Carrara è certamente una meta adatta dove trascorrere le vacanze estive. Grazie a una leggendaria tradizione artistica che affonda le radici nel marmo e a mostre che guardano sia maestri come Antonio Canova sia alla creatività contemporanea.

Se siete stanchi di tuffi, mare e sabbia mentre i bimbi strillano sulle spiagge della Versilia, una capatina a Carrara potrebbe costituire un perfetto diversivo grazie al quale abbinare arte, cultura e buona gastronomia. La prima tappa obbligata è senza dubbio Colonnata per le prelibatezze locali, un calice di vino rosso del Candia DOP e ottimo lardo adagiato su una fettina di focaccia appena sfornata dalla Locanda Apuana o da Mafalda. Pochi chilometri più sotto, il centro è caratteristico e ameno, ricco di bei palazzi con decorazioni marmoree dappertutto, e Cibart offre gastronomia tipica qualificata con oggetti moderni e ricercati in marmo e preziose ceramiche da portarsi a casa. Lo si trova nella splendida Piazza Alberica, dove, alla fontana, ci si può ritemprare dalla canicola estiva, almeno dai tempi in cui D’Annunzio cantò la città, i suoi rocciosi monti carichi di pregiatissimo marmo bianco statuario e il mare sullo sfondo. Una regione baciata dalla fortuna, dal punto di vista paesaggistico e del patrimonio di cultura e storia. E quindi non stupisce che Carrara sia divenuta qualche anno fa Città Creativa UNESCO, insignita di tale merito per il valore indiscusso dei suoi “Arts and Crafts”, malgrado si vociferi e si gridi allo scandalo per gli immensi quantitativi di sassi e scaglie portati via ogni anno.
Le due mostre attualmente in corso in città si inseriscono in questo percorso di valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni più alte, quella della lavorazione artistica del marmo in primis, eccellenza del made in Italy.  Va poi vista la grandezza e potenza delle cave di antica dinastia, Lazzereschi, Corsi, o blasonatissime e immense come le Michelangelo, nel bacino di Torano, in un tour che mozza il fiato e richiama ogni anno nella cittadina all’ombra delle Apuane le migliori menti creative del nostro tempo: fotografi e giornalisti, artisti, designer, architetti, modelle e case di produzione cinematografica, per tutti la visita a Carrara è un must. Il Centro per le Arti Plastiche si trova a est, proprio sopra gli antichi e famosi Laboratori di Scultura di Carlo Nicoli, mecca dell’arte da oltre duecento anni. Da qui la città si percorre in una ventina di minuti per raggiungere, a ovest, la bellissima Villa Fabbricotti, che è immersa in un parco ricco di sculture ambientali scelte da Giuliano Gori per la Biennale da lui curata, e dove un paio d’anni or sono si è insediato il Museo Carmi a seguito di un restauro accurato e atteso per quasi un secolo, restituzione importante per la cittadinanza e occasione unica, per lo straniero, per avvicinarsi alla civiltà del marmo.

La Fiaba di Amore e Psiche. Frame © MagisterArt
La Fiaba di Amore e Psiche. Frame © MagisterArt

CANOVA IN MOSTRA

Qui la mostra Canova. Il viaggio a Carrara documenta la presenza in città del maestro del Neoclassicismo per l’acquisto di materiali di primissima scelta, marmi purissimi e cristallini o venati e ancor più belli, nei quali incarnare le forme eleganti e affusolate di veneri, figure mitologiche tutte ispirate a nobile semplicità e quieta grandezza. L’Accademia di Belle Arti lo aveva nominato Professore Onorario proprio come oggi il tributo arriva a Maurizio Cattelan e Jeff Koons, allo scopo di fidelizzare i più grandi geni del contemporaneo alla città, all’istituto e ai suoi laboratori. Nelle sale al pianterreno ecco visibili gessi originali in prestito dall’Accademia o dalla Gipsoteca di Possagno, cinque in tutto le opere in esposizione, ma corredate di un imponente impianto didattico multimediale, strumentazione alla quale il museo stesso non è nuovo. E allora cosa sono quei chiodini sparsi sulle superfici delle maquette? Les points de repère servivano e servono agli artigiani a riprodurre i gessi in marmo, dato che, per qualità, e per fortuna, qui non si vive di sola robotica. E i gessi sono indispensabili, e prima di loro la creta, per studiare le forme, pena il rischio di guastare un blocco di difficile reperibilità, costoso. Ma, in definitiva, il marmo è pur sempre eterno, e oggi come oggi vale molto di più della plastica e di tutte le resine sintetiche che spopolavano sino a qualche anno fa. L’acquisizione più lodevole è senz’altro il rinvenimento di lettere siglate Antonio Canova fra i materiali d’archivio del Marchese Sarteschi a Sarzana, con cui possiamo immaginare lo scultore delle Tre Grazie fra le sale del fastoso e centralissimo Palazzo Del Medico, ove il maestro soggiornò in attesa di vedere i marmi commissionati alla cava e partire con una nuova avventura nella creazione.

