Arts & Foods. Quando Expo si trasferisce alla Triennale di Milano

Triennale, Milano – fino al 1° novembre 2015. Il cibo e le arti dal 1851 – anno della prima Esposizione Universale, che si tenne a Londra – fino a Expo Milano 2015. Una cavalcata parossistica curata da Germano Celant, per una mostra-monstre.

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Triennale Arts&Foods - Angelo Morbelli (Alessandria,1853 - Milano, 1919),  Asfissia!, 1884

Triennale Arts&Foods – Angelo Morbelli (Alessandria, 1853 – Milano, 1919), Asfissia!, 1884

Dal 9 aprile scorso, la Triennale di Milano si è trasformata nel Padiglione delle Arti Visive e Applicate di Expo, con la mostra Arts & Foods. Rituali dal 1851. Interessante il dato storico: proprio nei pressi, davanti all’Arena, nel lontano 1906 si era tenuta l’Esposizione Universale. Oggi il curatore dei nuovi eventi è Germano Celant (curatore associato: Chiara Spangaro).
Arts & Foods indaga i rapporti fra arte e cibo dal 1851 a oggi. Nel 1851, anno della prima Esposizione Universale a Londra, erano presentate solamente opere scultoree, in quanto la scultura era considerata la regina dei manufatti d’arte. Ora, naturalmente, tutti i campi sono investigati: pittura, scultura, installazione, fotografia, video, ma anche letteratura, moda, cinema, televisione. Si tratta di un’esposizione gigantesca, dalle dimensioni museali, sviluppata su più piani molto diversi tra loro, che si espande anche nel parco con sculture e installazioni. Le opere e gli oggetti provengono da tutto il mondo e sono organizzati in “famiglie”, secondo il percorso ideale del curatore e l’allestimento di Italo Rota, arricchito graficamente da Irma Boom.

Triennale Arts&Foods - Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen, LeaningFork with Meatball and Spaghetti II

Triennale Arts&Foods – Claes Oldenburg and Coosje van Bruggen, Leaning Fork with Meatball and Spaghetti II

Convivono fra loro i generi più disparati in una miscela, oltre che sorprendente per quantità, interessante per qualità. Trapela un’aria di libertà assoluta, che consente al visitatore di scegliere il percorso che preferisce e di focalizzare vari e differenti aspetti del tema dell’alimentazione, dall’antropologico a quello più propriamente artistico-estetico fino allo storico. Ecco quindi opere celebri: i manifesti di Fortunato Depero per la Campari, le bottiglie di Giorgio Morandi, le zuppe Campbell di Andy Warhol, i resti delle tavole imbandite di Daniel Spoerri, l’Ultima Cena di Vanessa Beecroft, i video delle performance di Marina Abramovic. Alcune chicche piaceranno certamente al grande pubblico: i menu futuristi e Masterchef.

Arts & Foods. Rituali dal 1851 – veduta della mostra presso la Triennale, Milano 2015

Arts & Foods. Rituali dal 1851 – veduta della mostra presso la Triennale, Milano 2015

Tra gli itinerari possibili, potrebbe esserci quello dei salutisti: troveranno molta soddisfazione nel vedere gli scheletri realizzati dai Fratelli Chapman mangiare hamburger di Mc Donald’s e bere Coca-Cola, due dei principali sponsor di Expo 2015, nell’opera When the world ends del 2012. Presenti poi star internazionali del calibro di Jeff Koons, Paul McCarthy, Marc Quinn, Tom Sachs, Andres Serrano, Cindy Sherman, ma anche maestri storici come Josef Albers, Roy Lichtenstein, Arman, Mimmo Rotella.
Sono state allestite inoltre sezioni dedicate ai ragazzi con giocattoli, fumetti, modellini, costumi e una serie di 93 opere di Andy Warhol destinate ai più piccoli.
Celant, nei suoi articoli, ci ha abituati a una scrittura molto curata ma di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Il catalogo dell’esposizione, invece, pubblicato da Electa, risulta semplice, scorrevole e di piacevole lettura per il pubblico, atteso e coccolato dalla grande kermesse.

Vera Agosti

Milano // fino al 1° novembre 2015
Arts & Foods. Rituali dal 1851
a cura di Germano Celant con Chiara Spangaro
Catalogo Electa
TRIENNALE DI MILANO
Viale Alemagna 6
02 724341
[email protected]
www.triennale.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43189/arts-foods-rituali-dal-1851/

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  • Paolo Rumi

    ma per favore! è un pasticcio. opere, testimonianze e cattanaglie alla rinfusa. basta che abbiano un pur vago collegamento (e a volte neppure) con il cibo nella storia dell’umanità o nell’immaginario, includendo cannibali e vampiri. visto il tema di EXPO, è proprio il caso di dire “alla cavolo”.non si capisce il senso del progetto, l’ordine delle descrizioni nei cartellini spesso non corrisponde ai pezzi esposti, le opere site specific sono mal commentate, le addette ti inseguono per spiegarle. un’intera sezione della mostra “Cucine&Ultracorpi” è una specie di solaio pieno di elettrodomestici che non si capisce bene cosa siano lì a fare.

    • mattia

      soggettiva visione della visita. io l’ho trovata ben curata, sono uscito dalla triennale soddisfatto

  • E’ una mostra molto antologica, ricca di materiale, soprattutto la prima e la seconda sezione, la parte finale legata al contemporanea forse la zona più debole in quanto molte opere a Milano si erano già viste.

    Nel suo complesso mi è piaciuta, forse sarebbe stato più utile creare sezioni più semplici e meno amalgamate.

    La sezione “Cucine ultracorpi” non è parte dell’Expo ma è la mostra annuale della Triennale funzionale a chi si occupa di design