Firenze. Ecco il nuovo allestimento agli Uffizi per le sale di Botticelli e del primo Rinascimento

Concluso il rinnovamento di una delle sezioni nevralgiche del museo toscano: da domani la “Nascita di Venere” e la “Primavera” di Botticelli verranno presentate con un nuovo allestimento

Firenze, Gallerie degli Uffizi. Le sale riallestite, ottobre 2016
Firenze, Gallerie degli Uffizi. Le sale riallestite, ottobre 2016

È un “minimalismo asciutto, tipico dell’architettura internazionale ma anche toscanissimo”, come lo ha definito il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, lo stile del nuovo allestimento con il quale, dal 18 ottobre, saranno di nuovo fruibili oltre 40 opere della collezione del museo fiorentino. Dopo l’ultimazione, il mese scorso, dei lavori di adeguamento della sala 8 – che conserva opere di Masaccio, Filippo Lippi e Paolo Uccello –, il processo si completa ora con la conclusione degli interventi aventi come oggetto le sale 9 (Pollaiolo), la 10-14 (Botticelli) e la 15 (Hugo van der Goes). A partire da giugno 2015, questi ambienti erano stati sottoposti ad operazioni finalizzate alla sostituzione degli apparati di sicurezza, di climatizzazione e di illuminazione, in un’ottica di profondo rinnovamento di tutte le dotazioni tecnologiche. Come già avvenuto nel recente passato con il nuovo Gabinetto Disegni e Stampe, questo progetto – compreso nel piano Nuovi Uffizi a cura della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Firenze -, è stato reso possibile anche grazie ad un’elargizione liberale di circa 700mila euro raccolti dalla fondazione non profit Friends of Florence.

UNA NUOVA CASA PER BOTTICELLI
Oltre ad offrire risposte alle necessità emerse sul fronte tecnico, l’allestimento è stato concepito con il preciso intento di assicurare una migliore esperienza di visita di tutte le opere, in considerazione della folla che normalmente si sofferma dinanzi a la Nascita di Venere e l’Allegoria della Primavera di Botticelli. Entrambe oggetto di un intervento museografico dedicato, a cure dell’architetto Antonio Godoli, risultano ora disposte su due volumi sovrapposti alle pareti dell’edificio, al cui interno vengono celati tutti i dispositivi di ancoraggio. Nello stesso tempo, il nuovo ordinamento vuole favorire l’attivazione di un dialogo con gli altri lavori di Botticelli, tra cui l’Annunciazione d San Martino alla Scala, un affresco di circa sei metri di larghezza eseguito nel 1481 e in passato conservato nell’aula di San Pier Scheraggio, il Ritratto di giovane con la medaglia di Cosimo il Vecchio, La Calunnia e Pallade e il Centauro. Sviluppata dunque a partire dai flussi delle persone e alla loro fruizione dei capolavori, tale disposizione, come ha illustrato il direttore, punta ad una lettura critica delle opere: “sulle “nuove” pareti non solo viene materialmente illustrata la rete di relazioni culturali e stilistiche tra fiamminghi e fiorentini, ma si dà giusta enfasi anche alle opere tarde di Botticelli, mentre le ‘icone’ più celebrate acquistano la giusta prospettiva nelle grandi sale, comunicanti anche visivamente.”

LA RACCOLTA FONDI
Alla Fondazione Friends of Florence sono state necessarie appena sei settimane per raccogliere la cifra messa poi a disposizione per l’allestimento, per il restauro di alcuni dipinti e per contribuire, in parte, anche alla nuova illuminazione. “Abbiamo scelto di dedicare questo progetto” ha sottolineato la presidente, Simonetta Brandolini d’Adda, ricordando la sottoscrizione della convenzione firmata, negli anni scorsi, con l’allora Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini,al 50esimo anniversario dell’alluvione del 1966, per omaggiare la città di Firenze e per non dimenticare.” Entro la fine dell’anno, infine, sempre tenendo fede alla formula “nessun giorno di chiusura al pubblico”, inaugurata dall’ex direttore Antonio Natali, saranno ultimati ulteriori interventi. Nel cantiere dei Nuovi Uffizi infatti – cui già si deve un significativo incremento delle sale, passate da 45 a 101, con il recupero del primo piano – è anche compresa la realizzazione di un’area esclusivamente destinata alle mostre temporanee.

– Valentina Silvestrini

Gallerie degli Uffizi
Firenze, piazzale Uffizi 6
www.uffizi.it

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

2 COMMENTS

  1. Il legame più sorprendente, che collega la Sindone di Torino con le
    opere pittoriche di Leonardo da Vinci, è nella somiglianza del volto
    contenuto nell’immagine della ferita al costato della Sindone, con il
    volto urlante del guerriero centrale della Battaglia di Anghiari di
    Leonardo realizzata a Firenze a Palazzo Vecchio nel Salone dei
    Cinquecento. L’immagine della ferita al costato è la “prova” specchiata
    della presenza attuale della Battaglia di Anghiari, dietro gli affreschi
    del Vasari nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Cfr.
    ebook/kindle. La Sindone di Torino e le opere di Leonardo da Vinci:
    analisi iconografica comparata.

Comments are closed.