Vince il Toronto Film Festival “La La Land”, musical con Ryan Gosling ed Emma Stone snobbato a Venezia

Il film diretto da Damien Chazelle aveva aperto la Mostra del Cinema di Venezia, accolto con entusiasmo da critica e pubblico, ma ricevendo un giudizio tiepido da parte della giuria. E ora si candida per gli Oscar

Damien Chazelle, La La Land (2016)
Damien Chazelle, La La Land (2016)

Il nome del premio – The Audience award for best feature film – forse non lo rivela. Eppure si tratta del più ambito tra i riconoscimenti assegnati nell’ambito del Toronto International Film Festival, la prestigiosa rassegna che tradizionalmente segue la Mostra del Cinema di Venezia, e che “raffina” i segnali già provenienti dal Lido circa i film papabili per gli Oscar. Il vincitore dello scorso anno, Room, ebbe ad esempio quattro nomination per i premi dell’Academy, vincendone uno per la recitazione di Brie Larson; 12 anni schiavo, trionfatore nel 2013, prese poi tre Oscar, tra cui quello per il miglior film. Ora il festival canadese ha annunciato i suoi verdetti per il 2016: e a vincere l’Audience award è stato La La Land (seguendo il link trovate trailer e recensione), il musical diretto da Damien Chazelle e interpretato da Emma Stone e Ryan Gosling, che aveva aperto la kermesse di Venezia accolto con entusiasmo da critica e pubblico, uscendo poi un po’ deluso dalle premiazioni, con il solo “contentino” della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Emma Stone.

PLATFORM PRIZE A JACKIE, DI PABLO LARRIAN
Per verità, va detto che il Toronto Festival nasce come rassegna non competitiva, che di conseguenza assegna solo il premio del pubblico: dato che non ne depotenzia però il prestigio, vista proprio l’ormai provata influenza sull’industria del cinema nordamericano in chiave Oscar. Fra gli altri riconoscimenti, il premio del pubblico per il miglior documentario è andato a I Am Not Your Negro, di Raoul Peck, basato sul libro incompiuto Remember This House, di James Baldwin, mentre il premio per il miglior film canadese è andato a Those Who Make Revolution Halfway Only Dig Their Own Graves, pellicola sperimentale di oltre tre ore diretta da Mathieu Denis e Simon Lavoie, con una dura critica del capitalismo e dell’apatia sociale contemporanea. Il Platform Prize, questo sì determinato da una giuria di esperti, ha premiato un’altra tra le pellicole uscite a sorpresa ridimensionate dal Lido: Jackie, di Pablo Larrain e con Natalie Portman, che a Venezia aveva trionfato solo per la migliore sceneggiatura. Quando molti, persino noi di Artribune, avrebbero scommesso sul Leone.

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