A Parigi c’è anche Akaa, la fiera di arte africana alla prima edizione. Cancellata lo scorso anno dopo gli attentati nella Capitale

29 stand da 11 paesi per una fiera di arte contemporanea e design. Che segue a ruota la manifestazione londinese e newyorkese 1:54 nella proposta di arte e creatività proveniente da uno dei continenti emergenti più interessanti

Il Carreau du Temple, sede della fiera
Il Carreau du Temple, sede della fiera

Doveva essere lanciata lo scorso anno in occasione di Paris Photo, la prima fiera di arte africana della capitale francese. Ma i fatti che sconvolsero Parigi, con i terribili attentati terroristici di novembre 2015, indussero gli organizzatori a cancellare la prima edizione (non senza qualche ulteriore trauma, con il direttore artistico Timothée Chaillou che non informato di questa decisione dagli organizzatori si dimise subito dopo). Ora finalmente AKAA, Also Known as Africa apre al pubblico l’11 novembre (fino al 13) nello spazio di Carreau du Temple, poco distante proprio dal Bataclan, tristemente noto per la strage dello scorso anno. 29 gli espositori da 11 paesi, non solo africani ma anzi con una buona componente francese, per una fiera che si occupa di arte e design, diretta da Victoria Mann, con il supporto curatoriale di Salimata Diop.

LE FIERE AFRICANE
Non è certo il primo appuntamento questo che mette a fuoco l’arte proveniente dal sistema emergente Africa. Ad avere l’idea per primi sono stati infatti gli organizzatori di 1:54, che hanno compreso le grandissime potenzialità artistiche del continente africano, dando vita alla fiera ormai consolidata che si svolge a Londra nella Somerset House in occasione della Frieze Art Week, e che successivamente ha preso piede anche a New York nel quartiere di Red Hook, a Brooklyn. La piccola fiera conta una ventina di gallerie (ma non senza nomi di rilevanza internazionale, come le francesi In Situ\Fabienne Leclerc e Anne de Villepoix, la sudafricana Goodman, la bresciana Apalazzo). Negli scorsi anni l’appuntamento ha avuto alti e bassi, con allestimenti più o meno riusciti, ma ricavandosi una fetta di pubblico curioso e interessato che ha lasciato le rotte convenzionali per dedicarsi un momento di relax in uno spazio inedito con opere senza dubbio da tenere sott’occhio. E per chi c’era, indimenticabile il party newyorkese con dj e ritmi africani contemporanei.

– Santa Nastro

Dall’11 al 13 novembre 2016
AKAA, Also Known as Africa
4 Rue Eugène Spuller, 75003 Parigi
akaafair.com
www.1-54.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.