La Germania salva la casa di Thomas Mann a Los Angeles. Acquistandola per 13 milioni di dollari

La villa diventerà una residenza per giovani scrittori. Il governo si è attivato per salvare la costruzione modernista, a rischio di essere abbattuta, grazie ad una petizione online

La villa di Thomas Mann a Los Angeles
La villa di Thomas Mann a Los Angeles

La sfida modernista della Germania verso il centenario della scuola di Weimer e Dessau Bauhaus non si chiude all’interno dei confini nazionali né entro l’ambito delle celebrazioni dedicate al movimento. Non sono bastati due musei, la creazione di una “strada del modernismo europea” e di un Grand Tour tedesco: l’azione positiva a salvaguardia di quell’architettura si estende fino agli Stati Uniti, paese legato a doppio filo con la nazione europea nella narrazione di quegli anni. È noto infatti che l’America abbia ospitato molte delle menti più brillanti in fuga dall’orrore nazista, che lì, aldilà dell’Oceano, hanno trovato nuova casa e nuovi stimoli creativi. Tra questi lo scrittore Thomas Mann, autore di alcuni tra i racconti più rappresentativi del ‘900, dal Tonio Kroger all’epocale Morte a Venezia. Mann, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1929, ha vissuto in California dal 1942 al 1952.

UNA PETIZIONE PER SALVARE LA VILLA
La villa, disegnata dall’architetto JR Davidson, un tedesco espatriato a Los Angeles dove divenne uno dei rappresentanti più eminenti del modernismo nel decennio tra gli anni ’30 e ’40, fu costruita nel 1941, con cinque camere da letto, sei bagni e una piscina privata. Dopodiché è stata messa sul mercato per diverso tempo ed ha rischiato anche di essere rasa al suolo, quando finalmente – dopo una petizione online promossa da docenti e figure del mondo della letteratura tedesca, firmata da quasi 3200 persone – è stata acquistata dal governo tedesco per 13,25 milioni di dollari. L’obiettivo? Rilanciare in quel contesto un nuovo programma di residenze per giovani scrittori. La relazione di Mann con la villa è stata molto forte, ma l’abitazione losangelina non è stata l’ultima residenza dello scrittore tedesco: il suo esilio è ricominciato in epoca maccartista, e nel 1952 è ritornato in Europa stabilendosi definitivamente in Svizzera, dove è scomparso tre anni dopo, nel 1955.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.