Due “sottoculture”, ovunque in ascesa, entrano in una istituzione museale una accanto all’altra. Per rendere più comprensibile il senso di partecipazione allo spazio pubblico nell’era contemporanea.

L’ultimo atto del Wien Museum in Karlsplatz, prima della chiusura per lavori di ristrutturazione e sopraelevazione, è un evento che va sotto il nome di Take Over, una presa in consegna del luogo da parte del pubblico. Beninteso, guidata e articolata dall’alto. Sale svuotate delle opere e utilizzate come laboratorio fenomenologico per Street Art e Skateboarding. Fenomeni che al loro apparire erano percepiti con fastidio, in bilico tra creatività e distruttività, tra vandalismo e arte, finché oggi hanno assunto lo status di manifestazioni culturali pop, viste come fattori dinamici della vita urbana. Ed è perfino logico che a Vienna l’affermarsi di tali esperienze abbia trovato accoglienza nel più “viennese” dei musei cittadini giacché, per l’appunto, il Wien Museum è in modo ampio il custode della storia del proprio contesto socio-culturale, in tutte le sue forme, dal neolitico ad oggi.

LA SCANSIONE DELLA MOSTRA

Con Take Over l’interno dell’edificio è stato diviso in zone d’azione, allestite con tocco scenografico: al pianterreno è stata installata la Skate-Area, tappezzata ad arte e con vecchi mobili trasformati in elementi tipici di uno skate park, con relativa tribunetta d’osservazione; sempre al pianterreno c’è anche l’area graffitara predisposta e definita come DIY (Do It Yourself), le cui pareti sono a disposizione di artisti del settore, di aspiranti tali e di gente comune.
Il primo piano, invece, è un’area riservata, una Hall of Fame per ospitare una trentina di “clandestini” talentuosi, gli autentici specialisti dell’arte urbana che hanno saputo elaborare un linguaggio proprio che li identifica. Firmano le opere con pseudonimi come Busk, Ruin, Thomas Mock, Skirl, Chinagirl Tile, Shue, Junek, Cane, Emanuel Jesse, Frau Isa, Knarf. Sono pionieri di un genere a cui ora viene riconosciuto il merito di aver dato risalto e carattere ai muri di numerosi percorsi della città di Vienna.

Street Art & Skateboarding. Exhibition view at Wien Museum, 2019
Street Art & Skateboarding. Exhibition view at Wien Museum, 2019

STREET ART ANTI-ECOLOGICA?

“C’è molto da scoprire e da fare”, recita il motto promozionale della manifestazione, curata da Karina Karadensky e Christine Koblitz. Quindi, “Please, join us!”. Oltretutto vi si tengono lezioni di skate e perfino workshop sulle varie tecniche della street art.
Ma infine – ci si potrebbe chiedere – in tempi di rigorosa raccolta differenziata, dove gettano le loro “pistole fumanti”, i graffitari? Beh, dando uno sguardo alla toilette del museo, una specie di risposta l’abbiamo avuta, e pare proprio un messaggio in codice indirizzato al “catastrofico” Duchamp.

– Franco Veremondi

Vienna // fino al 1° settembre 2019
Take Over. Street Art & Skateboarding
a cura di Karina Karadensky e Christine Koblitz
WIEN MUSEUM
Karlsplatz 8
www.wienmuseum.at

 

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.