STUDI APERTI AL CAP

Attraversando il bosco, si ridiscende verso il centro, allietati dall’ombra dei fitti arbusti, oltre il dipartimento di scultura con il professor Balocchi all’aria aperta, pilastro dell’istituto dall’immancabile pipa in bocca, e in un battibaleno si arriva al CAP. Qui veramente si tocca con mano tutta la vitalità artistica di questo paesone ormai spopolato eppure affascinante, che ha saputo diventare meta di attrazione turistica e di specialisti nella creazione. La mostra  Carrara Studi Aperti WIP @ CAP  rileva l’attività di oltre duecento artisti che hanno scelto la capitale del marmo per condurre sperimentazioni e ricerche nel campo del design, della grafica, nella fotografia e nella ceramica, molti con studi e atelier – ottanta all’incirca quelli a oggi censiti attraverso una manifestazione, Studi Aperti, che va avanti dal 2013 quando lo scultore di origini franco-serbe Zoran Grinberg lanciò a un gruppo di amici l’idea di fare come nella Ville Lumière, dedicare un paio di giorni l’anno all’apertura degli studi, creando una mappa con cui il visitatore potrà recarsi e fare talent-scouting. Fu un grandissimo successo sin dalla primissima edizione e, dopo sei anni e col passaggio di mano all’Associazione Culturale APS Oltre, continua a crescere in vastità ed entusiasmo. Proliferano gallerie, fondazioni e negozi d’arte come Tabularasa, senza che la città perda la propria autenticità svilendosi in boutique. Lo studio di Fabrizio Lorenzani e Verena Mayer-Tasch, Alnassar, ma anche Bobo, Natalia Caprili, Enrica Pizzicori, e tanti, tantissimi altri, colorati e bianchi di polvere sospesa e atterrata, da due o tre generazioni Giananti Ornamento, e il taoista zen Robert Gove presso il grandissimo californiano Manuel Neri, il minimalista elegante e aspro della West Coast Bo Allison, il barocco emiliano Oliviero Bertolaso e Roberto Bianchi, editore d’arte e gallerista specialista nello scoprire perle pure dal lontano Oriente, segnatamente dalla Corea del Sud che sbarca qui ogni anno: tutti apriranno portoni e saracinesche ai visitatori dal mondo, il 30, 31 agosto e il 1° settembre, a far da ponte con Con-vivere, il festival di Filosofia che qui si tiene nel primo fine settimana di settembre.

Villa Fabbricotti, Carrara 2019. Photo © Michele Ambrogi
Villa Fabbricotti, Carrara 2019. Photo © Michele Ambrogi

BABELE DI ARTE E CULTURA

L’Assessorato alla Cultura, presieduto dalla pugnace Federica Forti, ha voluto dare la massima visibilità a tutti gli artisti operanti a Carrara, offendo loro per qualche mese il CAP, sede museale dedicata alle rassegne sul contemporaneo, a confermare quella che si diceva essere Carrara Unesco Creative City, titolo che segue il Sito Unesco Messaggero di Una Cultura di Pace assegnato agli Studi Nicoli nel 2000. Questi tengono vivo un luogo che altrimenti sarebbe da anni spento, sono l’anima vera o il genius loci carrarese, una magnifica riconquista e rigenerazione di talenti e ispirazioni provenienti dai quattro angoli del mondo, per cui si odono un po’ tutti gli idiomi e tutte le lingue sulle terrazze, nei bar sulle piazze, da Rudy’s al Leon d’Oro, nei localini del centro, da Rebacco alle Zie, il che fa di questa città un’autentica babele di arte e di cultura.
Col recentemente rinnovato, ben ritrovato e lussuoso Hotel Michelangelo, e bed and breakfast più alla portata di una clientela più ampia, ma sempre esigente e amante del buon gusto, come Duomosette o Alberica 10, Carrara d’estate è assolutamente da non perdere. E per chi proprio non riesce a muoversi da quest’anno c’è anche il Simposio di scultura on line in memoria di Luciano Baicchi, composto da una giuria di esperti e animato da centinaia di click per le votazioni via Web. Carrara è questo e molto altro, marmo amore e anarchia.

Francesca Alix Nicoli

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IndirizzoVia Canal del Rio - Carrara - Toscana
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Francesca Alix Nicoli
Dopo gli studi classici Francesca Alix Nicoli si laurea in Storia della Filosofia e, di seguito, in Storia e Metodologia della Critica d’Arte. Le sue prime pubblicazioni vertono sul pensiero filosofico di David Hume nella produzione storiografica più recente, ed escono su riviste specialistiche universitarie. Nel 2004 dà alle stampe il primo libro di critica d’arte su “Le giuste premonizioni di Fausto Melotti”. Interrompe gli impegni universitari come assistente di cattedra di storia della filosofia all’Università degli Studi di Bologna e fa rientro a Carrara per prendere in mano la direzione dell’azienda di famiglia, gli Studi di Scultura Nicoli che operano dal 1835 in campo internazionale. Da allora opera con i maggiori artisti contemporanei come production manager. Suoi saggi specialistici sono apparsi in cataloghi e volumi collettanei di arte contemporanea ed approfondimento critico, ed è collaboratrice di numerose riviste di settore e magazines, fra le quali Flash Art, Arte e Critica, Artribune, Segno. Presso Mimesis Editore nella collana Eterotopie è in corso di stampa il suo secondo libro “Giù le mani dalla modernità” la cui uscita è prevista per il settembre 2012.