Danzare sulle pareti del museo. Le spettacolari immagini dello show di David Michalek che apre la stagione del LAC di Lugano

57 ballerini e coreografi per Slow Dancing, un trittico in hyper-slow-motion video di grandi dimensioni dell’artista statunitense David Michalek. Raccontato dal direttore Michel Gagnon

Bill T Jones fotografato da David Michalek per il progetto Slow Dancing al LAC di Lugano

Portare a Lugano questo progetto, che ha impreziosito le piazze di tutto il mondo, mi è sembrato il modo migliore per inaugurare la nuova stagione e festeggiare il primo anno dall’apertura del LAC”. A parlare è Michel Gagnon, il direttore generale di Lugano Arte Cultura, di cui trovate un’ampia intervista sullo Speciale Ticino di Artribune Magazine appena uscito, e presto anche online sul nostro sito. Gagnon che in questo passaggio si riferisce a Slow Dancing, la spettacolare videoinstallazione open air dell’artista statunitense David Michalek che la sera del 20 settembre ha aperto ufficialmente il secondo anno di attività del centro culturale dove arti visive, musica e arti sceniche interagiscono in un unico spazio. “È un’opera che ci regala il privilegio di vivere il gesto artistico nei suoi dettagli più precisi ed affascinanti, un’intuizione originale che arricchisce lo spazio urbano con la bellezza del movimento, offrendoci la possibilità di vedere la danza attraverso una prospettiva temporale inedita, che definirei non solo suggestiva ma soprattutto poetica”, racconta ancora Gagnon.

BALLERINI E COREOGRAFI PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO
Tre torri alte oltre tredici metri e altrettanti schermi che superano una superficie di centro metri quadrati. Sei proiettori, venti serate di proiezioni, 57 ballerini e coreografi tra i più famosi al mondo (fra gli altri Bill T. Jones e Trisha Brown). Questi i numeri di Slow Dancing, un trittico di grandi dimensioni che celebra la danza, proiettato sulle facciate esterne del centro culturale, dopo esser stato presentato al Lincoln Center di New York e in altri luoghi iconici come l’Arsenale della Biennale di Venezia, l’Opéra Bastille di Parigi e Trafalgar Square a Londra. Proiezioni in programma ogni sera in Piazza Bernardino Luini dalle 20:30 alle 24, fino al 9 ottobre. Una serie di 43 ritratti in movimento realizzati attraverso la tecnica dell’hyper-slow-motion video ideata dall’artista, dove “compaiono ballerini e coreografi provenienti da tutto il mondo, la cui sequenza di movimenti è proiettata, in forma di trittico, su ampie superfici pubbliche”. Per lo scintillante avvia di una stagione che vedrà passare per il Ticino protagonisti della scena culturale del calibro della Royal Philharmonic Orchestra, l’Accademia di Santa Cecilia, il Béjart Ballet Lausanne, e artisti come Paul Signac, Meret Oppenheim, Alighiero Boetti, Ilya & Emilia Kabakov. Noi raccontiamo l’atmosfera con una serie di immagini…

– Massimo Mattioli

20 settembre – 9 ottobre 2016
Slow Dancing – David Michalek
LAC – Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6 – 6901 Lugano
www.luganolac.ch

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.