Matera ha il suo Museo della Fotografia, intitolato a Pino Settanni: i suoi ritratti di personaggi celebri in mostra a Palazzo Viceconte

Print pagePDF pageEmail page

Pino Settanni, ritratto di Mario Monicelli

Pino Settanni, ritratto di Mario Monicelli

Il nuovo Museo della Fotografia di Matera sorge nel cuore dei Sassi, dentro lo storico Palazzo Viceconte. Uno spazio intitolato a Pino Settanni, celebre fotografo, nato a Grottaglie nel 1949 e scomparso nel 2010 dopo due anni di lotta contro il cancro. Con una sua mostra lo spazio inaugura ufficialmente, il 28 marzo 2015.
Negli anni Settanta Settanni si era trasferito a Roma, dove sfondò grazie ai suoi ritratti di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo: decine e decine di volti noti, fra artisti, registi, attori, intellettuali, di cui coglieva intensità e personalità, piglio e carattere, concentrandosi su primi piani strettissimi e tagli classici, di chiara derivazione rinascimentale. Risale al 1987 la bella collezione di 155 ritratti in nero: figure illustri vestite con abiti scuri, accostati a oggetti simbolici capaci di raccontarne un tratto identificativo, un moto affettivo, un segno biografico o una passione: Andreotti e i campanelli, Fellini e le matite, Sergio Leone e un orologio, Moravia e una valigia, Lina Wertmüller con la macchina da scrivere.

Pino Settanni, serie Sud

Pino Settanni, serie Sud

Settanni conobbe nel ’78 Renato Guttuso, a cui propose di reinterpretare fotograficamente la Sicilia dei suoi dipinti: un dialogo tra opposti contigui, con il colore da un lato e il bianco e nero dall’altro, la vivezza della materia pittorica e la memoria fotografica. Guttuso accettò e gli chiese anche di diventare suo assistente e fotografo personale. Noti sono i suoi intensi reportage dedicati a scorci urbani, paesaggi, volti del Sud, come pure  i servizi realizzati in luoghi lontani, dai Balcani fino a Kabul. A cui si aggiunsero le serie sui Tarocchi e le Allegorie.
Un’ampia selezione dell’archivio di Settanni è adesso presentata in questo nuovo museo, in un percorso antologico – curato da Monique Settanni e Giovanni Viceconte – che abbraccia e illustra la sua lunga carriera.
Efficaci le pagine dedicategli da Vittorio Sgarbi, autore del testo in catalogo: “Settanni si compiace, asseconda il narcisismo dei suoi personaggi, amici cui non chiede un lessico familiare, ma un atteggiamento, una dichiarazione di superiorità, un non equivoco travestimento. Non  c’è gioco, non c’è ironia. C’è esaltazione della personalità. Così Lucia Bosè sembra riprodurre un archetipo di Antonello da Messina, Giuliana De Sio un archetipo di Ingres. Manuela Kustermann rievoca un Parmigianino e Nino Manfredi un caravaggesco spagnolo a Roma. Per Mastroianni non c’è un primo piano, ma una passeggiata al mare d’inverno, un fotogramma di un film di Fellini in cui c’è qualcosa di più dell’esistenza  individuale dell’attore. Robert Mitchum ingombra lo spazio dell’immagine in un primo piano rembrandtiano; Mario Monicelli si atteggia a profeta, convincentemente. E io, nel 1992, mi vedo con una cappa, a metà strada fra un prestigiatore e Mandrake…”.  Un testo misurato e colmo di stima, sigillato dal saluto commosso a un maestro ed amico: In cinquant’anni di fotografia Pino Settanni ha mantenuto la consapevolezza di un classico. Troppo presto se n’è andato”.

– Helga Marsala

Pino Settanni
Opening: 28 Marzo 2015, ore 18
Palazzo Viceconte – Via San Potito 7, Matera

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community