Re Rebaudengo, Eugenio. E una nuova piattaforma online

Apre ufficialmente oggi, giovedì 10 ottobre. Sta a Londra, ma si può vedere da ogni angolo del pianeta. Artuner, infatti, è una piattaforma online pensata per collezionisti vecchi e nuovi. Si parte con una vendita di opere di Luigi Ghirri, in una mostra virtuale curata da Filippo Maggia. Ne abbiamo parlato con l’ideatore del progetto, Eugenio Re Rebaudengo.

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Eugenio Re Rebaudengo - photo Marcus Dawes

Eugenio Re Rebaudengo – photo Marcus Dawes

Il tuo è un cognome importante nel mondo dell’arte. Quanta parte ha Patrizia Sandretto Re Rebaudengo nella tua decisione di lavorare in questo ambito? E qual è la tua formazione?
Ho avuto il privilegio di crescere circondato da opere di arte contemporanea, poiché mia madre ha iniziato a collezionare all’inizio degli Anni Novanta. La nascita nel 1995 della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo [con le sedi espositive a Guarene d’Alba e nel quartiere San Paolo a Torino, N.d.R.] mi ha permesso di crescere a contatto con molti artisti e di stringere relazioni con curatori, galleristi, direttori di musei e collezionisti di tutto il mondo. L’arte è presto diventata una mia grande passione. Sono poi entrato nel consiglio di amministrazione della Fondazione nel 2008 e ho una speciale attenzione per gli acquisti della collezione.
Mi sono laureato in Economia a Torino e da più di tre anni vivo a Londra, dove è nata Artuner durante il mio master in Management alla London School of Economics and Political Science (dove il progetto è stato premiato come migliore start-up del corso). E nell’ultimo anno ho sviluppato a Londra il progetto, in modo da trasformare in realtà quell’idea e quel business plan.

Artuner: sintonizzarsi su cosa?
Artuner prende il suo nome dalla volontà di diffondere la passione per l’arte contemporanea. Con Artuner vogliamo sintonizzarci sull’arte del collezionare. Il nostro valore aggiunto è l’aspetto curatoriale: proponiamo opere di artisti di qualità e nei quali crediamo fermamente, con l’aiuto di esperti del settore. Artuner si rivolge sia a un pubblico di collezionisti esperti, che possono accedere ad opere attentamente selezionate, sia a chi si sta avvicinando al mondo del collezionismo, dando consigli e fornendo gli strumenti per un acquisto consapevole, sicuro e di qualità.
Il nostro obiettivo è offrire sempre arte di grande qualità e rilevanza, di modo che chi acquisterà frequentemente da Artuner avrà la possibilità di costruire nel tempo una collezione di valore culturale, estetico e, perché no, anche finanziario. Artuner vuole anche rispondere alle necessità del collezionista di oggi, che per ragioni di tempo utilizza sempre più spesso la Rete per visionare, informarsi e accedere in esclusiva alle opere da acquistare. Infatti, il collezionare oggi avviene sempre più frequentemente tramite immagini digitali, quindi Artuner risponde a un fenomeno che si sta già parzialmente consolidando.

Luigi Ghirri - Comacchio, Argine Agosta - 1989 - ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

Luigi Ghirri – Comacchio, Argine Agosta – 1989 – ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

Parlaci dell’investimento e dello staff: quanto costa una start up del genere? Chi lavora con te?
Come in ogni attività, all’inizio ci sono dei costi da sostenere, che vanno dall’infrastruttura tecnologica all’affitto degli uffici, dal personale dipendente ai collaboratori esterni coinvolti nei vari progetti.
Il team è internazionale: un canadese con un master in History of Art a UCL (Londra), una ragazza del Bahrain con quattro anni di esperienza nella più grande investment banking giapponese; i web developer della piattaforma sono di Berlino e in questo periodo abbiamo avuto stagisti italiani, inglesi e tedeschi. Inoltre le varie “curations” (vere e proprie mostre online) sono curate da esperti internazionali del settore. Credo che creare un team internazionale sia molto importante, lavorando sia con artisti che con clienti potenzialmente da tutto il mondo.

