Guida ai piccoli musei dei mestieri e dell’artigianato in Italia. Elenco dei più curiosi tra orologi ferroviari, giostre, tappeti e marionette
Il nostro viaggio a puntate tra i piccoli musei d’Italia fuori dalle rotte turistiche più inflazionate prosegue alla scoperta delle raccolte museali che raccontano l’identità culturale dei territori attraverso i mestieri che li hanno plasmati
Mentre c’è chi stila persino un vademecum per visitare monumenti e siti culturali d’Europa più noti nei momenti meno congestionati della giornata o della settimana, così da limitare i disagi di un’esperienza turistica che spesso diventa esercizio di resistenza fisica, prosegue il nostro viaggio a puntate tra i piccoli musei d’Italia. Dopo il focus sui musei della scrittura e l’approfondimento dedicato alle case d’artista, ecco una guida ai musei nati per restituire la storia di lavorazioni e tradizioni artigianali, punto di partenza per scoprire l’identità culturale di territori non necessariamente inclusi nelle principali rotte turistiche.
Il Museo dell’Orologeria Pesarina a Pesariis – Friuli Venezia Giulia

In Val Pesarina, nella Carnia Friulana, l’orologeria è una pratica diffusa già dal Seicento. Dapprima per scandire il tempo delle attività agricole, con la realizzazione di orologi in legno e in ferro battuto, meridiane e arguti meccanismi acquatici per scandire le ore della giornata. Poi, nel Settecento, con la costruzione di orologi da campanile di alto artigianato; e ancora, nei secoli successivi, con l’accelerare di una produzione industriale che nel corso del Novecento trovò sfogo principalmente nella realizzazione di orologi per le stazioni ferroviarie (a Pesariis, nel 1948, lo stabilimento Solari inventò l’orologio a palette). Nella valle del tempo, come è stata ribattezzata in tempi recenti, la frazione di Pesariis (in provincia di Udine) si caratterizza per le sue case in sasso, circondate dalle montagne. E prima di arrivare all’esposizione museale, i visitatori scoprono un museo diffuso all’aperto passeggiando per le vie del paese, dove rintoccano 15 orologi monumentali, diversi uno dall’altro: l’orologio a scacchiera e quello a vasi comunicanti, il calendario perpetuo gigante e il carillon, la meridiana settecentesca e l’orologio dei pianeti. In estate, nel 2026 fino al 13 settembre, si visita anche il Museo dell’Orologeria, che accoglie oltre un centinaio di orologi, di varie epoche e provenienze, partendo dalla ricostruzione di orologi del Quattrocento per giungere ai moderni orologi-indicatori.
Museo dell’Orologeria Pesarina
Pesariis, 68 – Prato Carnico (UD)
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Museo dello Spazzacamino a Santa Maria Maggiore – Piemonte

In Valle Vigezzo, collegamento tra uno dei più incontaminati ecosistemi alpini piemontesi e il Canton Ticino, il Museo della Spazzacamino rappresenta il luogo della memoria di un mestiere antico che ha caratterizzato a lungo la storia locale. Ospitato nel parco di Villa Antonia, ex dimora di pittori ed orafi a Santa Maria Maggiore, il museo ricostruisce il ruolo di una figura che iniziò a essere richiesta già nel Trecento, per prevenire gli incendi che divampavano di frequente nelle abitazioni. La Valle, per la storia secolare legata a questa professione, fu spesso riportata nelle carte geografiche del Cinquecento come Valle degli Spazzacamini: da queste montagne generazioni di emigranti spazzacamini partirono verso Francia, Germania, Austria e Olanda sostenendo grandi sforzi e sacrifici. Una dinamica cui si lega, soprattutto nell’Ottocento, la piaga dei bambini spazzacamino, piccoli e agili nel calarsi nei comignoli e dunque molto richiesti, costretti per le poverissime condizioni economiche delle loro famiglie a intraprendere, ogni inverno, un lavoro massacrante a centinaia di chilometri da casa. Il museo, attraverso un’area espositiva al piano terra e un percorso interattivo al primo piano, espone divise da lavoro, antichi attrezzi, biciclette d’epoca, stampe, quadri e suppellettili, guidando il visitatore attraverso pannelli didattici, suoni, rumori.
Museo dello Spazzacamino
Piazza Risorgimento, 28 – Santa Maria Maggiore (VB)
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Museo storico della giostra e dello spettacolo popolare di Bergantino – Veneto

Sono gli spazi del gioco e della fantasia a indirizzare il percorso tra i “luoghi dell’altrove” ricostruiti all’interno del Museo di Bergantino, centro di ricerca unico nel suo genere in Italia, che si occupa del complesso mondo culturale dello spettacolo itinerante di piazza. Il viaggio nei secoli è suddiviso in tre periodi storici: la Fiera-mercato medievale e rinascimentale; il Parco divertimenti dell’Ottocento con i suoi tradizionali spettacoli itineranti (il Teatro delle maschere, il Teatro dei burattini e delle marionette, il Circo equestre, le prime giostre ottocentesche mosse a mano); la nascita del Luna Park ipertecnologico di oggi con le sue vertiginose attrazioni. Il museo, nato nel 1999 nella cittadina dell’Alto Polesine, ha sede nel settecentesco Palazzo Strozzi. E la scelta di Bergantino non è casuale: il paese è legato da molti decenni alla tradizione dello spettacolo viaggiante e al mondo della Fiera e del Luna Park.Nell’Alto Polesine sono concentrate molte delle industrie italiane che producono attrazioni per i parchi di tutto il mondo: la giostra è dunque, per il territorio, un prodotto d’eccellenza di carattere economico, culturale e artistico, fonte di lavoro e di benessere sociale.
Museo storico della giostra e dello spettacolo popolare
Via Vittorio Emanuele II, 15 – Bergantino (RO)
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Museo Internazionale della Calzatura di Vigevano – Lombardia

