoi soldi per scuole e ospedali piuttosto che per i sussidi al cinema”, dice Weinstein, aggiungendo che Netflix è una scossa per il monopolio del broadcast europeo, come il gruppo francese TF1.
Secondo Weinstein i dati parlano chiaro: in America 1 milione degli abbonati di Netflix guardano film francesi, mentre l’ultimo film che è stato venduto al network statunitense risale a Z di Costa Gavras nel 1970. Di fatto Netflix prende il prodotto europeo su cui il Nordamerica non voleva rischiare.
Non siamo contro i cinema, siamo a favore dei film”, continua Sarandos, “diamo solo la possibilità a chi non vuole muoversi da casa di avere un servizio in più. Siamo anche disposti a un lancio contemporaneo delle pellicole sulla Rete e nelle sale. Vogliamo fare film così belli che la gente sarà disposta a vederli nei cinema, anche se sono online”.
Internet ha modificato il consumo dell’intrattenimento, eccetto che sull’uscita theatrical, sostiene Sarandos, e in Francia Netflix non rilascerà i suoi film prima che venga modificata la legge che prevede una finestra di 36 mesi tra l’uscita al cinema e quella SVOD. Parole sacrosante nel momento in cui lo streaming sta affossando le Pay Tv e il traffico nelle sale.

Harvey Weinstein

Harvey Weinstein

Netflix ha anche intenzione di produrre film a medio budget che in genere risultano perdenti al box office tradizionale per via delle ingenti spese di stampa e pubblicità.
Qui il punto più critico dell’incontro: a chi chiede con quale criterio Netflix sceglierà su quale pellicole investire, Sarandos risponde “data driven hunches”, cioè una combinazione di algoritmi di mercato e di intuizioni del team produttivo e creativo della società in questione.
In Italia Netflix dovrebbe arrivare prima di Natale al prezzo competitivo di 7,99 euro al mese. Sky e Mediaset Premium, che stanno rischiando fortemente la loro leadeship, hanno ancora un po’ per adattarsi al mercato: per ora dispongono di una library nettamente superiore, attorno a 5.000 titoli ciascuno contro i circa 2.000 che il colosso americano prevede di introdurre sul nostro territorio. Anche alcune serie, come House of Cards (prodotta da Netflix), saranno trasmesse da Sky almeno fino alla fine dell’anno per accordi precedenti di distribuzione. Mentre Sky e Mediaset hanno avviato i loro esperimenti di tv online, la resa dei conti ci sarà nel giro di un paio d’anni. Intanto dagli Stati Uniti arrivano dati agghiaccianti sulla perdita di mercato delle pay tv a favore della tv in streaming.

Federica Polidoro

www.netflix.com

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