Paris Updates: Kader Attia vince il Prix Duchamp 2016. Il massimo riconoscimento per un artista in Francia

Nato in collaborazione con il Centre Pompidou il premio, istituito nel 2000, vale la somma di 35.000 euro. Nella shortlist dei finalisti anche Barthélémy Toguo, Yto Barrada e Ulla von Brandenburg

Kader Attia
Kader Attia

È Kader Attia (Dugny – Seine-Saint-Denis, 1970) a conquistare la 16esima edizione del Prix Duchamp, il massimo riconoscimento per un artista che sia nato in Francia o abbia scelto questo Paese come propria residenza, che comporta un sostegno alla sua attività creativa del valore di 35mila euro. L’annuncio, arrivato nel pieno della settimana di FIAC – la fiera d’arte che anima la Ville Lumière dal 20 al 23 ottobre – vede il vincitore avere la meglio, come da tradizione, su altri tre finalisti, in questo caso Barthélémy Toguo (M’Balmayo –Camerun, 1967. Vive a Parigi), Yto Barrada (Parigi, 1971), e Ulla von Brandenburg (Karlsruhe, 1974. Vive a Parigi).
Attia, che lavora anche con la galleria italiana Continua, sembra essere l’uomo del momento in quel di Parigi: ha appena inaugurato nel 10° arrondissement, a un passo dalla Gare du Nord, il suo La Colonie, luogo multidisciplinare ideato in collaborazione con il ristoratore Zico Selloum con lo scopo di costruire una piattaforma conviviale dove discutere e fare arte – attraverso tal, letture pubbliche, workshop – uscendo dalle dinamiche proprie degli spazi museali. Un progetto dalla forte valenza simbolica – l’inaugurazione del 17 ottobre cadeva nell’anniversario della repressione nel sangue, nel 1961, della rivolta degli algerini residenti in Francia, che secondo le stime non ufficiali avrebbe causato almeno 200 morti – e che vivrà il 21 ottobre il suo primo grande happening: con un intervento di Michelangelo Pistoletto e una cena collettiva, cucinata dalla madre dello stesso Attia.

IL PREMIO: ORIGINI E OBIETTIVI
Ritenuto da alcuni l’equivalente francese del Turner Prize, il Prix Duchamp nasce in realtà da presupposti diversi: è istituito su iniziativa dell’ADIAF, Associazione Internazionale per la Diffusione dell’Arte Francese, che raccoglie circa 400 collezionisti e si occupa attraverso l’allestimento di mostre e la promozione del lavoro dei singoli artisti, di incrementare la cultura del collezionismo privato nel Paese. Trovando una sponda nel Centre Pompidou, da sempre partner dell’iniziativa, che solitamente metteva a disposizione le proprie sale per una personale dell’artista vincente della durata di tre mesi. È la prima volta, quest’anno, che tutti i quattro nomi della shortlist vengono chiamati a esporre insieme nel Centre Pompidou – fino al 30 gennaio 2017 – cambiando quindi radicalmente la formula dell’iniziativa. In questo avvicinandola sì a quella proposta dal Turner

LA GIURIA E I VINCITORI
A determinare il successo una giuria quest’anno composta dai collezionisti Erika Hoffmann, Gilles Fuchs (presidente di ADIAF) e Laurent Dumas, cui si sono aggiunti il direttore del Musée national d’art moderne di Parigi Bernard Blistène, quello del Reina Sofia di Madrid Manuel Borja-Villel e la direttrice della Whitechapel Gallery di Londra Iwona Blazwick.
Il palmares vede in rigoroso ordine cronologico Thomas Hirschhorn (2000), Dominique Gonzalez-Foerster (2002), Mathieu Mercier (2003), Carole Benzaken (2004), Claude Closky (2005), Philippe Mayaux (2006), Tatiana Trouvé (2007),Laurent Grasso (2008), Sâadane AFIF (2009), Cyprien Gaillard (2010), Mircea Cantor (2011), Daniel Dewar e Grégory Gicquel (2012), Latifa Echakhch (2013), Julien Prévieux (2014), Melik Ohanian (2015). E ora, naturalmente, Attia.

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