5 proposte di viaggio contro l’overtourism: architettura, archeologia, natura e mobilità lenta
Non sempre il viaggio più interessante coincide con la meta più famosa. Tra natura, architettura, archeologia e cammini, cinque proposte per partire fuori dalle rotte più battute, in Italia e dintorni
Nell’Italia che si conferma meta molto amata per il turismo culturale, individuare rotte alternative alle classiche città d’arte o alle destinazioni più ambite può rilevarsi la scelta giusta non solo contro l’overtourism, ma anche per contribuire a ripartire in modo più equilibrato costi e benefici per i territori visitati. Qui cinque idee che invitano a spostare lo sguardo, in Italia e dintorni.

La Toscana dell’acqua dolce
La Toscana non è solo città d’arte e spiagge della Maremma e della Versilia. C’è un altro volto da esplorare seguendo il corso di fiumi e laghi, tra canyon, piscine naturali e percorsi da affrontare a piedi, in kayak o in SUP. In Garfagnana, l’Orrido di Botri, il canyon più spettacolare della regione, si percorre con guide alpine autorizzate tra pareti che raggiungono i 200 metri d’altezza. Nei pressi di Bagni di Lucca, storica località termale, il torrente Lima forma la Laguna Blu, meta ideale per un bagno nelle sue acque cristalline. Lungo il Sentiero Elsa, tra Colle di Val d’Elsa e San Gimignano, pozze, cascate, e tratti di river trekking si alternano per oltre quattro chilometri. In Maremma, il Masso delle Fanciulle, sul fiume Cecina, offre piccole cascate e spiaggette naturali, mentre il Lago di Bilancino, nel Mugello, è il punto di riferimento per vela, kayak, SUP e percorsi ciclabili lungo le rive. Un itinerario che racconta una Toscana meno conosciuta, dove l’acqua diventa la protagonista del paesaggio.

Il Sannio beneventano, la Campania che non ti aspetti
Chi pensa alla Campania immagina Napoli, la Costiera Amalfitana e le isole del Golfo. Il Sannio beneventano offre invece un volto meno conosciuto della Regione, da esplorare tra archeologia, colline, vigneti e i paesaggi del Matese. Benevento custodisce l’Arco di Traiano e il Teatro Romano ed è legata alla leggenda delle janare, le streghe che, secondo la tradizione popolare, si riunivano sotto il celebre albero Noce della città. Poco distante, il Castello di Montesarchio ospita il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino con il Cratere di Assteas, capolavoro della ceramica magnogreca. Sant’Agata de’ Goti, arroccata su uno sperone di tufo, e Cerreto Sannita, ricostruita dopo il terremoto del 1688 secondo una pianta a scacchiera e nota per la sua tradizione ceramica, raccontano due volti del territorio. Verso il Matese, Cusano Mutri è la porta d’accesso a sentieri e gole, mentre Guardia Sanframondi abbina l’antica tradizione dei Riti Settennali in onore dell’Assunta a una vocazione vitivinicola che trova nell’azienda La Fontanavecchia uno dei suoi interpreti più rappresentativi. Infine, a Pietraroja, il Parco Geopaleontologico conserva il fossile di “Ciro”, il primo dinosauro scoperto in Italia, quasi completo.
Cammino del Normanno, la Calabria passo dopo passo
Quando si parla di cammini, il pensiero corre subito a Santiago o alla Via Francigena. Eppure l’Italia ospita una rete capillare di cammini storici e religiosi. In Calabria si raggiunge l’itinerario premiato con la Menzione Speciale, sezione “Cammini”, agli Oscar Italiani del Cicloturismo 2026. Il Cammino del Normanno si sviluppa per 141 chilometri in otto tappe, collegando Capo Vaticano, sul Tirreno, a Monasterace, sullo Ionio, attraverso il Parco naturale regionale delle Serre. Lungo il percorso si attraversano 20 Comuni e si incontrano luoghi come l’insediamento rupestre di Zungri, Mileto con il suo museo archeologico, la Certosa di Serra San Bruno, Stilo con la Cattolica, tra i più importanti esempi di architettura bizantina in Italia, e Monasterace, costruita sull’antica Kaulonia, colonia della Magna Grecia. Lungo l’itinerario è possibile timbrare il Passaporto del Viaggiatore, che si trasforma in un vero diario di viaggio. Il tracciato è interamente segnalato e sul sito del cammino sono disponibili mappe, tracce GPS, strutture ricettive e servizi per organizzare ogni tappa. Un itinerario che tocca due mari e racconta una Calabria lontana dalle sole spiagge.

Lugano, la Svizzera da vivere all’aria aperta
Risalendo a nord, appena superato il confine, per molti Lugano è sinonimo di banche e finanza. In realtà il territorio è una delle destinazioni outdoor più complete della Svizzera italiana, con oltre 900 chilometri di sentieri e 400 chilometri di percorsi per mountain bike, a cui si aggiungono itinerari gravel e passeggiate panoramiche. Il lago è il filo conduttore del viaggio, tra i vicoli di Gandria, antico borgo di pescatori raggiungibile anche in battello, e Morcote, affacciato sull’acqua. Chi ama camminare può percorrere la traversata tra Monte Tamaro e Monte Lema, oppure raggiungere con gli impianti di risalita il Monte Brè e il Monte San Salvatore, due dei belvedere più spettacolari della regione. Sul Monte Tamaro, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, progettata da Mario Botta, si inserisce nel paesaggio ed è una delle tappe dell’Architour, l’itinerario dedicato all’architettura contemporanea che attraversa anche il centro di Lugano.

In camper, la libertà di cambiare strada. Pensando alla sostenibilità
Non una destinazione, ma un modo di interpretare il viaggio, partendo in camper, per andare controcorrente. Il camper permette di viaggiare senza prenotazioni, modificare l’itinerario in qualsiasi momento, muoversi tutto l’anno e raggiungere mete meno conosciute, a contatto con la natura. Una modalità che può essere anche più sostenibile. Secondo uno studio dell’Istituto Sant’Anna di Pisa, la vacanza in camper, caravan e van produce il 30% in meno di emissioni di CO₂ rispetto a un viaggio che combina auto e albergo, oltre a ridurre il consumo di risorse naturali e idriche. Tra gli itinerari suggeriti dall’Associazione Produttori Caravan e Camper ci sono Doolin, villaggio sulla Wild Atlantic Way, in Irlanda, celebre per le scogliere di Moher, la musica tradizionale e le escursioni verso le isole Aran; Praia da Tocha, borgo di pescatori portoghese immerso tra pinete, dune e lunghe spiagge atlantiche, e Bidart, nei Paesi Baschi francesi, affacciato sull’oceano, dove alternare spiagge amate dai surfisti e sentieri panoramici lungo la Corniche Basque.
Luisa Taliento
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