Perché scegliere Londra come base?
Londra è la capitale europea dell’arte contemporanea e con New York è la più dinamica e interessante città del mondo per l’arte. Presenta una scena estremamente attiva grazie a musei come la Tate, la Serpentine Gallery, la Whitechapel Gallery e realtà più piccole ma altrettanto importanti come Chisenhale e South London Gallery. Molte sono poi le gallerie, le case d’asta e i collezionisti. L’offerta culturale mi ha spinto a rimanere a Londra dopo il master alla LSE e a fondare qui Artuner.
Comunque l’Italia e Torino in particolare rimarranno sempre le mie radici, la mia casa dove torno regolarmente e dove spero di sviluppare progetti e attività culturali, con una grande attenzione agli artisti italiani, come testimonia la prima mostra di Artuner.

Luigi Ghirri - Soragna, Dalla Statale per Fidenze - 1986 - ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

Luigi Ghirri – Soragna, Dalla Statale per Fidenze – 1986 – ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

La prima mostra/vendita è dedicata a Luigi Ghirri con opere selezionate da Filippo Maggia. Una partenza col botto, per dirla fuori dai denti. Ce la spieghi?
La qualità è alla base di Artuner. Iniziare con un artista straordinario come Luigi Ghirri è stata una scelta naturale, nata insieme a Filippo Maggia. Sono certo che i collezionisti sapranno apprezzare questa selezione di fotografie, straordinarie per la bellezza e l’importanza delle immagini, di dimensioni particolarmente grandi e in un perfetto stato di conservazione (raro per Luigi Ghirri). Trovare questo importante gruppo di lavori è stata un’opportunità eccezionale per iniziare al meglio Artuner.
Sempre più viene riconosciuto a livello nazionale e internazionale il valore di Ghirri, con mostre come alle ultime due Biennali di Venezia e la retrospettiva al Maxxi di Roma, dove sono attualmente esposte anche una decina vintage print come quelle che potranno essere acquistate in esclusiva attraverso il nostro sito.

Tutto il progetto si basa su Internet o avrà anche una ricaduta “fisica”? Vedremo fra qualche tempo una galleria chiamata Artuner?
Vedo in Internet una grande opportunità di realizzare qualcosa di davvero innovativo, presentando opere e sviluppando contenuti esclusivi in un modo aperto e a un pubblico vasto ed internazionale. Artuner non nasce come una galleria fisica, ma vuole offrire un canale alternativo di collaborazione con gallerie e collezionisti privati, presentando regolarmente le opportunità e le opere più interessanti.
Non posso prevedere il futuro, ma ad oggi Artuner è pensato esclusivamente come una piattaforma online. La qualità delle immagini, le funzioni di zoom, la gallery view (dove viene installata tutta la mostra come in una galleria virtuale) e view in a room permettono di acquistare l’arte in maniera consapevole, apprezzando al meglio le opere esposte.
Ritengo che il fattore fondamentale sia sempre la serietà e credibilità delle persone coinvolte nel progetto e la qualità delle opere e degli artisti selezionati. Anche sviluppando un sito online, continuo a credere nell’importanza delle relazioni personali: per questo il mio team e io siamo sempre a disposizione per dialogare e consigliare direttamente chiunque ci contatti via email o telefono.

Luigi Ghirri - Cadecoppi, Dalla Strada per Finale Emilia - 1986 - ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

Luigi Ghirri – Cadecoppi, Dalla Strada per Finale Emilia – 1986 – ® Estate of Luigi Ghirri/ARTUNER

Torniamo al presente: quando parte il tutto?
Dopo un periodo di intenso lavoro, siamo finalmente pronti a partire. Artuner oggi [giovedì 10 ottobre, N.d.R.]… siete tutti invitati a visitare il sito e a registrarvi come membri della nostra community!

Marco Enrico Giacomelli

http://www.artuner.com/

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  • Riguardo al collezionismo l’innovazione non sta nel display ma nelle ragioni e nelle motivazioni. Perchè Luigi Ghirri viene 5-10mila sterline??? Per le solite ragioni che conosciamo bene…

    Il punto è rivitalizzare e mettere in discussioni queste ragioni…un sito di questo tipo è solo un modo intelligente e prevedibile per risparmiare i costi di una galleria normale…non vedo innovazione.

    La novità sarebbe frapporsi tra collezionista e gallerista e porre domande semplici. Ma non parlerei di innovazione quanto di consapevolezza.

    http://whlr.blogspot.it/2012/11/excursus.html

  • Ri.Chi.

    Non ha risposto al proposito dell’investimento.
    Tough roots.

  • zia Nene

    Quando sei nato ti ho preso in braccio e ti ho cantato AVRAI di CLAUDIO BAGLIONI.