Vitra Schaudepot, in tempo per Art Basel apre il museo di Herzog & de Meuron

Apre con la mostra ‘Radical Design’ l’ultimo nato nel Campus Vitra. È il secondo intervento in questo contesto firmato dal duo svizzero dopo la VitraHaus del 2010

Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, esterno
Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, esterno

È nuovamente una forma archetipa quella con la quale gli architetti Herzog & de Meuron tornano a misurarsi nel Campus Vitra di Weil am Rhein, alla cui implementazione, a partire dalla fine degli anni Ottanta, hanno partecipato gli architetti Frank O. Gehry, Tadao Ando, Richard Buckminster Fuller, Nicholas Grimshaw, Zaha Hadid, SANAA e Álvaro Siza.
Nell’appena inaugurato Vitra Schaudepot, sei anni dopo le intersezioni della VitraHaus – l’edificio di cinque piani impiegato come flagship store Vitra la cui composizione è il risultato della compresenza tra dodici volumi allungati e analoghi, ciascuno dei quali evoca il profilo di un’abitazione tradizionale – il duo dichiara di realizzare un autentico “magazzino per una collezione museale”, rinunciando a qualsiasi tentativo di apertura nei confronti del contesto circostante.

Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, exhibition view
Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, exhibition view

ODE ALL’UNDERSTATEMENT
Vitra Schaudepot si impone da subito per i suoi prospetti ciechi, completamenti privi, ad esclusione della facciata di ingresso, di aperture e di rimandi visivi al resto del Campus: “La trasparenza è sopravvalutata di questi tempi” hanno dichiarato a riguardo i due architetti durante la conferenza stampa.
Completamente rivestito di mattoni clinker rotti a metà e collocato su un podio che lo eleva rispetto al piano di calpestio dell’intero complesso –accessibile, in seguito a questa apertura, anche dal lato sud – il nuovo edificio è coronato da un tetto a doppio spiovente e si qualifica come volume compatto, sobrio e misurato. Un registro confermato dagli spazi interni, nonostante l’allestimento si riveli portatore di qualche guizzo di sorpresa.
A qualificare l’area espositiva un approccio direttamente riconducibile all’idea di stoccaggio, restituito attraverso un impianto rigoroso con scaffalature in serie illuminate tramite una griglia, altrettanto rigida, di neon posizionati a soffitto: una modalità, per quanto asciutta, capace di assegnare totale centralità ai pezzi esposti.

Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, exhibition view
Herzog & de Meuron, Vitra Schaudepot, exhibition view

UNA COLLEZIONE ENCICLOPEDICA
Destinato a coadiuvare le esigenze espositive del Vitra Design Museum – forte, ma anche oppresso dalla sua enciclopedica collezione, in costante ampliamento, che attualmente supera le settemila unità sul solo fronte degli arredi – nel Vitra Schaudepot trovano collocazione permanente circa 430 icone del design internazionale, disposte secondo un criterio cronologico: dai primi esemplari in legno curvato, ad opere simbolo di Le Corbusier, Alvar Aalto, Ettore Sottsass e Gerrit Rietveld, fino alle incursioni di matrice pop e a lavori di recente realizzazione ottenuti con le stampanti 3D. Mostre temporanee, come quella di apertura, verranno proposte con continuità nel nuovo spazio espositivo, al cui interno trovano posto anche una caffetteria, un laboratorio di restauro e una biblioteca.

– Valentina Silvestrini

www.vitra.com
www.design-museum.de

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

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