Vigevano è stata a lungo la capitale italiana, e in alcuni momenti anche mondiale, della calzatura. E il museo istituito negli Anni Cinquanta dallo storico vigevanese Luigi Barni – dedicato a Pietro Bertolini, donatore di un’importante collezione di calzature provenienti da tutto il mondo – è ospitato dal 2003 all’interno del Castello Sforzesco della cittadina lombarda. Oggi conserva calzature rappresentative dell’evoluzione nelle diverse epoche storiche, in quattro sale e una galleria in cui sono esposte anche collezioni provenienti da donazioni e prestiti di aziende e stilisti del settore. Alla prima sezione, la Stanza della Duchessa dove è esposta la pianella di Beatrice d’Este ritrovata proprio nel castello, seguono la sezione storica, il focus dedicato a Stilisti e Designer, la sezione ribattezzata Etnica e Wunderkammer, quelle tematiche per Personaggi famosi, Aziende storiche, Bottiers parigini. Chiude il percorso l’approfondimento storico sul tacco a spillo: dopo la nascita delle prima scarpe con il tacco a spillo in legno, gli artigiani di Vigevano idearono la soluzione di realizzare l’estremità del tacco in alluminio, più resistente, che permise di produrre tacchi alti fino ai 12 centimetri. Il prototipo di questo primo tacco è ancora esposto al Museo.
Museo Internazionale della Calzatura
Castello di Vigevano, Piazza Ducale, 20 – Vigevano (PV)
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Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano – Umbria

Poco fuori dall’abitato di Marsciano, le antiche fornaci di Compignano e San Fortunato documentano la produzione preindustriale di laterizi sul territorio perugino. Del resto, Marsciano è il principale centro di produzione di laterizi in Umbria, città costruita interamente in mattoni. E il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte, ospitato dal 2004 nel trecentesco Palazzo Pietromarchi si propone di ricostruire questa storia, esponendo laterizi di diversa provenienza e funzione: i mattoni, le tegole e i materiali per l’edilizia in genere, ma anche le terrecotte decorative e di uso comune che hanno contraddistinto la produzione documentata nell’area comunale dall’età romana a oggi. L’esposizione illustra anche le trasformazioni sociali e demografiche legate a questa attività, con particolare riguardo alle fasi della lavorazione che hanno caratterizzato la produzione preindustriale e quella industriale del luogo. In estate aperto solo dal venerdì alla domenica.
Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte
Piazzetta San Giovanni, Marsciano (PG)
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Museo delle Marionette Antonio Pasqualino a Palermo – Sicilia

La tradizione dei pupi siciliani incontra al Museo delle Marionette fondato nel 1975 dal medico e antropologo Antonio Pasqualino testimonianze legate alla produzione e alla messa in scena di marionette in arrivo da tutto il mondo. Oltre a custodire la tradizione locale che narra delle Crociate e dei Paladini di Francia, e a tenerla viva con l’allestimento di spettacoli dal vivo, il museo si spinge quindi oltre il particolarismo locale, inserendo l’opera dei pupi nell’ampio quadro internazionale del teatro di animazione. La collezione permanente si compone di oltre cinquemila pezzi, fra marionette, pupi, burattini, ombre, attrezzature sceniche e cartelloni in arrivo dai cinque continenti. Ma il percorso propone anche opere d’arte contemporanea realizzate per tre spettacoli che tra gli anni Ottanta e Novanta furono prodotti dal Museo internazionale delle marionette: le scenografie di Renato Guttuso utilizzate nello spettacolo Foresta-radice-labirinto di Italo Calvino, regia di Roberto Andò (1987); le marionette e macchine sceniche realizzate dall’artista e regista polacco Tadeusz Kantor per lo spettacolo Macchina dell’amore e della morte (1987); e i pupazzi di Enrico Baj realizzati per lo spettacolo Le bleu-blanc-rouge et le Noir dell’Arc-en-terre di Massimo Schuster.
Museo della Marionette Antonio Pasqualino
Piazzetta Antonio Pasqualino, 5 – Palermo
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MURATS Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda a Samugheo – Sardegna

Il MURATS è nato agli inizi degli Anni Duemila per valorizzare l’arte tessile sarda, dalle radici materiali e immateriali del passato alle sperimentazioni contemporanee. A Samugheo, nell’Oristanese, l’arte tessile è stata nei secoli architrave economica, sociale e identitaria della comunità. E ancora oggi costituisce una voce importante dell’indotto economico. Il museo si raggiunge all’ingresso del paese, in un edificio progettato e realizzato ex novo per rispondere a specifiche esigenze museali, con aree espositive, laboratori didattici e una biblioteca. La collezione, che spazia dalla fine del Settecento a oggi, comprende tappeti, arazzi, lenzuola e coperte, biancheria per l’uso quotidiano, teli destinati ad attività domestiche come la panificazione, ma anche abiti da sposa e per la vedovanza, abiti da lavoro e delle feste. Oltre a un corpus contemporaneo di tappeti realizzati in collaborazione con designer e artisti internazionali, ispirati dalle tradizioni dell’isola. Mentre la biblioteca conserva un piccolo patrimonio librario di testi e riviste dedicate all’artigianato storico, artistico e di design della Sardegna e all’arte contemporanea, in particolare alla fiber-art e alle produzioni connesse all’ambito tessile.
Museo Unico Regionale Arte Tessile Sarda
Via Bologna – Samugheo (OR)
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Livia Montagnoli
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