Il miliardario russo Rybolovlev acquista un Modigliani a 118 milioni di dollari. Ma a una festa incontra il venditore e scopre di aver pagato 22 milioni in più: e denuncia l’intermediario Yves Bouvier

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Amedeo Modigliani - Nudo disteso con cuscino blu

Amedeo Modigliani – Nudo disteso con cuscino blu

Immaginate di trovarvi ad un esclusivo party di Capodanno a New York e di scoprire per puro caso di essere stati derubati di 22 milioni di dollari. Siamo solo agli inizi del 2015, ma al momento ci sono tutti i presupposti perché si aggiudichi il titolo di più grande scandalo del mercato dell’arte di quest’anno, e non solo. È quanto accaduto all’oligarca e grande collezionista d’arte russo Dmitry Rybolovlev, noto al grande pubblico per essere il proprietario della squadra di calcio AS Monaco. I fatti sono questi: lo scorso 31 dicembre, Rybolovlev si è ritrovato in compagnia di Sandy Heller, l’art advisor di Steve Cohen, altro miliardario americano da classifica Forbes, quando, tra un bicchiere di champagne e l’altro, la conversazione è caduta sulla vendita messa a segno da Heller del Nudo disteso con cuscino blu di Amedeo Modigliani per 93,5 milioni di dollari ad un anonimo acquirente, senza immaginare fosse proprio il suo interlocutore. Il punto è che Rybolovlev per quell’opera aveva sborsato 118 milioni a quello che sino ad allora pensava essere suo fidato amico, oltre che il suo intermediario nelle compravendite d’arte da dieci anni, Yves Bouvier.
Va bene che quando si possiede un patrimonio a nove zeri, un ammanco di 22 milioni di dollari non dovrebbe costituire un grosso problema, ma Rybolovlev non ha certo chiuso un occhio e il 9 gennaio ha denunciato Bouvier per frode e riciclaggio di denaro. A febbraio, grazie ad un’imboscata tesa dallo stesso magnate russo, l’imprenditore è stato arrestato e poi rilasciato dietro una cauzione da 10 milioni di euro. La notizia ha avuto grande risonanza in Europa e messo in allerta molti altri miliardari e collezionisti che hanno affidato i loro tesori a Bouvier e ai suoi depositi per beni di lusso tax-free, sparsi tra Ginevra, Lussemburgo e Singapore.
Pare che Bouvier agisse con altri due complici, uno dei quali ancora da individuare. Oltre al Modigliani, è venuto poi alla luce che anche un dipinto cinquecentesco di Leonardo Da Vinci, per il quale Rybolovlev avrebbe pagato 127,5 milioni di dollari, fu acquistato da Bouvier per una cifra che si aggirerebbe tra i 75 e gli 85 milioni. Quest’ultimo nega le accuse, sostenendo di aver avuto un ruolo da venditore e non da intermediario e che, di conseguenza, al prezzo di vendita abbia applicato le spese amministrative. L’episodio dimostra ancora una volta come il mercato dell’arte sia spesso torbido e difficilmente tracciabile, soprattutto nel caso delle compravendite tra privati, e che, niente di nuovo, dietro le grandi transazioni monetarie attorno alle opere d’arte non si annidino poi senso filantropico e amore per la cultura, ma avidità e, come in questo caso, se in tribunale le accuse saranno infine avvalorate, illegalità.

Marta Pettinau

 

 

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  • angelov

    E questo stesso mercato dell’arte, ben descritto in questo articolo, è quello che poi necessita della genialità dei vari Hirst o Koons per sostenersi e legittimarsi al meglio…