Parliamo di periferie. A Roma grandi star per gli incontri della Fondazione VOLUME!

Con Giles Smith del collettivo anglosassone Assemble ha preso il via il progetto “Città inseparabili e buoni incontri” promosso dell’istituzione romana: in programma, per i prossimi mesi, incontri con grandi architetti, artisti e designer

Yardhouse - Assemble
Yardhouse - Assemble


Inizio in grande
per il nuovo ciclo di iniziative, eventi ed incontri curati a Roma dalla Fondazione VOLUME!: ad aprire le danze, venerdì scorso presso la sede dell’ISIA di Roma, Giles Smith, membro del collettivo anglosassone Assemble, vincitore del Turner Prize 2015 grazie all’intervento di riqualificazione urbana del complesso abitativo Granby Four Streets, a Toxteth, sobborgo di Liverpool. “Abbiamo iniziato a pensare ad un piano di indagine sulle periferie con il nostro progetto del Parco nomade”, raccontano dalla Fondazione, “e in seguito abbiamo sentito l’esigenza di raccogliere le storie di chi progetta, lavora e costruisce in periferia”. Nasce così Città inseparabili e buoni incontri, serie di appuntamenti che vedranno coinvolti artisti, architetti e designer “protagonisti della rigenerazione delle metropoli, portatori di nuove narrazioni sociali“, chiamati a raccontare alcuni casi studio e a mettere in relazione le esperienze passate o in corso. Un progetto per sostenere e promuovere lo scambio di buone prassi sociali e culturali in una dimensione anche europea. Gli interventi andranno infatti a costruire una sorta di storia delle esperienze di progetti realizzati, delle utopie, delle criticità di realtà complesse come quelle suburbane, con il fine di creare un linguaggio che sia applicabile in diverse città.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI
Dopo l’incontro con Assemble, che hanno presentato il loro metodo di lavoro ad Artribune in una recente intervista, sono state annunciate le prossime lecture. Previsti appuntamenti con Matteo Restagno, architetto di G124 – gruppo di lavoro voluto dal senatore Renzo Piano per lo studio delle periferie delle città italiane – e Fosbury Architecture, collettivo milanese di ricerca architettonica dotato di una struttura aperta, che accoglie i giovani architetti di diverse culture. Sarà poi il momento di Antonio Laruffa, architetto e docente, chiamato ad illustrare l’esperienza di “Incompiuto Siciliano”, osservatorio partecipato sul fenomeno delle opere incompiute in Italia, che indaga in modo multi-disciplinare le relazioni tra queste opere architettoniche e il contesto nel quale sono inserite, proponendone una nuova definizione stilistica. Atteso nella Capitale anche Alterazioni Video, collettivo artistico fondato a Milano nel 2004 da Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri. Del resto, mission della Fondazione VOLUME!, attiva dal 1997, “è sostenere l’idea pubblica di cultura, promuovere un costante dialogo con l’arte, mantenere fertili relazioni con i differenti ambiti del sapere”.

– Giulia Mura

http://www.fondazionevolume.com/index.php/it/

 

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.