Fondazione Bevilacqua La Masa. L’istituzione resta ma le nomine spetteranno soltanto al sindaco

Dopo un faticoso consiglio comunale, i membri del Comune di Venezia si sono espressi in merito all’autonomia della Fondazione lagunare. L’istituzione non sarà soppressa, ma il suo regolamento subirà importanti modifiche

Galleria di piazza San Marco, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
Galleria di piazza San Marco, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia

Ha conosciuto il suo epilogo solo nella tarda serata di oggi, 29 luglio, la questione Bevilacqua La Masa, che ha tenuto sulle spine la città intera. Dopo l’iniziale volontà del Comune di procedere alla soppressione dell’Istituzione votata all’arte contemporanea e il parziale dietro-front compiuto dallo stesso Comune veneziano in seguito a una concitata commissione consiliare, oggi le sorti dell’ente culturale sembrano essere state decise. In seguito a una lunga, e a tratti tesa, discussione tra consiglieri e assessori – in assenza del sindaco Luigi Brugnaro – il consiglio ha approvato la delibera che prevede il mantenimento in essere del ruolo istituzionale della Fondazione Bevilacqua La Masa, ma anche una decisa serie di cambiamenti al suo regolamento.

LE DECISIONI
Come sottolineato dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, la delibera, approvata, implica il ridimensionamento del numero dei membri del Consiglio di Amministrazione, che passeranno da 7 a 3 e che saranno nominati esclusivamente dal sindaco del Comune di Venezia, tra personalità anche di comprovata competenza in ambito artistico e culturale. Questa scelta, pur mantenendo in vita l’autonomia istituzionale della Fondazione, implica una netta inversione di tendenza rispetto alle modalità elettive finora messe in atto dalla Bevilacqua La Masa, il cui Consiglio di Amministrazione era composto da individui proposti dai tre istituti universitari cittadini – IUAV, Ca’ Foscari e Accademia di Belle Arti – e dalle tre maggiori sigle sindacali – CGIL, CISL e UIL. A partire da tale rosa, il sindaco era chiamato a nominare il Presidente e i Consiglieri. D’ora in poi, invece, quello che l’assessore Zuin ha definito “un sistema di vent’anni fa, che non ha più ragione di esistere” non esisterà effettivamente più, lasciando spazio a una nuova pratica che delega al sindaco il pieno controllo del CdA di un’istituzione particolarmente cara alla città di Venezia e ai “suoi” artisti che, negli scorsi giorni, hanno dimostrato la propria preoccupazione verso le sorti della Fondazione.

IL PRESENTE, IL FUTURO
Non passano inosservati, infatti, i numeri totalizzati dalla petizione Salviamo Bevilacqua La Masa / Save Bevilacqua La Masa lanciata su change.org da Venezia c’è il 25 luglio scorso: nel momento in cui si scrive, le firme raccolte sono ben 2100, evidenziando l’urgenza di una risposta a una questione innegabilmente sentita. In attesa di conoscere, nel concreto, le future scelte compiute da Luigi Brugnaro, ci chiediamo: la Fondazione Bevilacqua La Masa è davvero salva?

Arianna Testino

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.

3 COMMENTS

  1. Dal potere dei curatori al potere dei politici. Visto che i curatori si
    Fanno gli affari loro è giusto che soccombano di fronte ai politici , che in quanto ad affari loro sono più forti. Peccato solo per gli artisti indipendenti , schiacciati tra l’uno e l’altro, ma forse possiamo sperare in una nuova centralitá delle gallerie private, dato che in Italia musei e spazi pubblici sono in pessimo stato dati che quando va bene sono in mano a direttori burocrati , manipolati come sono da un pugno di privati danarosi o dal politico di turno

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