Ultimi giorni per partecipare al premio d’arte intitolato a Irene Brin. In palio seimila euro per una scultura da collocare nel giardino di Bordighera

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Irene Brin

Irene Brin

Lei è stata una giornalista di costume e scrittrice, affascinante protagonista delle cronache cultural-mondane romane e non solo dal dopoguerra agli anni Sessanta. Con intensi contatti con l’ambiente artistico, che la portarono – assieme al marito Gaspero del Corso – a fondare nel 1946 in Via Sistina la Galleria l’Obelisco, la prima aperta a Roma subito dopo la guerra, vetrina per tanti grandi artisti come Morandi – artista con il quale si inaugurò, Fontana, Burri, Vespignani e stranieri come Matta, Magritte, Gorky, Rothko, Kandinsky. Parliamo di Irene Brin, al secolo Maria Vittoria Rossi: e ne parliamo in occasione del premio d’arte a lei dedicato, per la cui seconda edizione i termini scadranno l’ormai vicinissimo 22 marzo.
Promosso dall’Associazione Culturale Irene Brin di Sasso di Bordighera, con il sostegno della Galleria nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Premio Arte nel giardino di Irene Brin prevede l’assegnazione di un premio in denaro per la realizzazione di un’opera site specific, che entrerà a far parte della collezione dell’Associazione e verrà esposta nel giardino della casa d’origine dell’intellettuale, insieme ai lavori già appartenenti alla collezione, tra cui quelli di Balla, Manuelli e Pierelli. Aperto ad artisti tra i 18 e i 40 anni, senza limiti di sesso, nazionalità o altra qualificazione, il concorso mette in palio un primo premio di 6mila euro, assegnato da una giuria composta da Angelandreina Rorro – curatrice alla Galleria nazionale d’arte moderna e presidente -, Angela Rossi, Rachele Ferrario, Guglielmo Gigliotti e Roberta Cento Croce.

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