Valle d’Aosta: scende in pista la cultura

La Valle d’Aosta è cultura. Una delle Regioni più rinomate per il turismo invernale, ammirata per la sua natura incontaminata e per le sue vette innevate, reinterpreta se stessa scegliendo la cultura come chiave di sviluppo del proprio territorio.


Margarethe Drexel per Sveart 2012

Margarethe Drexel per Sveart 2012

In un periodo di crisi economica, in cui la cultura è stato uno dei primi settori che ha risentito dei tagli alla spesa pubblica, la Valle d’Aosta ha fatto una scelta controtendenza. Ha scelto di “restituire” alla comunità locale e ai numerosi turisti la più ampia accessibilità possibile al patrimonio culturale, operando straordinari interventi di recupero di monumenti simbolo, come il Teatro Romano di Aosta, e valorizzando castelli, dimore storiche e siti archeologici.
“Restitution”, ovvero la filosofia che guida la politica valdostana, non è tuttavia solo riscoperta delle memorie di un’antica identità; è anche una ricca offerta di proposte culturali innovative e di qualità capaci di attirare l’attenzione della comunità locale e dei turisti tutto l’anno. Mostre con nomi di rilievo, quali Giorgio de Chirico e Wassily Kandinsky, affiancate dalle esposizioni di artisti locali, hanno riscosso grande successo durante il periodo estivo. La recente inaugurazione del Castello Gamba di Châtillon, una nuova realtà museale dedicata all’arte moderna e contemporanea, è stata accompagnata dalla scelta di esporre prestigiose collezioni e da una ricca proposta di attività didattiche per avvicinare la comunità all’arte.

Si è inoltre conclusa da poco la prima edizione di SVEART – Premio Biennale di Arte Europea, che ha visto convogliare nel cuore della Valle d’Aosta, a Saint-Vincent, 50 giovani artisti provenienti da 25 Stati europei, selezionati dalle rispettive Accademie di Belle Arti. Un evento unico in Europa sulla nuova arte e sui nuovi artisti emergenti, che ha visto la Regione al centro di un processo di scambio e di libera circolazione di idee e talenti.
Storia, arte, cultura e tradizioni locali declinate in un paesaggio ameno e ricco di testimonianze di un’antica identità tutta da riscoprire: sono l’investimento per il futuro della Valle d’Aosta. Passato e presente, internazionale e locale sono i continui piani su cui si muovono manifestazioni artistiche uniche, capaci attrarre nuovi flussi turistici e riattivare l’economia locale.

Stefano Monti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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