Bjarke Ingels a New York: ecco le immagini del suo primo cantiere firmato BIG a Manhattan, pronto per l’autunno 2016

Continua a far discutere, non solo oltreoceano, il processo di trasformazione in corso nello skyline della Grande Mela. Tra i cantieri in progress, è ormai tempo di avviare il conto alla rovescia per VIA 57 West, l’edificio “ibrido” firmato da BIG-Bjarke Ingels Group.

VIA 57 West, intervento di Bjarke Ingels a New York - foto Iwan Baan
VIA 57 West, intervento di Bjarke Ingels a New York - foto Iwan Baan

Oggi New York vede la mutazione del suo skyline legata al ritmo degli investimenti dei privati, per l’interesse di un’élite di persone”, queste le parole con cui, qualche mese fa, l’architetto Alessandro Orsini concludeva su Artribune l’ampia disamina su una delle “cose più misteriose e affascinanti da osservare a New York”: il suo skyline, appunto. Nella battaglia per la conquista del suolo della metropoli, condotta arruolando archistar e nome di punta su scala planetaria, arriva VIA Courtscraper, nuova prova di uno studio europeo in città. Con un’altezza di 137 metri, uno sviluppo superficiale che supera i 77.000 metri quadri, VIA 57 West sorge sulla 57esima strada. Come identificarlo? Semplice, riesce ad imporsi in autonomia, grazie ad un aspetto “disallineato” rispetto al modello incarnato dai grattacieli già presenti nella medesima area. Commissionato dalla The Durst Organization, possiede una natura ibrida, sinteticamente raccolta da Bjarke Ingels, fondatore dello studio, nella frase: “Da una parte ha l’altezza di un corrimano, dall’altra quella di un grattacielo”. VIA 57 West attinge ad una forma geometrica archetipa – la piramide – con il dichiarato obiettivo di “combinare la densità del grattacielo americano con lo spazio comune della corte europea”.

709 ABITAZIONI E 22.000MQ DI CORTE INTERNA
Nei suoi 32 piani – parzialmente già abitati da maggio 2016, sebbene il completamente della costruzione sia atteso per l’autunno – troveranno posto 709 unità abitative di diverse dimensione. A loro disposizione un lussureggiante giardino di 22.000 mq, la cui progettazione spetta alla società Starr Whitehouse, che ha già annunciato la presenza di 47 specie vegetali distinte. Il livello stradale, il primo e il secondo piano saranno invece destinate ad attività a carattere culturale commerciale e sportivo, con una serie di servizi riservati a proprietari e affittuari. La “doppia natura” del volume di VIA 57 West – da ovest si mostra come una piramide deformata; da est come una guglia slanciata e sottile – viene ribadita nel neologismo coniato per identificarlo. BIG, infatti, nel presentarlo si è espresso in termini di lancio di una nuova tipologia edilizia per New York: il cosiddetto Courtscraper, generato dall’unione tra i vocaboli Skyscraper – grattacielo – e Courtyard –corte. Nel caso specifico, inoltre, lo spazio esterno di questo modello – in sostanza l’antesignano della nuova gamma costruttiva stando agli intenti – punta a richiamare il concept di “oasi verde urbana” di Copenaghen. Sarà vera gloria? I segnali incoraggianti non mancano: proprio all’inizio del 2016 il CTBUH – Council on Tall Buildings and Urban Habitat ha insignito VIA del “Best Tall Building in the Americas”, un riconoscimento compreso nei premi annuali “Tall Buildings Award”.

E PER GLI INTERNI? LARGO ALLO “SCANDIMERICAN STYLE”
La spinta verso l’ibridazione trova anche nell’interior design il proprio riflesso, in un’ottica votata alla combinazione tra stilemi statunitensi e suggestioni nordeuropee. Per “favorire un collegamento fisico e visivo tra gli spazi comuni interni ed esterni”, si è infatti scelto di unire materiali e dettagli di provenienza scandinava – come gli arredi firmati Republic of Fritz Hansen – con finiture Made in USA.

– Valentina Silvestrini

http://www.via57west.com
http://www.big.dk

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.